Il Governo in campo per combattere il gioco illegale

Continua a registrarsi, su tutto il territorio nazionale, l’aumento del gioco nero, in mano alle attività criminali. Ecco perché le novità normative sono un passo in avanti importante.

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Continua a registrarsi, su tutto il territorio nazionale, l’aumento del gioco nero, in mano alle attività criminali. Ecco perché le novità normative sono un passo in avanti importante.

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Continua l’impegno delle istituzioni per il contrasto al gioco illegale. E un nuovo tassello importante è rappresentato dalla modifica alla legge n.111 del 9 agosto 2023, che delega il Governo alla riforma fiscale e che cambia un solo articolo, ma significativo: non si parla più di “diminuzione” dei limiti di giocata e vincita, bensì di “revisione” degli stessi, con l’obiettivo di rendere più flessibile il sistema.

“Sul fronte delle tempistiche, durante l’esame alla Camera è stato esteso il termine per l’attuazione della riforma fiscale: la scadenza passa da 24 a 36 mesi, fino al 29 agosto 2026. Per i decreti legislativi integrativi e correttivi ci sarà tempo fino al 29 agosto 2028. In sostanza, il Governo avrà un margine più ampio per elaborare i provvedimenti attuativi. Questa nuova impostazione ha però generato forti polemiche, in particolare sul tema del gioco pubblico”, si legge sul blog Gaming Report, che ha pubblicato un articolo sulle reazioni alla legge n.111. Esponenti dell’opposizione, come la senatrice Beatrice Lorenzin, hanno denunciato il rischio di un ritorno all’“azzardo selvaggio”. Di diverso avviso Filippo Melchiorre, di Fratelli d’Italia, secondo cui la modifica rafforza il controllo dello Stato, tutela i soggetti più vulnerabili, in particolare i giovani e contrasta fenomeni come usura, gioco sommerso e criminalità organizzata.

Il gioco illegale, infatti, sta crescendo ovunque. Anche vicino a noi: qualche mesa fa la Guardia di Finanza di Frascati ha concluso l’operazione “Black Slot” con l’obiettivo di sgominare bande attive proprio nel gambling criminale. Dopo il sequestro iniziale di due videoslot, i finanzieri hanno scoperto ulteriori 13 macchinette irregolari, 15.000 euro in contanti, documenti falsi e un Rolex nell’abitazione del principale indagato: un 65enne romano, ex appartenente ai NAR e a una storica banda criminale. Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, hanno rivelato una frode fiscale da oltre 23 milioni di euro. Sono state comminate sanzioni per 500.000 euro a sette bar coinvolti, mentre l’uomo è stato denunciato per truffa aggravata.

Per questo è importante intervenire anche sul lato normativo e delle leggi. A questo proposito è tornato centrale il dibattito sul Decreto Dignità, criticato per gli effetti collaterali del divieto assoluto di pubblicità sul gioco. Come riporta sempre l’articolo di Gaming Report, Massimiliano Capitanio, commissario Agcom, ha sottolineato come questa norma abbia reso più difficile distinguere il gioco legale da quello illegale, lasciando spazio alle mafie e alla criminalità. Un ulteriore problema riguarda la sanzione unica da 50.000 euro prevista dal decreto, applicata indistintamente a grandi piattaforme online, piccoli tabaccai o persino singoli utenti. Capitanio ha ricordato il caso esaminato dal Tar del Lazio: un content creator, sanzionato per 157.000 euro dopo aver pubblicato video promozionali, aveva guadagnato meno di 1.000 euro e raccolto poche visualizzazioni. Secondo Capitanio, la contraddizione di fondo è evidente: lo Stato autorizza il gioco legale, ma vieta qualunque comunicazione informativa che permetta di distinguerlo da quello illegale. La sua proposta, allora, è quella di più regole purché siano chiare e coerenti. Solo così si potrà veramente tutelare i cittadini e rendere sostenibile tutto il comparto.