Doriano Rautnik, la sua estate nell’arte

Doriano Rautnik in scena ad Anzio

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Doriano Rautnik è un Artista di elevato spessore umano ed artistico. Persona professionale, gentile e seria. Se mescoliamo questi tre ingredienti, ci ritroviamo di fronte all’essenza del talento che Doriano ha mostrato nel tempo.

Ad intervistarlo per noi la giornalista, autrice di libri e blogger, curatrice dello spazio Cultura e Spettacolo di Meta Magazine, Ilaria Solazzo.

 

Allora Doriano, so che c’è un bel po’ di roba che bolle in pentola… cosa ci puoi dire a proposito?

“I libri di Storia si può dire che hanno sempre ignorato o deformato le donne. Pensate! Il primo libro in materia, intitolato “SULLE DONNE FAMOSE”, lo ha scritto Boccaccio”.

“Con queste parole inizia “Le Mogli di Nerone”, uno dei nuovi lavori di cui sono protagonista, e che comprendono “Il Mitomane” – liberamente tratto da “Il Visitatore” di E-E. Schmitt: Freud che incontra Dio(?) – e PPPasolini…Alla Mia Nazione” e che andranno in scena tra fine luglio e metà agosto alla Villa Imperiale-Parco Archeologico di Anzio nell’ambito degli eventi proposti dal Comune di Anzio.

I testi, l’adattamento, la drammaturgia nonché la regia e messa in scena sono opera di Salvatore Santucci per l’Associazione Culturale “La Teca”.

E’ un trittico di spettacoli che abbracciano tre temi a cui non dedichiamo mai abbastanza attenzione e approfondimento: la spiritualità e la fede, la cultura e la conoscenza storica, la verità confusa dalle fake news quando non addirittura da una vera e propria “damnatio memoriae” da rimuovere a proprio comodo per motivi autocelebrativi.

Miei compagni di scena saranno: Domenico Piantadosi – Dio (?) ne “Il Mitomane” – Chiara Canonico, Francesca Badolato e Tiziana Profumi (Le Mogli di Nerone) e il regista stesso, Salvatore Santucci, in “PPPasolini…Alla Mia Nazione”.

Cosa ha innescato in te, e nella Compagnia in cui lavori, la necessità di affrontare queste tematiche?

Perché questi temi? C’è un file rouge che li unisce che è, sostanzialmente, “la verità”.

“Ne “Il Mitomane” affronteremo il tema della fede. Una delle menti più brillanti del secolo scorso – Sigmund Freud – si dilania lo spirito e la mente di fronte alla possibilità che il personaggio che improvvisamente si materializza davanti ai suoi occhi nel suo salotto, possa essere veramente Dio…o un impostore? Il travaglio delle domande e delle risposte, tutte in conflitto tra loro, non sono altro che il tormento che lo stesso Freud ha vissuto nella sua vita e la battaglia dialettica e concettuale tra i due – Dio e Freud – dopo aspri e taglienti confronti porterà alla soluzione finale che…. beh, questa non posso rivelarvela qui, né adesso, dovrete venire a vedere lo spettacolo per partecipare alla tenzone e scegliere da che parte stare: l’esito non è affatto scontato”.

Che rapporto hai con la Fede?

“La Fede. Già, un grande tema. Un tema in cui ci siamo imbattuti tutti. E ognuno di noi ha, se così si può dire, tratto le sue conclusioni. Anche se le “conclusioni” si fanno dopo un ragionamento logico, razionale. Nel caso della Fede…o c’è o non c’è. Dipende molto anche dalle abitudini familiari, dagli ambienti che si sono frequentati, dalle esperienze fatte: da molti fattori, insomma. L’uomo, l’essere umano, ha un innato e profondo bisogno di “spiritualità” più che (forse) di Religione. Se intendiamo la Religione come una mera pratica di riti, preghiere, osservanze, ricorrenze. Ritengo che “Credere”, “avere Fede” vada ben oltre questo. Si può essere degli assidui frequentatori dei luoghi di culto, sapere anche i Vangeli a memoria (nel caso dei Cattolici) ma se intimamente non sentiamo in noi quel collegamento tra il nostro essere “terreni” e quel “qualcosa” (comunque si voglia chiamarlo) che usualmente collochiamo in una dimensione trascendente…beh…saremmo solo dei bravi praticanti ma insufficienti come credenti. Vero è che la sfera più intima di ognuno di noi è fortemente e profondamente coinvolta (comunque la si pensi in merito) ma ritengo anche che l’argomento sia troppo profondo e legato alla nostra singola essenza ed esistenza per essere sviscerato con le parole. Anche quando la Fede c’è è comunque un “sentire” intangibile con i sensi: è qualcosa che avvolge e permea il nostro stesso esistere.

