Il Prof. Giulio Basoccu e uno dei piu’ noti chirurghi plastici d’Italia e, nonostante la sua giovane eta, vanta oltre 20 anni di esperienza in ambito nazionale ed internazionale. Nel suo studio si respira aria di bellezza ovunque: dall’arte, di cui e un cultore, al gusto per l’arredamento, altra sua grande passione. Da sempre un appassionato anche di lettura, il Prof. Giulio Basoccu fa sua la celebre frase di Chanel, che cita: “La natura ti da la faccia che hai a 20 anni, e compito tuo meritarti quella dopo gli anta”. Con questa filosofia, insieme alla sua equipe, ha eseguito oltre 4.000 interventi ad altrettanti pazienti. Grazie alle sue esperienze in campo medico-scientifico, la notorietà del Prof. Giulio Basoccu e stata messa in luce da interventi eseguiti ad importanti personaggi dello scenario politico e culturale. Il chirurgo plastico e infatti una figura di riferimento nel panorama mediatico: e spesso ospite di trasmissioni televisive di spessore e dibattiti su argomenti scientifici. Ho avuto il piacere di incontrarlo nel suo studio al centro di Roma, dove ci ha svelato alcuni segreti del mestiere.
Lei è conosciuto per essere il chirurgo delle star. Qual è tra le donne dello spettacolo il ritocchino più richiesto?
“Le richieste delle donne dello spettacolo rispettano i numeri di tutte le altre donne: il seno in primis, senza dimenticare rinoplastica e liposuzione. Il dato interessante e quello degli uomini; quelli di spettacolo si stanno emancipando mentre, fino a pochi anni fa, avevano il timore di avvicinarsi alla chirurgia perchè e difficile nascondere un intervento, specie se in viso. Oggi anche loro tendono a sottoporsi al ‘ritocchino’, come ad esempio la blefaroplastica, per migliorare il loro aspetto”;
Con il dilagare dei social le giovanissime sembrano rincorrere la perfezione estetica. Si sottopongono frequentemente ad interventi di mastoplastica additiva, filler labbra e aumento degli zigomi. Cosa ne pensa di quella che oggi sembra essere diventata “una moda”?
“I social comunicano con le immagini, il viso in particolare. I selfie stimolano la necessita di farsi trovare nelle migliori condizioni e le ragazze poco più che minorenni sono spesso vittime di questo meccanismo. Io ho una naturale reticenza ad effettuare trattamenti estetici su donne molto giovani perchè ho due figlie adolescenti, o poco più. Non credo sia un bel vedere”;
Spesso si arriva dal medico estetico quando per troppi anni non ci si è prese cura di se stesse e ci si è trascurate. È vero che le donne in questi casi chiedono “il miracolo”, ovvero risolvere all’improvviso quelli che considerano in quel momenti i loro difetti estetici?
“E verissimo. Se vogliamo fare un’analisi socioculturale, parte delle mie pazienti vengono da momenti della vita particolarmente critici. E tipico il ricorso allo studio di un chirurgo plastico dopo una separazione, un amore perduto, un momento difficile della propria esistenza. C’e quindi un legame tra il rimettersi in gioco nella vita e farlo anche fisicamente, esteticamente. Trascurarsi per anni e una pessima abitudine. Una volta la chirurgia estetica era indirizzata alla settantenne che voleva tornare al viso dei cinquanta anni. Oggi in questo, fortunatamente, ci siamo evoluti: la medicina e chirurgia estetica servono ad aiutarci a non invecchiare, anzi, ad invecchiare meglio. Quello che dobbiamo fare noi professionisti e aiutare a rendere una cinquantenne una bella cinquantenne, non una ridicola trentenne”;
La medicina estetica sta per alcuni versi sostituendo la chirurgia?
“Negli ultimi anni c’e stato un fenomeno sociale particolare. Abbiamo attraversato il peggio dal punto di vista economico, molta di quella che era l’attenzione verso la medicina estetica e stato condizionata da scarse capacita in termini di soldi. E evidente che chi questa attenzione ce l’ha, si e rivolto a pratiche estetiche meno impegnative economicamente ma comunque di grande qualità, come la medicina estetica. Questo ha influito molto sulla crescita di quest’ultima ma, in ogni caso, quello che e di competenza chirurgica rimane chirurgica”;
L’estate è arrivata. La tecnologia può aiutarci molto per farci tornare in forma. Qual è in questo periodo il macchinario più richiesto per una perfetta prova costume?
“Le donne combattono la cellulite da sempre e lo fanno con ogni mezzo possibile. La tecnologia e sempre stata di grande aiuto in questo. Da 2/3 anni sono molto in voga macchinari che uniscono due tipi di tecnologie: la radiofrequenza e la pressione, che danno ottimi risultati. Anche la carbossi terapia e particolarmente efficace, io la considero un evergreen”;
Lei è un uomo di successo, lavora da sempre a contatto con le donne e ha anche 2 figlie femmine. Quanta influenza crede abbia l’uomo sulla sicurezza che una donna ha in se stessa, sul sentirsi bella e in pace con il proprio corpo?
“Ahimè, molta. Il nostro ruolo di uomini nei confronti delle figlie e delle donne in genere, sia nella vita privata che professionale, e importantissimo. Purtroppo sono tante le donne che danno molto peso ancora oggi al giudizio degli uomini, spesso determinante nel loro sentirsi sicure e amate”;
Ha scritto un libro: “Demiurgo plastico. Diaro semiserio di un chirurgo estetico”. L’ironia nella vita è l’arma vincente?
“Senza dubbio non pendersi troppo sul serio può rivelarsi un punto di forza. Spesso donne molto belle appaiono meno affascinanti di donne non bellissime. L’aspetto estetico e la prima fonte di insicurezza nel nostro tempo. Un po’ di humor e di autocritica aiutano certamente a vivere meglio”;
Con la sua innovativa idea di estetica oncologica è molto vicino a donne che affrontano il difficile percorso della malattia. Di cosa si tratta?
“L’estetica oncologica e una cultura non recente, parte dalla chirurgia della ricostruzione mammaria. L’idea più romantica che io ne ho, e che dovrebbe premiare questo mestiere che si occupa di ricostruire ad una donna parti del corpo mutilate dalla malattia, e che l’estetica oncologica e mirata ad estirpare l’ultima parte del tumore, l’idea di essere stata malata. E un passo che chiude il cerchio, compie l’ultimo atto, restituisce la femminilità alla donna, dandole definitivamente la certezza che la malattia non c’e più. E un passaggio psicologico dove la psicologia, pero, non deve sembrare meno importante di altri aspetti”.
Tratta da Purple Magazine



















