Frascati, le primarie infinite del centrosinistra

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Palazzo Marconi, l'edificio che ospita il Comune di Frascati e alcuni suoi uffici
Palazzo del Comune di Frascati
Palazzo che ospita il Comune di Frascati

POLITICA – Alessandro Spalletta supera Roberto Mastrosanti di 26 voti, terzo l’ormai ex sindaco Stefano Di Tommaso. C’è di più, però, dietro il dato puramente numerico scaturito dalle votazioni che hanno interessato i frascatani di centrosinistra (e non solo…). A Frascati, come forse in nessun altra città dei Castelli in cui il 9 marzo si sono svolte le primarie del centrosinistra, c’è stata una competizione vera, aspra, dura, con candidati di peso. Dovevano essere quattro, poi si era sfilato ad inizio marzo Vincenzo Rossetti, ma alla fine i tre pronti a giocarsi le proprie chance di candidatura a sindaco hanno lottato fino all’ultima scheda scrutinata presso la sede del Pd di via dell’Asilo. Anche lo spoglio dei voti però non ha portato chiarezza politica, ma l’incertezza di un risultato che si presta a varie interpretazioni. Comunque i numeri hanno decretato Alessandro Spalletta vincitore su Roberto Mastrosanti. Precisamente per 26 voti su quasi 3000 votanti, un affluenza definita dal Pd locale come “Un successo di partecipazione”. Primarie definite dal Pd come “vere, sentite,  dall’esito non scontato, in cui ognuno ha dato il meglio di sé”. Infine un ringraziamento all’ormai ex sindaco “Stefano Di Tommaso per aver partecipato, da sindaco uscente, alle primarie, dimostrando di essere parte integrante della coalizione e una colonna portante del Partito Democratico. A lui chiediamo di essere il nostro capolista alle elezioni di maggio, fermamente convinti dell’importanza del suo contributo per la vittoria del centrosinistra. Un ringraziamento è stato indirizzato anche a “Roberto Mastrosanti, che ha da sempre creduto alle primarie e ha dimostrato che l’entusiasmo e la voglia di fare sono sicuramente una marcia in più. Infine si ribadisce che “il Partito Democratico sarà al fianco di Spalletta e, insieme a lui e a tutte le forze che hanno partecipato alle primarie, lavorerà per un centrosinistra forte, che continui a governare la città con rinnovato slancio ed entusiasmo”.  Non si faceva attendere la “risposta” di Di Tommaso per cui “le primarie hanno consegnato alla Città un centrosinistra sostanzialmente diviso in tre parti di analogo peso. E’ un dato che deve far riflettere tutti i protagonisti di questa vicenda, – ha spiegato Di Tommaso -a cominciare da quanti hanno creduto di poter risolvere ogni problema attraverso una sfida che avrebbe dovuto avere un vincitore e dei vinti. Così non è stato, anche perché il voto delle primarie sarebbe stato inquinato, come anticipato dalla stampa, da una significativa partecipazione di elettori e dirigenti idealmente lontani dal centrosinistra con risultati decisivi per l’esito delle stesse. Voti che alle elezioni di maggio non si riproporranno”. L’ex sindaco altresì ringraziava “del sostegno avuto da tantissimi cittadini, che prima mi hanno spinto a partecipare comunque alle primarie nonostante le mie perplessità riproposte anche due giorni prima del loro svolgimento, poi hanno confermato il loro apprezzamento con il voto ed infine, dopo l’esito, mi hanno attestato la loro stima e solidarietà”. E Stefano Di Tommaso concludeva augurandosi che “Frascati, così come avvenuto nelle ultime stagioni, grazie anche al ruolo fondamentale del mio partito, continui ad essere governata in modo attento, responsabile e competente”. Non poteva mancare il commento di Mastrosanti affidato al suo profilo facebook affermando come “la nostra sconfitta è la grande vittoria della società civile ed un messaggio importante della città che ha espresso gradimento verso un nuovo modo di fare politica”. E considerando alla fine del suo messaggio di saluto e ringraziamento ai suoi sostenitori che “nessuno dei grandi soloni della politica pensava che potessimo arrivare così vicini all’impresa”. Intanto infuriano le polemiche che disegnano un quadro di un centrosinistra balcanizzato diviso in tre tronconi, considerando solo chi si riconosce nell’alveo delle primarie, in cui ogniuno va per conto suo. Si attende domani (martedì 18 marzo) la riunione della commissione delle primarie, ma domenica sera i tre rappresentanti dei tre candidati sindaco hanno firmato il risultato dello scrutinio. Insomma è un mistero buffo e le primarie non sono ancora finite. Mentre inizierebbero ad affiorare i primi segnali di crepe tra i sostenitori di Spalletta (Eco Dem). il leader e fondatore di Io Amo Frascati, il consigliere comunale Mario Gori, propone le “secondarie”, ossia un turno di ballottaggio tra lo stesso Spalletta e Mastrosanti, visti i numeri così esigui e le divergenze in atto. Staremo a vedere.