Ficarra e Picone chiudono il Festival

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ficarra-e-piconeDivertimento puro e comicità spontanea e intelligente. Così si è chiusa la nona edizione del Festival del Cinema di Roma, con la presentazione del nuovo film di Ficarra e Picone Andiamo a quel paese. Per i due comici di Palermo questo è il loro quinto film dopo Nati stanchi, Il 7 e l’8, La matassa, e Anche se è amore non si vede. Esilarante la storia, che vede protagonisti Valentino e Salvo, amici di vecchia data che, rimasti senza lavoro, decidono di cambiare vita e trasferirsi dalla città al piccolo comune siciliano di Monteforte, paese d’origine di Valentino e della moglie di Salvo, Donatella. L’impatto dei nuovi arrivati con la piccola realtà del paese, però, è abbastanza complicato, e a questo si aggiunge il fatto che Salvo, con la sua famiglia, va a vivere con la suocera. Il piccolo centro sembra essere abitato solo da anziani: Salvo e Valentino, sempre in cerca di una soluzione per sbarcare il lunario, trovano il modo di sfruttare la cosa a loro favore, trasformando la casa in un ospizio improvvisato. Il patto è chiaro: “Voi ci date la pensione e noi ci occupiamo di voi”. L’Italia è un paese per vecchi, questo sembra essere il messaggio di Ficarra e Picone. Per i giovani non c’è lavoro, la laurea non garantisce un posto, e la pensione se la tengono stretta gli over 70. I due siciliani scelgono ancora una volta di ambientare il loro film nell’amata terra d’origine, quasi a rispettare l’impegno di diffondere la loro sicilianità. Nel cast anche Nino Frassica, Francesco Paolantoni, Mariano Rigillo, Tiziana Lodato, Lily Tirinnanzi e Fatima Trotta.

I conferenza stampa, gli interpreti, registi e sceneggiatori Ficarra e Picone e il cast del film hanno incontrato i giornalisti:

Quella che vediamo nel film è una Sicilia inedita e moderna.

PICONE: E’ una Sicilia reale, le persone spesso sono prese dal posto. Forse abbiamo ecceduto nella rappresentazione.

La scelta della location questa volta è ricaduta sulla provincia di Siracusa.

FICARRA: Cercavamo una piazza particolare e l’abbiamo trovata a Rosolini, ultimo paese della provincia di Siracusa. Abbiamo chiesto agli abitanti quanti film ci avessero girato: nessuno. Molti degli abitanti quindi sono entrati nel film.

Con tono da commedia affrontate temi d’attualità come la crisi, ma si sente molto anche il tono acre usato per lanciare critiche alla società.

FICARRA: Volevamo raccontare quello che viviamo tutti i giorni.

La forza del film sta anche nel dare la parola agli altri attori e nel creare una commedia corale.

RIGILLO: Mi ha entusiasmato lavorare con Salvo e Vale. Questo mi ha molto galvanizzato, mi ha colpito la consapevolezza tecnica. Sapevano come arrivare al risultato.

TIRINNANZI: Sono stata contenta di essere stata scelta da due professionisti come Ficarra e Picone. Con il resto del cast ci siamo divertiti, è stata una grande festa.

LODATO: Mi sono sempre cimentata con ruoli drammatici. Realizzare una commedia è stato un gioco portato avanti con rigore.

TROTTA: E’stata un’esperienza interessante. Salvo e Valentino sono due ragazzi umili, d’oro, semplici, che hanno saputo instaurare un clima rilassante, e questo ripaga molto, il risultato è migliore. La scelta del cast è stata intelligente. Il film è una commedia all’italiana che fa riflettere. Ci piace dire che il cast è “delle due Sicilie”: dalla Sicilia Vale e Salvo, Lily e Nino, mentre da Napoli io, Mariano, e Francesco.

Come è nata l’idea di inserire personaggi extra – isolani, come ad esempio il brigadiere (interpretato da Francesco Paolantoni)?

FICARRA: Abbiamo subito pensato a Paolantoni per il personaggio del brigadiere. E’ un personaggio vero, misurato. Da qui poi ci è venuta l’idea del personaggio della figlia del brigadiere (interpretata da Fatima Trotta).

Quanto il film ha risentito dell’influenza del luogo?

PICONE: Abbiamo apportato piccoli cambiamenti e interventi alla sceneggiatura. Ci fidiamo dell’intuito degli attori, ci sono cambiamenti continui.

 

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