Ass. Salute Ambiente sui controlli Arpa Lazio a Roncigliano

Associazione Salute Ambiente Albano Cancelliera: "segnaliamo la situazione da cortocircuito sul numero di pozzi controllati da Arpa nella discarica di Albano"

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“Non ci è chiaro quale sia l’elemento in base al quale l’Arpa decida di effettuare le proprie analisi sui pozzi spia all’interno della discarica di Albano in numero sempre diverso.

Rispetto alle ultime analisi pervenute in cui i pozzi analizzati erano 11, le analisi del 7 ottobre riguardano solo 4 pozzi, ovvero quelli riportati nelle vecchie autorizzazioni classe 2009 che, dopo 12 anni, non sono state ancora mai revisionate ed aggiornate dall’Ufficio Rifiuti Lazio, nonostante i ripetuti e reiterati solleciti di cittadini, associazioni e comitati territoriali (solo questo farebbe gridare allo scandalo!).

I quattro pozzi analizzati (D, A, F1bis ed E) sono solo alcuni di quelli attivi ed operativi nella discarica di Albano, mancano ad esempio i sei pozzi (L, G, N, H, I bis ed E) monitorati a settembre da Arpa Lazio e tutti risultati gravemente inquinati, come sottolineato anche nella recentissima ordinanza provvisoria del Tar del Lazio, in risposta al ricorso giudiziario promosso dalla nostra associazione insieme a 16 tra comitati e associazioni territoriali. Le analisi di metà settembre su questi 10 pozzi avevano fatto registrare la presenza di 12 veleni presenti in concentrazioni superiori ai limiti di legge: 28 gli sforamenti accertati.

Nessuna analisi è stata mai effettuata finora su un undicesimo pozzo, il C bis, situato proprio all’interno dell’area dell’ex TMB, oggetto di un incendio il 30 giugno 2016 in circostanze ancora mai chiarite, su cui la società Colle Verde – che ha sub-affittato l’area dal Gruppo industriale riconducibile a Manlio Cerroni – vorrebbe realizzare un maxi-biogas al servizio di gran parte del Lazio. Le analisi nel pozzo C bis erano state pre-annunciate più volte, ma poi mai portate a termine a causa di una pompa che sarebbe stata rotta. È quanto si evince dal verbale di sopralluogo di Arpa Lazio inviato quest’oggi, 11 novembre, al consigliere comunale di Albano, Marco Moresco, di cui riportiamo le dichiarazioni:

“Leggo nel verbale di sopralluogo di Arpa Lazio – attacca Marco Moresco, consigliere comunale di Albano – che gli affittuari dell’area su cui insiste il VII invaso ancora non avrebbero presentato agli Enti pubblici il certificato di taratura di una sonda. Che, inoltre, avrebbero posto un serbatoio di accumulo d’acqua accanto al pozzo A senza aver specificato il motivo né chiesto autorizzazioni agli Enti preposti. Che la pompa rotta nel pozzo C bis, accanto a cui potrebbe sorgere il maxi biogas, è stata sostituita – dopo 2 mesi, con estrema calma – ma ora starebbero mettendo a punto il software del programma di gestione della stessa e, quindi, il pozzo ancora non sarebbe stato sottoposto a campionamento. Ma quanto tempo ci vorrà per installare questo software, altri due mesi? Perché i controlli sui pozzi spia, anziché aumentare, diminuiscono? L’Ufficio Rifiuti Lazio, diretto da Vito Consoli, cosa sta facendo? So che tra ieri ed oggi, i cittadini si sono recati di nuovo presso le Procure di Velletri e Roma: presto scopriremo il motivo”.

Questi pozzi spia servono a monitorare il grave stato di inquinamento in cui versano le falde acquifere sottostanti la discarica da cui attingono le centinaia di pozzi ad uso civile e commerciale della zona, situata a cavallo tra i comuni di Albano ed Ardea. Un’area ancora sprovvista di acquedotto idrico in cui vivono migliaia di cittadini ed in cui sono attivi b&b, ristoranti, pizzerie, aziende vinicole, agriturismi, ecc.

La nostra associazione da tempo si sta adoperando per chiarire le opacità legate ai controlli all’interno e all’esterno del sito della discarica e a breve comunicheremo le azioni messe in campo per chiarire responsabilità e doveri. Non ci stancheremo di ripetere che non si possono calpestare Salute e Ambiente, sono i valori cardine della nostra esistenza e non avremo pace fin quando non sarà fatta giustizia”. Lo dichiara l’Associazione Salute Ambiente Albano Cancelliera

che segnala all’attenzione dei lettori:

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