Sono anni che la Ferrari cerca di tornare ai fasti di un tempo. Le speranze del “Cavallino rampante” per il 2022, comunque, non sono riposte solo ed esclusivamente nelle prestazioni di Leclerc e Sainz, ma anche sui nuovi motori. Nel 2021 era già stato fornito un assaggio delle capacità della quarta unità ibrida, vale a dire la Power Unit con 15 cavalli in più. Ottimizzando sia l’aerodinamica sia l’effetto suolo, il “Superfast” ha già ottenuto l’approvazione di molti ingegneri del settore, in virtù di una stabilità maggiore delle vetture, che d’ora in poi peseranno anche di meno. Entrando nel merito dei dettagli tecnici, i giranti presentano dimensioni inferiori rispetto al passato e anche le componenti elettriche sono meno ingombranti. La Ferrari ha lavorato a lungo proprio in vista di questa stagione e ha tutta l’intenzione di sovvertire i pronostici.
Anche l’occhio, però, vuole la sua parte. L’aspetto delle auto non è stato sacrificato: la forma è più compatta e dovrebbe incontrare facilmente il gradimento dei tifosi nel corso dell’intero campionato. La Ferrari è stata criticata per una condotta borderline negli ultimi anni, specie in riferimento all’utilizzo dell’unità ibrida avversa al regolamento, ma alla fine la FIA stessa si è adeguata e oggi anche gli altri costruttori possono montare su pista motori di questo tipo. A maggior ragione, la Ferrari potrebbe risultare alla lunga avvantaggiata rispetto alle avversarie che in ritardo hanno preso confidenza con le nuove vetture.
Fin dai giorni di test la F1-75 è stata subito notata per la sua particolare velocità. Il potenziale di cavalli all’avanguardia e potrebbe fare la differenza di fronte alla Mercedes e alla Red Bull, inizialmente favorite sulla carta per la conquista del titolo. D’altro canto, Hamilton si è visto soffiare per pochissimo il record dell’ottavo mondiale perdendo l’ultimo campionato al GP finale, lasciando a Max Verstappen il primo successo della sua carriera. Dopo la prima prova Mondiale del 2022, con la doppietta delle “Rosse” in Bahrain e le due Red Bull senza punti per problemi tecnici, il punto di vista sul campionato Ferrari è cambiato. Sono migliorate le aspettative e le chance di vittoria. Dirà di più la seconda gara, sui rapporti di forza tra il team di Maranello e gli avversari. Per le “Rosse” non si tratta certamente di un circuito sfortunato: proprio nel GP di F1 in Arabia Saudita, Carlos Sainz è diventato il primo pilota della storia della Ferrari a tagliare il traguardo in 30 Gran Premi consecutivi, superando Fernando Alonso (29 tra il 2013 e il 2014). Chissà che non venga registrato anche nel 2022 un nuovo importante dato statistico.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, le Ferrari di ultima generazione scongiurano la perdita aerodinamica dovuta all’inserimento laterale dei flussi più lenti. Il propulsore comporta un aumento considerevole della potenza in relazione all’endotermico in accelerazione. Adesso resta solo da capire come si comporterà il modello del 2022 sotto stress, se sia in grado di reggere corse sui vari tipi di tracciati alle più disparate velocità. Non bastano le classifiche dei test per comprendere a pieno quale sarà il futuro di una determinata scuderia.
Insomma, il nuovo campionato potrebbe promettere più di qualche sorpresa agli amanti delle quattro ruote. Come minimo, il “Cavallino rampante” dovrà ridurre il gap con le dirette rivali per evitare figuracce, ma il rischio di deludere stavolta è basso, considerando l’esito della prima gara e considerando che i media hanno subito presentato la F1-75 come una vettura affidabile. La strada da qui al Gran Premio di Abu Dhabi, in programma il 20 novembre, è lunga e irta di ostacoli. Ma la Ferrari può affrontarli con rinnovata forza e fiducia.




















