Frascati, Laura Cartaginese a Cocciano e il paradigma del centrodestra tuscolano

"Laura Cartaginese e la Lega Frascati lanciano un sasso nello stagno"

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“Io giro i territori, questa non è una sfilata. Gli esponenti politici locali dovrebbero non fare strumentalizzazione preventiva. Ho fatto il vicesindaco a Tivoli e so cosa vuol dire fare polemica comunale, ma questo non significa mistificare un’iniziativa politica. Questo sopralluogo è la logica conseguenza dell’impegno preso da me e dal Commissario Ater Paolo Della Rocca a marzo 2025 a Frascati in occasione del convegno della Lega sul Piano Casa”. E’ una Laura Cartaginese senza filtri quella incontrata a Cocciano in occasione della visita agli alloggi Ater nella periferia di Frascati.

Si dice giustamente che il centrodestra a Frascati non sia unito e coeso, che i sovracomunali vengano sul territorio solo a raccogliere i voti. Da giorni si polemizza: la narrazione frascatana della politica è da anni un fenomeno da studiare: è ammirevole come si dia sostanza a un vuoto pneumatico, soprattutto nel centrodestra. Il centrosinistra poi, orfano di Bruno Astorre, vive un ricambio generazionale molto più agevole del previsto, indubbiamente aiutato dalla debolezza strutturale delle opposizioni: almeno 4-5 tra Palazzo Marconi e fuori hanno facilitato le cose e “puntellato” l’Amministrazione Sbardella.

Laura Cartaginese e la Lega Frascati lanciano un sasso nello stagno, non si sa se diventerà come quelli che rimbalzano sul mare più volte prima di essere inghiottiti dall’acqua. In ogni caso si esce dalla logica del convegno autoreferenziale che da anni è la forma principale del fare politica sul territorio, oltre a esempi di indubbio attivismo sul territorio, che è si lodevole, ma che non produce risultati politici concreti. Lo fa in una periferia complessa che ha visto in questi anni esponenti eletti, che hanno fatto attività politica tra la gente a colpi di iniziative di piazza, che decide da 20 anni il sindaco che governa Palazzo Marconi (la vittoria di Mastrosanti l’esempio più lampante, ma non il solo).

Il centrodestra di Frascati si avvia all’ennesima campagna elettorale sotto il segno della frammentazione. Lo scenario ricorda tantissimo la “primaria de facto” che nel 2004 vide fronteggiarsi Mario Gori con Forza Italia, Bernardo Iodice con Alleanza Nazionale e Giacomo Cristofanelli con l’Udc. Si parlava 27 anni fa di “Tre punte” ricordando lo schema nazionale con Berlusconi, Fini e Casini in competizione verso le politiche del 2001. Sul nazionale la “competition” portò Berlusconi a Palazzo Chigi, a Frascati l’uomo del centrosinistra unificato Franco Posa sfiorare il 75%, dopo aver archiviato, battendolo, Molinari nel 1999, in un ballottaggio drammatico e fratricida. Vedremo se sarà così, se si sceglierà un uomo della provvidenza, magari stavolta di centrodestra, che unisca tutti, proprio come si fece 27 anni fa tra i progressisti. Quella scelta aprì una stagione di successi senza soluzione di continuità, visto che le esperienze Spalletta e Mastrosanti, sono figlie di un area vasta, ma sempre ancorata ai valori – e agli uomini – del centrosinistra, magari non partitico, vedi Mastrosanti.

Oppure le comunali 2027 nel centrodestra si risolveranno in un altra primaria per preparare le elezioni del 2032, sempre che la prossima consiliatura arrivi a naturale conclusione.

In ogni caso Laura Cartaginese di fatto apre la campagna elettorale del centrodestra a Frascati, altri sono già partiti con nome sul simbolo facendo una volata lunga che è già partita dalla fine delle elezioni comunali del 2021. La Lega e il centrodestra partitico hanno deciso di partire ora, come normale sia visto che la coalizione va costruita con fatica e per tempo, altri hanno fatto altre scelte, legittime, ma che continuano in un solco di divisione, sulla scia di tutte le elezioni comunali che si susseguono all’ombra di Villa Aldobrandini dalla riforma delle comunali nei primi anni Novanta.