“Parigi val bene una messa” disse Enrico IV di Francia: chissà se lo stesso principio abbia illuminato il Sindaco di Albano Massimiliano Borelli, nel momento in cui, per salvare se stesso e la sua amministrazione, ha deciso di nominare un nuovo assessore, al fine di agevolare la conversione del dissidente consigliere Santilli.

Una nomina, quella di Stefano Iadecola, che desta qualche perplessità, soprattutto sul versante dei contenuti politici che Iadecola esprime sul suo profilo social, apparentemente non proprio in linea con le posizioni che sino ad oggi hanno caratterizzato l’impostazione del centrosinistra e soprattutto il profilo che il Sindaco ha impresso in modo molto netto e determinato in questi anni.

Se infatti dal punto di vista puramente amministrativo le lacune in questa legislatura del centrosinistra restano evidenti, Borelli era riuscito a distinguere la sua amministrazione sul versante dei “diritti civili”, tema identitario molto caro a sinistra.

Albano ha orgogliosamente rivendicato l’essere stata sede del “Pride”, sulle pari opportunità di genere si sono promosse innumerevoli iniziative culturali, l’impostazione di integrazione verso la comunità islamica e più in generale con tutti i gruppi etnici presenti sul territorio, è stata anche plasticamente rappresentata con la presenza fisica del Sindaco in alcuni appuntamenti particolarmente significativi.

Scorrendo le condivisioni sul profilo del neo assessore Iadecola sorge qualche dubbio sulla sua totale aderenza culturale al verso impresso dalla sua maggioranza, per cui poniamo a lui qualche domanda:

Quali sono le idee dell’assessore Iadecola in merito alla diffusione della cosiddetta “cultura gender”, ad esempio nelle scuole? Quale la sua visione in merito alle politiche di integrazione possibile con le comunità straniere, con particolare riferimento a quelle di religione islamica? Come le sue personali opinioni in merito a questi temi si sposano con la linea dell’amministrazione di cui fa parte?

Ci riteniamo estranei a qualsiasi impostazione inquisitoria dell’informazione, ma riteniamo pure che come libera stampa sia legittimo chiedere di far chiarezza su punti che riteniamo essere di interesse, anche per la pubblica opinione.
Siamo certi che il Sindaco, pur assiduo frequentatore dei social e attento comunicatore nelle sfere virtuali, non si sia accorto di certe sottolineature del suo assessore al momento di firmarne la nomina, altrimenti ci avrebbe pensato qualche momento in più, a meno che la nomina stessa gli sia stata imposta da qualche volontà politica superiore. C’è sempre tempo per rimediare, o quantomeno spiegare.




















