Frascati, la settimana del Vinalia Priora 2024

"E' fondamentale narrare un territorio che sappia fare sinergia, fare sistema. Un territorio che va conosciuto – conclude Cerroni -  questo secondo me è un elemento culturale di fondo".

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Vinalia Priora 2024

Il ponte lungo del 25 aprile e non solo ha visto nell’area tuscolana protagonista il vino nella kermesse Vinalia Priora 2024 che si è sviluppata prima in una masterclass e cena privata presso Tenuta di Petra Porzia martedì 23 aprile e poi in una tre giorni presso le Scuderie Aldobrandini grazie all’ospitalità del Comune di Frascati e dello stesso museo guidato dal direttore Alfredo Moraci.

L’evento organizzato con il contributo dalla Regione Lazio, di Arsial dello stesso Comune di Frascati e del Consorzio tutela denominazioni vini Frascati, si è sviluppato con una serie di degustazioni, masterclass, mostre e concerti tra il Museo Tuscolano, le Scuderie Aldobrandini, Piazza San Pietro e Piazza del Mercato.

Giovedì 25 Aprile i saluti istituzionali del sindaco Sbardella presso il Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini e l’intervento, tra gli altri, del Professor Luigi Miraglia, direttore dell’Accademia Vivarium Novum a cui è seguito il concerto del Coro Tyrtarion. Evento moderato dall’assessore del Comune di Frascati Claudio Cerroni.

Jacopo Manni, ricercatore dell’Università di Tor Vergata, ha coordinato varie momenti della manifestazione, come la chiusura di sabato 27 che ha visto l’intervento dello stesso sindaco Sbardella, del direttore Moraci, del Presidente del Consiglio Comunale di Frascati Corrado Spagnoli, del Consorzio tutela denominazioni vini Frascati, dell’assessore Cerroni e del sindaco di Monte Porzio Catone Massimo Pulcini.

Protagonisti i vini Frascati, della città tuscolana, ma anche dei comuni limitrofi come la stessa Monte Porzio Catone e Grottaferrata, protagonisti proprio dell’ultima Masterclass di sabato 27. Presenti infatti I vignaioli in Grottaferrata e i vini di Monte Porzio Catone.

“Il Vinalia Priora riscuote sempre più successo –  lo dichiara l’Assessore del Comune di Frascati Claudio Cerroni. Anche 3 realtà che non sono del nostro territorio hanno avuto piacere ad essere presenti come Casale del Giglio, della Provincia di Latina, Divina Provvidenza di Nettuno e il Consorzio del Cesanese, l’altra grande DOCG della Regione Lazio. Questo ci fa ben sperare per il futuro: la volontà è quella di continuare una narrazione di carattere non solo locale, legato al Frascati e ai Castelli Romani, ma che diventi un percorso regionale. Dobbiamo metterci subito a pensare e ragionare su come declinare questo format per la presentazione di un territorio, quello dei Castelli Romani e in particolare del Frascati, che diventi un’occasione di presentazione e promozione di tutte realtà della Regione Lazio. Così da partire da Frascati per fare sistema e avere più forza come Regione vitivinicola.

Ci tengo a ricordare con forza – prosegue Claudio Cerroni – che questa non è una “fiera” del vino, ma un luogo di narrazione. Narriamo l’identità della nostra terra, dei Castelli Romani in particolare del Frascati; contaminata da tanti altri eventi artistici: musica, pittura e raduni di auto. Perché il territorio non è soltanto il prodotto, il prodotto è un elemento del territorio: in filigrana tramite il vino abbiamo cercato di leggere il territorio dei Castelli Romani, che è fortemente legato al suo vulcano.

Questo ci siamo proposti – si avvia alla conclusione l’assessore tuscolano – in questi 3 anni, adesso l’obiettivo è organizzare un evento regionale con questo stesso spirito: narrare un territorio. Il senso di tutto questo lo dimostra l’Ismea che ha proposto al Vinitaly uno studio, che spiega come se da una parte diminuisce la vendita del prodotto, dall’altra aumenta l’enoturismo. L’enoturismo che passa da short break (piccole vacanze) a vacanze con una media di 4-5 giorni. E in una vacanza di 4-5 giorni l’enoturista non si può limitare alla visita dell’azienda agricola, ma deve vivere un’esperienza che guarda a tutto il territorio. Ecco perché è fondamentale narrare un territorio che sappia fare sinergia, fare sistema. Un territorio che va conosciuto – conclude Cerroni –  questo secondo me è un elemento culturale di fondo”.