“Da Vitellio agli Antonini”: due giornate di studio e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico ai Castelli Romani

Convegno tenutosi a Genzano il 26 ed il 27 marzo

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“Da Vitellio agli Antonini”: due giornate di studio e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico ai Castelli Romani

Si è svolto il 26 e 27 marzo presso il Comune di Genzano di Roma il convegno “Da Vitellio agli Antonini. Storia, archeologia e filosofia nelle Villae Romanae di Genzano ed Ariccia”, una due giorni intensa e partecipata che ha visto la presenza di studiosi, amministratori, studenti e cittadini, riuniti nel segno della conoscenza e della valorizzazione del patrimonio dei Castelli Romani.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Genzano di Roma in collaborazione con il Comune di Ariccia e con il contributo della Città Metropolitana di Roma Capitale, è stata ideata e coordinata da Marta Elisa Bevilacqua, consigliera comunale di Genzano e metropolitana, che ha moderato i lavori delineando il quadro storico della dinastia degli Antonini (138–192 d.C.), considerata l’apogeo dell’Impero romano.

Ad aprire il convegno, i saluti istituzionali del Sindaco di Genzano, Carlo Zoccolotti, che ha sottolineato l’importanza del progetto di valorizzazione della Villa degli Antonini, sostenuto da un finanziamento di 700 mila euro del Pnrr e prossimo all’inaugurazione, accompagnato da attività di ricerca archeologica in collaborazione con università internazionali. A seguire, il Sindaco di Ariccia, Gianluca Staccoli, ha evidenziato il valore identitario del patrimonio archeologico locale, richiamando il legame storico del territorio con figure imperiali di primo piano.

Nel corso della prima giornata, gli interventi hanno approfondito la dinastia degli Antonini, da Antonino Pio a Marco Aurelio fino a Commodo, analizzandone le caratteristiche politiche, sociali e culturali. Particolare rilievo è stato dato alla figura di Marco Aurelio, il cui pensiero stoico, espresso nei “Pensieri”, è stato oggetto dell’apprezzata lectio del professor Emidio Spinelli, capace di coniugare rigore scientifico e divulgazione.

L’archeologa Maria Cristina Vincenti ha invece illustrato le evidenze archeologiche legate alla villa attribuita all’imperatore Aulo Vitellio ad Ariccia, soffermandosi sui resti delle “Muracce” e sulle strutture rinvenute nell’area, tra cui ninfei, cisterne e ambienti decorati.

La seconda giornata ha ampliato il focus sul tema del potere imperiale e sul rapporto tra territorio e residenze aristocratiche, con particolare attenzione alla Villa degli Antonini a Genzano. È emerso il ruolo strategico del sito, databile al II secolo d.C., che comprende un complesso termale, ambienti residenziali con mosaici e un piccolo anfiteatro.

Nel suo intervento, Marta Elisa Bevilacqua ha tracciato un confronto tra Antonino Pio e Commodo, due modelli opposti di gestione del potere: il primo esempio di equilibrio amministrativo e stabilità, il secondo simbolo di degenerazione politica e crisi. Un’analisi che ha restituito al pubblico una lettura articolata della cosiddetta “età aurea” dell’Impero romano, le cui tracce riemergono dal passato regalando al territorio castellano preziosi siti culturali.

Di particolare interesse anche l’approfondimento sul culto della Magna Mater, illustrato dall’archeologa Vincenti, che ha evidenziato il legame tra religiosità, potere e territorio nella residenza imperiale di Genzano.

Il convegno ha rappresentato un’importante occasione di divulgazione scientifica e di promozione culturale, inserendosi in una più ampia strategia di sviluppo turistico. Come sottolineato dalla consigliera metropolitana Alessia Pieretti, il progetto mira a strutturare un’offerta di turismo di prossimità, per poi estenderla ai flussi provenienti dalla Capitale.

L’iniziativa ha confermato la centralità della sinergia istituzionale e della ricerca scientifica nella valorizzazione del patrimonio archeologico locale, con l’obiettivo di rendere i siti accessibili e fruibili, rafforzando al contempo la consapevolezza culturale delle comunità. Un percorso che, partendo dalla storia, si propone di costruire nuove opportunità di sviluppo sostenibile per l’intero territorio dei Castelli Romani.