Fumo, alcol, azzardo, gaming. Le dipendenze dei giovani sono un allarme sociale da affrontare

La questione delle dipendenze tra i giovani italiani sta assumendo contorni sempre più preoccupanti

0
74
gioco
gioco

A quelle tradizionali, come fumo e alcol, ora si accompagnano di nuove: quelle legate al gaming e al gioco d’azzardo, quelle legate ai social e a internet. Per questo la questione delle dipendenze tra i giovani italiani sta assumendo contorni sempre più preoccupanti.

A evidenziarlo è l’indagine Venduti ai Minori del Moige, il Movimento Italiano Genitori, realizzata con l’Istituto Piepoli e presentata alla Camera dei Deputati. Una ricerca che analizza l’accesso ai prodotti vietati o inadatti ai minorenni come alcol, tabacco, gioco d’azzardo, pornografia e videogiochi 18+, attraverso le abitudini di oltre 2.100 ragazzi tra i 10 e i 17 anni. E, nonostante i divieti di legge, emerge un dato preoccupante: più della metà dei locali e dei rivenditori non verifica l’età dei clienti, con vendite di alcolici e tabacco a minori ancora diffuse. Anche il gioco d’azzardo resta accessibile: circa il 29% dei ragazzi è entrato almeno una volta in una sala giochi, mentre il 12% ha giocato presso agenzie di scommesse o bar senza che venisse impedito l’accesso ai minorenni. Dati che riflettono una percezione del rischio ancora insufficiente tra i giovani e controlli inadeguati sul territorio.

Mentre l’85% dei giovani intervistati riconosce utile l’introduzione di limiti di tempo o di spesa per prevenire problemi, la percezione dei rischi associati all’azzardo è spesso sottovalutata”, ci spiegano gli esperti della redazione di Slot Mania, uno dei migliori siti del settore del gioco pubblico. “Solo il 46% ritiene, infatti, serio il pericolo di sviluppare una dipendenza. “L’aspetto più grave è quello dei mancati controlli – continuano da Slot Mania – con gestori che in circa il 50% dei casi non rifiutano la partecipazione di ragazzi a giochi vietati agli under 18”. La diffusione del digitale ha ovviamente aggravato e velocizzato la deriva: “La possibilità di giocare da dispositivi personali senza controlli stringenti sull’età di accesso espone sempre più giovani al rischio di comportamenti di gioco problematici”. Secondo altri studi recenti, oltre il 50% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta, con modalità online in crescita. “Per questo è fondamentale parlare dei rischi dell’azzardo – concludono gli esperti di SlotMania – partendo dalla scuola e dalle famiglie. Sono attraverso la conoscenza e l’informazione si può arginare la piaga”.

Una piaga particolarmente sentita anche nella nostra regione. I dati dello studio HBSC, condotto dal sistema di sorveglianza Health Behaviour in School-aged Children con la Regione Lazio, mostrano come già tra gli 11 e i 15 anni emergano comportamenti a rischio precoci, destinati ad accentuarsi con l’età. In aumento il consumo di alcol (tra i quindicenni, oltre la metà ha bevuto almeno una volta negli ultimi 30 giorni) con le ragazze che risultano più esposte, mentre tra i ragazzi è più alta la quota di chi ha giocato d’azzardo almeno una volta. La situazione diventa ancora più critica tra i 17enni, dove il consumo di alcol è diffuso e frequente, con elevate percentuali di binge drinking. Cresce, in tutte le fasce d’età, anche il rapporto problematico con i social media. A conferma di un disagio che va oltre le sostanze. E oggi scopre nuove frontiere.