L’Altra Albano non manifesterà con Borelli e smonta la narrazione del centrosinistra

Anche la lista di Alessandra Zeppieri denuncia gli errori di Borelli e chiede verità e responsabilità sulla crisi che ha portato alla caduta della giunta

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Arriva nella serata di giovedì 23 ottobre la nota che gela il Partito Democratico di Albano e smonta in poche righe la narrazione del Sindaco Borelli.

A stilare il testo è L’Altra Albano, lista di sinistra facente capo alla Consigliera Regionale Alessandra Zeppieri, che vede in Salvatore Tedone il suo rappresentante in Consiglio Comunale. L’annuncio è semplice e dirompente, l’ala sinistra della coalizione dell’ex Sindaco non scenderà in piazza venerdì 24 con il Sindaco Borelli.

“L’Altra Albano – si legge nella nota – non parteciperà alla piazza convocata per venerdì 24 ottobre. La fine anticipata dell’Amministrazione Borelli segna un momento delicato per la nostra città, avvenuto però senza un vero confronto pubblico in consiglio comunale e, quindi, senza quella trasparenza che avrebbe permesso a cittadine e cittadini di comprendere fino in fondo cosa stesse accadendo.

Da un lato c’è la decisione dell’opposizione, ma soprattutto quella delle consigliere e dei consiglieri provenienti dalla maggioranza: cinque firme decisive che hanno posto fine all’Amministrazione di Centro Sinistra. A soli sei mesi dalle elezioni lo riteniamo un atto grave: segna la fine anticipata di un mandato democraticamente conferito dalle elettrici e degli elettori e compromette la programmazione amministrativa della città. Non si sventolano le firme né si scattano foto ricordo di una sfiducia in cerca di visibilità: è un gesto vuoto e autoreferenziale, che riduce la complessità della situazione a una sceneggiata”.

Da qui in poi sono dolori per Borelli, il Sindaco che si voleva martire del complotto, ma si scopre sempre più isolato, persino da una componente di pura sinistra.

“Tuttavia – continuano da L’Altra Albano – il nostro profondo rammarico, così come la solidarietà personale al Sindaco Massimiliano Borelli, non possono e non devono far venir meno la necessità di una riflessione politica seria e condivisa. Dall’altro lato, riteniamo – infatti – che non si possa guidare una coalizione ignorando le tensioni ed evitando il confronto. Il dialogo, l’ascolto e la capacità di mediazione restano condizioni imprescindibili per garantire stabilità e coesione politica”.

Sono parole che riecheggiano le accuse mosse a Borelli e compagni da tutti e cinque i consiglieri dissidenti, illustrate in dettaglio dalla ex capogruppo di Viviamo Albano Laura Faccia in un’intervista esclusiva rilasciata a questa testata,

“A chi afferma che anche noi non eravamo sereni, rispondiamo che hanno ragione. La differenza sta nel fatto che non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno alla coalizione e che abbiamo sempre espresso le nostre critiche – in modo costruttivo, trasparente e a viso aperto – nei luoghi preposti: all’interno della giunta, della maggioranza e anche all’esterno attraverso i nostri comunicati politici. Non si può fare tabula rasa e ripartire come se nulla fosse accaduto. Riteniamo non opportuno chiamare una piazza se prima non c’è stata una riflessione politica e se non si è condivisa un’analisi di quanto è accaduto. Non si costruisce partecipazione senza ascolto. Non si affrontano crisi senza dialogo. E non si può chiedere unità oggi se ieri si è evitato il confronto. Abbiamo chiesto più volte di mettere in sicurezza l’amministrazione, una verifica di maggioranza, un cambio di rotta, e lo abbiamo chiesto con più forza quando la crisi si faceva più evidente, già a partire da giugno 2024. Così come abbiamo chiesto un incontro politico subito dopo la sfiducia. Ma le nostre richieste sono rimaste tutte nel vuoto”.

Altro che complotto notturno, fulmine a ciel sereno, L’Altra Albano conferma e mette nero su bianco, non solo che la crisi era latente da almeno un anno, ma che Sindaco e partito di maggioranza si sono rifiutati di aprire il confronto con chi sollevava il problema, e non poteva certo essere accusato di “intendenza col nemico”.

“Per queste ragioni – conclude la nota de L’Altra Albano – venerdì non saremo in piazza. Prima di tornare tra le persone, serve il coraggio di guardare in faccia ciò che non ha funzionato, di dirsi la verità anche quando è scomoda o non conveniente: la crisi poteva essere gestita, la caduta della nostra amministrazione si sarebbe potuta evitare, ma si è scelta una strada non condivisa, che ha escluso tutti coloro che, come noi, avrebbero voluto dare il proprio contributo con serietà e spirito costruttivo. Serve tempo, serve analisi, serve un confronto vero tra le forze politiche che fino all’ultimo sono rimaste sedute su quegli scranni. In piazza torneremo, certo. Ma con idee e temi da affrontare, non con i proclami. Con il rispetto, non con le scorciatoie. Lo faremo con la stessa coerenza e lo stesso spirito di servizio che ci hanno sempre guidato. Perché ricostruire non significa dimenticare, ma partire da ciò che è accaduto, con lucidità e responsabilità”.

Cade così, molto prima del previsto, la maschera con cui ai piani alti di Palazzo Savelli si volevano coprire le vere ragioni di una crisi politica che su queste pagine vi raccontiamo da tempo, e che alcuni si ostinano a negare, usando toni financo violenti e offensivi, sprezzanti di avvelenare i pozzi del confronto politico civile.

Vedremo ora se qualcuno dall’ex centrosinistra avranno il coraggio di accusare anche L’Altra Albano di complicità con Gualtieri e gli inceneritori.