Che mi dici su “Le Mogli di Nerone”? Un tema storico o di vita?

“Ne “Le Mogli di Nerone” parleremo delle donne. Donne di potere. Anche dure, anche spietate, manovratrici, sobillatrici e – purtroppo – spesso, se non sempre, non solo per conservare lo status quo o per una elevazione sociale, ma sicuramente per essere, e continuare ad essere, le vere Imperatrici “ombra” del maschio posto al comando dell’Impero. Quante fatiche, quanti dolori, quanta forza hanno dovuto profondere… anche solo per salvare la pelle. E non tutte sono riuscite nell’intento. Ma qualcuna, alla fine,…eh, però, suvvia ragazzi, nemmeno questo può essere disvelato in anticipo. Posso solo dirvi che “le figure delle tre mogli di Nerone sono tutte bellissime e forniscono un affresco straordinario non solo dell’epoca, ma della logica stessa del potere”.

Ma delle Donne come esseri umani che cosa puoi aggiungere?

“Le Donne. Ah! Un mistero forse ancor più impenetrabile della Fede – sorride ndr – Facezie a parte ed evitando luoghi comuni: quel che si suol definire “l’Universo Femminile” è davvero un Universo, dove tutto muta, tutto ruota su se stesso, dove la materia nasce, la materia muore, dove le definizioni e le etichette sono inutili, insufficienti e fuorvianti.  Nelle Donne è racchiusa la vita. Danno la vita. Rappresentano la perfezione dell’Universo. La bellezza dell’Universo. Esse sono “l’Essenza” e quindi spesso – o forse qualche volta in più impenetrabili…ma molto spesso, anzi molte volte in più – ci permettono di “sbirciare” nella loro “meraviglia interiore” aprendoci qualche finestrella della loro anima. Dovremmo ringraziarle ed amarle, sempre e comunque, e se qualcosa dovesse andare male nel nostro rapporto con loro…ritirarci di buon grado senza mai e poi mai compiere gesti di vendetta o di violenza”.

Eccoci arrivati a Pasolini. Di lui cosa puoi anticiparci?

“Arrivando a Pasolini: che dire? Ha detto già tutto lui in prima persona, in mille modi, ma buona parte del mondo – per convenienza o miseria mentale – “si è finto sordo al suo bussare alle coscienze”. Per quanto allo spettacolo vero e proprio, “PPPasolini…Alla Mia Nazione”, posso anticiparvi che troverete molte corrispondenze tra l’attualità – italiana ed internazionale – e quanto Pasolini avesse già denunciato circa cinquanta/sessanta anni fa. I suoi scritti, le sue poesie, i suoi film, hanno precorso i tempi con una precisione inimmaginabile. Le sue previsioni sulle logiche di mercato, il mondo consumistico, la globalizzazione, il deleterio e pervasivo uso della televisione come mezzo di dis-informazione, la manipolazione subdola e cinica delle masse, la conquista silenziosa e apparentemente non violenta del pensiero per inocularne uno “unico” ad uso e consumo del Potere Economico che a sua volta governa quello Politico (se giammai ce ne sia stato uno degno dell’incarico che gli conferiamo con il nostro voto). Ma sentirete anche, nella combattiva e mai doma disillusione del Poeta (così come lo definì Moravia nell’elogio ai suoi funerali: “Nasce solo un Poeta in ogni secolo, e lui lo era!), quanto egli, appunto, amasse la sua terra, la sua nazione, i suoi simili (forse non proprio tutti…) ma certamente aveva a cuore e con grande urgenza il fatto di far aprire gli occhi agli Italiani davanti agli inganni del presunto Progresso che invece nascondeva un “cappio di bruttezza” che, stringendosi ogni giorno di più, ci ha portato all’attuale degrado e scadimento culturale e civile. Eeehhh… non c’è verso…per saperne di più dovrete proprio venire a sentirci. Noi saremo lì…per voi”.

Villa Imperiale – Parco Archeologico di Anzio  – INGRESSO LIBERO –

Prenotazione obbligatoria al 347.7372366:

Sabato 23 luglio ore 21,30 “DALLA…POESIA E MUSICA” Spettacolo/Concerto

Domenica 31 luglio ore 21,30 “IL MITOMANE”

Venerdì 5 agosto ore 21,30 “LE MOGLI DI NERONE”

Venerdì 12 agosto ore 21,30 “PPPASOLINI…ALLA MIA NAZIONE”

Doriano Rautnik è nato a Marino, il 4/05/1955. Si è formato professionalmente presso la scuola di teatro  “Teatro Tirso De Molina”. Teatro rituale e sciamanico . Metodo Stanislavsky, Strasberg, Michael Margotta, Daniele Salvo, Mauro Avogadro, Salvatore Santucci.

