La Cucina italiana è patrimonio Unesco

Un indubbio successo del Ministro Lollobrigida, le reazioni anche dalla Regione Lazio

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Un indubbio successo del Ministro Lollobrigida e del sistema Italia, reazioni anche dalla Regione Lazio

Giancarlo Righini: “La cucina italiana è Patrimonio Unesco”

“Una grande intuizione del ministro Francesco Lollobrigida ci ha consentito di raggiungere questo prestigioso primato. La nostra ineguagliabile gastronomia è patrimonio dell’umanità. Grazie ai nostri agricoltori che ci regalano ingredienti unici al mondo”. Lo dichiara l’Assessore al Bilancio, Agricoltura e Sovranità Alimentare, Parchi e Foreste della Regione Lazio Giancarlo Righini.

UNESCO, AURIGEMMA”CUCINA ITALIANA PATRIMONIO DELL’UMANITÀ,  RISULTATO DI STRAORDINARIA RILEVANZA CULTURALE E SOCIALE PER IL PAESE”

Il Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, Antonello Aurigemma, ha espresso profonda soddisfazione per l’iscrizione della Cucina Italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, definendo questo risultato “un atto di straordinaria rilevanza culturale e sociale per tutto il Paese”.

“La cucina italiana rappresenta un patrimonio collettivo, frutto di saperi tramandati nel tempo, di tradizioni familiari e territoriali, di creatività e qualità. Il riconoscimento dell’UNESCO celebra un’identità che unisce l’Italia intera e che ogni regione custodisce attraverso prodotti, tecniche, storie e comunità”, ha dichiarato Aurigemma.

Il Coordinatore ha sottolineato il ruolo determinante delle Regioni e dei territori nella costruzione di questa candidatura vincente:

“La forza della cucina italiana risiede nella sua diversità: ogni Regione contribuisce con eccellenze uniche, frutto di territori ricchi, di agricoltura di qualità, di ristorazione diffusa e di un tessuto produttivo che rappresenta un pilastro economico per il Paese. Questo riconoscimento è il risultato del lavoro quotidiano di migliaia di famiglie, imprese, agricoltori e artigiani che custodiscono e innovano la tradizione”.

Aurigemma ha anche ricordato l’importanza di continuare a sostenere politiche di tutela e valorizzazione:

“Il patrimonio culturale non si conserva da solo. Come Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative continueremo a promuovere iniziative che rafforzino le filiere agroalimentari, la formazione dei giovani, la sostenibilità, la qualità e la promozione dei prodotti locali. L’UNESCO ci richiama alla responsabilità di difendere un’eredità che rappresenta l’Italia nel mondo”.

Concludendo, Aurigemma ha affermato:

“La Cucina Italiana è un simbolo di identità nazionale e di appartenenza territoriale. Oggi celebriamo un riconoscimento che appartiene a tutta l’Italia e a tutti coloro che, ogni giorno, trasformano la tradizione in cultura viva e condivisa”.

ROTONDI (FDI): “LA CUCINA ITALIANA CHE ENTRA NEL PANTHEON DELLA CULTURA È PRIMATO ASSOLUTO”

“La Cucina Italiana è accolta nella sala del tesoro immateriale del genere umano. Già ricercata ed apprezzata ovunque, riceve oggi il sigillo del valore universale. La preparazione del cibo elevata a forma d’arte, sapori e saperi trasmessi nel tempo di generazione in generazione. Passione, dedizione, rispetto delle tradizioni e conoscenza e abilità nella lavorazione dei prodotti. Ma anche ricerca sperimentazione e creatività, scuole celebrate ed insegnamenti familiari, fantasiose preparazioni e ricette secolari, nate nella sobrietà popolare o nel lusso nobiliare, frutto della capacità di arrangiarsi con poco o di stratificazioni culturali diverse.  Una storia antica e sempre rinnovata quella della tensione alla bellezza, della definizione del buon gusto. Un tesoro accumulato con secoli di lavoro, quello della convivialità all’italiana e della produzione nazionale di cibo, che ha fatto scuola nel mondo.

Pensando alle tipicità culinarie del Lazio che da sempre riscuotono l’apprezzamento in Italia ed all’estero, la consacrazione dell’Unesco emoziona, ma non stupisce.  Un riconoscimento che deve essere inteso come un successo di tutto “il dietro le quinte” dell’eccellenza culinaria nostrana. Come Regione, sulla scia dell’Esecutivo Meloni, abbiamo attuato diverse politiche di valorizzazione del comparto cibo di qualità dei nostri territori, che rappresenta un volano economico, di occupazione e investimenti, ma anche un attrattore di flussi turistici significativi.

Dall’Agro romano alla Ciociaria, dal Pontino alle zone di Rieti e della Tuscia abbiamo sostenuto e promosso l’ottimo lavoro, la professionalità, il merito di imprenditori e operatori della filiera agroalimentare: imprese di distribuzione e ristorazione, produttori specializzati in D.O.P e D.O.C e tutti coloro che valorizzano e tutelano la biodiversità e la stagionalità e quelli che le fanno conoscere nel mondo”. Così in un comunicato Marika Rotondi (Fdi) componente della Commissione Regionale Sviluppo economico e attività produttive, start-up, commercio, artigianato, industria, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione.

UNESCO, FOLGORI (FEOLI): RICONOSCIMENTO A CUCINA ITALIANA OPPORTUNITÀ STRAORDINARIA

“Il riconoscimento della cucina italiana patrimonio UNESCO è una straordinaria notizia. Un riconoscimento all’eccellenza del nostro Paese, ma soprattutto a migliaia di chef, cuochi, ristoratori, produttori di materie prima che da generazioni tramandano una cultura che appartiene a tutti noi, quella del mangiar sano e bene. La cucina fa parte della tradizione del nostro Paese e delle famiglie italiane e sostiene un’economia che dà lavoro a migliaia di italiani e produce ricchezza. Il riconoscimento UNESCO rappresenterà un ulteriore volano per il sistema Paese in termini di export e turismo. La logistica e le sue imprese sono pronte a fare la propria parte”. Lo dichiara Enrico Folgori, presidente di Feoli (Federazione Europea Operatori della Logostica Integrata).

Unesco, Confeuro: “Riconoscimento cucina italiana è vittoria della nostra agricoltura” 
“La cucina italiana diventa ufficialmente patrimonio culturale immateriale dell’umanità. A deliberarlo, all’unanimità, è stato nelle scorse ore il Comitato intergovernativo dell’Unesco. Questo riconoscimento premia i tremila anni di storia del nostro Paese, le tradizioni tramandate di generazione in generazione e i grandi saperi che oggi trionfano – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro –. Non è solamente la vittoria della nostra cucina, ma il trionfo degli italiani che, nel tempo, hanno saputo trasformare il pasto in un momento di convivialità e socialità, un’esperienza autentica di quotidianità condivisa. In ogni angolo d’Italia troviamo cucine e ricchezze autoctone, diverse e complementari, eccellenze agroalimentari che rendono il nostro Paese unico al mondo. Tutto questo – prosegue il presidente Tiso – rappresenta anche il giusto riconoscimento all’enorme e spesso silenzioso lavoro di migliaia di agricoltori, allevatori e pescatori, custodi del territorio e protagonisti indispensabili della qualità che il mondo ci invidia e che finiscono sulle nostre tavole. Il loro impegno quotidiano, fondato su sostenibilità, tradizione e innovazione, è la vera forza motrice del patrimonio gastronomico italiano. Ed è anche grazie a loro se questo straordinario risultato oggi appartiene all’intera comunità nazionale”.