Investimenti italiani: criptovalute in testa con il 42%

Tra le preoccupazioni degli investitori per la guerra in Ucraina ed i possibili scenari

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In base all’indagine trimestrale Investor Sentiment della banca svizzera, il 63% degli operatori manifesta preoccupazione per l’andamento della guerra russo-ucraina, tuttavia, solamente il 20% di loro sarebbe disposto a decrementare gli investimenti se ci fosse un’ulteriore flessione del mercato azionario.

 

Gli investitori italiani optano per le criptovalute e i dati italiani differiscono da quelli mondiali: secondo la banca svizzera, infatti, il 37% degli investitori globali punterebbe sull’oro, il 35% sulle azioni della propria nazione e il 33% sul petrolio; gli italiani, invece, per il 42% su criptovalute, il 41% sull’oro e il 37% sul petrolio.

 

La crescita degli investimenti in criptovalute in Italia

 

In Italia il ricorso alle criptovalute è cresciuto del +23% in un anno, posizionando il Paese al sesto posto della classifica europea e al 51° in quella mondiale. Ma non si parla solamente di investimenti online, perché come si evince anche sul sito CoinMap, sono numerosi i punti di vendita fisici che si stanno adeguando a questa valuta. Ciò è dovuto all’occasione che blockchain e criptovalute danno alle imprese di ottimizzare l’inclusione finanziaria, realizzare numerose nuove opportunità commerciali e sostenere il progresso del digital business.

 

Il 14% degli italiani dichiara di essere disposto a investire nelle criptovalute anche se le conosce poco: per il 39% di loro, perché garantiscono rendimenti elevati e per il 22%, perché si tratta di una buona diversificazione del portafoglio. Tuttavia, per iniziare a investire nel mondo crypto è necessario affidarsi alle piattaforme exchange di criptovalute più sicure, affidabili e certificate, individuate dalle classifiche degli esperti, oltre a seguire regolarmente i grafici delle quotazioni.

 

Criptovalute a livello internazionale: Europa in testa

 

Non tutti sanno che la maggiore criptoeconomia del mondo è concentrata in Europa centrale, occidentale e in quella settentrionale: tra i 40 principali Paesi che usano le crypto, ben 6 sono europei, ovvero Regno Unito, Germania, Spagna, Portogallo e Olanda. All’interno di questa zona, da luglio 2021 a giugno 2022, sono stati guadagnati ben 1,3 trilioni di dollari di crypto.

 

Con 233 miliardi di dollari in crypto ricevuti tra luglio 2021 e giugno 2022, Il Regno Unito è il 1° in Paese dell’area CNWE e il 6° a livello mondiale: una parte notevole di questa attività era legata alla DeFi: qui si cerca infatti di dare maggiore certezza alla regolamentazione e alla tassazione delle criptovalute.