Nel 2021 ha ultimato il corto “Io e Federica” su testo di Vittorio Rombolà (regia e produzione di Domenico Ruggiero/Doriano Rautnik).

A Teatro negli ultimi anni:

2022 – “PPPasolini…Alla Mia Nazione” – da P.P.Pasolini – regia e adattamento di S.Santucci

2022 – “Il Mitomane” – da E.E.Schmitt – regia e adattamento di S.Santucci

2022 – “Le Mogli di Nerone” – Testo e regia di S.Santucci

2022 – “Alla Mia Nazione” di P.P.Pasolini – regia di S.Santucci (corto teatrale)

2021 – “Processo a Nerone (l’appello) – di S.Santucci

2019 – “La Radio Ti Irradia” – regia di James La Motta (Teatro San Carluccio di Napoli)

2017 –  “Notturni di Città” – regia di Maria Gabriella Petti

2016 – “Confusioni” di A.Aycbourn – regia Maria Gabriella Petti

2013 – “Confusioni” di A.Aycbourn – regia A.Londei

2013 – “Vietato ai Minori”–di Londei/Caronti-regia di Alessando Londei (protagonista)

2012 – “Copenhagen” di Michael Frayn – regia A.Londei

2012  – “Il gufo e la gattina” di Bill Manhof – regia Peppe Bisogno

2012 –  “Chi è la bestia?” di V. Rombolà; regia Loretta Cavallaro (corto teatrale con cui ha vinto il premio come “Migliore Attore non protagonista” alla Rassegna Schegge d’Autore del Teatro Tor di Nona di Roma

Per la televisione ha lavorato nel 2009/2010 in “Amore criminale” trasmesso da Rai 3. Sempre nello stesso periodo ha lavorato sul set de “I liceali”. Nel 2010, invece, la sua Arte è stata ospite presso “Ciak si canta”, “Forum” e “Super Eroi”. Nel cinema nel 2007 era nel cast del corto “Confine” di D. Della Pepa. Nel 2008 protagonista del corto/documentario “Alieni a ponte mammolo” per la regia di D. Leprechaun. Nel 2009 a “La terra sopra di noi” per la regia di C. Scardigno e nel 2010 a “Vivere una favola” regia di A. Marilu’, “Un gioco di cui tutti conoscono la fine” regia di K. Fares e “La Mummia” regia di S. Stivaletti in veste di protagonista. Ma la sua principale predisposizione  è rivolta al teatro. Partendo dalle ultime cose: 2010-“ Corioliano, ovvero come Anzio non conquisto’ Roma” regia di S. Santucci; 2010- “ Priscilla, la regina del deserto” regia di G. Leva; 2010- “ Napoli milionaria” regia di M. Antinolfi; 2010- “Non sparate sul postino” regia di M. Antinolfi; 2009- “ Un certo W. Shakespeare , ovvero, personaggi in cerca d’attore” regia di S. Santucci; 2009- “Amleto” regia di D. Massaro; 2009- “ Charlie’s Angel” regia di L. Benfenati; 2009- “ Eleuterio e sempre tua” regia di S. Santucci; 2009- “Nerone oltre la leggenda “ regia di S. Santucci; 2009- “Spirito allegro” regia di E. Manzetti; 2009- “L’uomo, la bestia e la virtu’” regia di N. Scardina; 2008- “ Le sette verita’” regia M . Izzo; 2008- “La verita’ su Sancho Panza” regia di D. Zapelloni; 2008- “Caligola” regia di S. Santucci; 2008- “Un caso clinico” regia di M. Podeschi; 2008- “La vita rassomija a un pallone” regia di S. Betti; 2007- “ Stasera al gran caffe’ “ regia di F. Di Pinto; 2007- “ Er nasone “ regia di M. Galli; 2007- “L’ultima tentazione di Cristo” regia di A. Panucci; 2006- “ 2020” Freddo-  regia di V. Fratini; 2006- “ Il pazzo e la monaca”  regia di S. Santucci; 2006- “ Il fazzoletto tarantato” regia di A. D’Ambrosio; 2005- “ Le curve pericolose” regia di V. Fratini; 2005- “Spacca il centesimo” regia di F. S. Leo; 2005- “ Finalista concorso”; 2005- “ La cambiale” R. della Rosa; 2005- “Boubouroche” regia di Anna Colaiacomo; 2005- “ Accademia dei Cento” Roma accento Teatro.

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