
POLITICA – Divampa la polemica tra il Consigliere comunale ed esponente di Forza Italia, Daniele Brunamonti e le educatrici dell’asilo nido di Via Pompeo Magno. Era il 4 maggio quando Meta ospitava il je accuse di Brunamonti, che tuonava: «Giunta e Cgil prendono in giro i lavoratori Alba Servizi». In sostanza il rappresentante di Forza Italia puntava il dito contro il decurtamento e la riduzione dei superminimi e l’aumento – a detta del Consigliere – dell’orario di lavoro. In particolar modo Brunamonti imputava alla coordinatrice dell’Asilo nido di Via Pompeo Magno, Concetta Caligiuri, di “impegnare i lavoratori del Nido anche di sabato per la realizzazione di una mostra” e, alla Cgil, di essersi “piegata a difendere i privilegi di qualche lavoratore, magari iscritto e politicamente impegnato o di prossimo impegno”. Accuse forti che il Sindacato non ha fatto cadere nel vuoto: «I lavoratori della Albaservizi – si legge nella nota diramata dalla Cgil, anch’essa pubblicata sulle nostre pagine integralmente – non si sono visti decurtare e ridurre i superminimi e quindi gli stipendi. Per mesi si è costruito un percorso condiviso, che ha portato ad un accordo tra le organizzazioni sindacali, la società Albalonga e l’Amministrazione Comunale di Albano, che ha garantito nello specifico il passaggio di tutti i lavoratori dei nidi all’Albaservizi con una riduzione dei superminimi, ma mantenendo qualifica, anzianità e soprattutto non licenziabilità di nessun lavoratore. A tale proposito ci si chiede – recitava la nota della Cgil – dove era il consigliere comunale – Daniele Brunamonti negli ultimi due anni mentre i lavoratori rischiavano il posto di lavoro. Oppure chi aveva negli anni precedenti – continua la nota – con politiche clientelari gonfiato a dismisura il costo del lavoro. Se per qualcuno vi è la necessità “elettorale” di visibilità, questo, comunque, non autorizza a speculare sui lavoratori perchè non è consentito a nessuno». Il Sindacato ricorda anche che si tratta di «Strutture che si è voluto fortemente che rimanessero pubbliche, perché le consideriamo un Bene Comune non negoziabile». La Cgil ha ventilato infine la possibilità di adire alle vie legali a tutela della lavoratrice in questione. Oltre a ciò, si è alzata anche la voce delle educatrici dell’asilo di via Pompeo Magno, le quali, hanno inteso scrivere ed inviare una lettera aperta in cui fanno quadrato in risposta alle accuse di Brunamonti. «Riteniamo doveroso rispondere ad un articolo dove il Sig. Brunamonti – scrivono le educatrici – afferma di difendere i diritti di tutti i lavoratori. In questa specifica circostanza riguardante noi educatrici dell’asilo, sentiamo la necessità di rivedere alcuni punti messi in risalto dal Sig. Brunamonti che non corrispondono esattamente alla realtà dei fatti. Non vogliamo entrare in dispute di natura politica, ma soltanto confermare che – spiega la lettera – la modalità con cui viene svolto il nostro lavoro è pertinente con ciò che il nostro contratto prevede, poiché la Coordinatrice non dispone di orari e mansioni a seconda delle proprie simpatie o esigenze, bensì a seconda delle esigenze del nido». «Ogni progetto didattico del nido – aggiunge la lettera – che abbia come espressione finale una mostra, oppure no, raccoglie tutte le esperienze formative che la Coordinatrice Concetta Caligiuri ha maturato in 28 anni di lavoro sul campo e presso i centri formativi di Reggio Emilia, di cui tutti conosciamo la stimabile importanza». Entrando nel merito dei punti sollevati dalla nota diramata dal consigliere comunale Daniele Brunamonti, le educatrici nella loro lettera sostengono che:
- La mostra viene finanziata spontaneamente dai genitori;
- L’orario di lavoro settimanale non è aumentato rispetto alla decurtazione degli stipendi e nessun sabato è stato utilizzato per i lavori di preparazione della mostra;
- Essendo stato menzionato il ruolo di vice coordinatrice come non rispettato e non svolto all’interno della struttura, vorremmo precisare che tale ruolo non è previsto dal contratto ANINSEI, dunque nessuno all’interno della struttura può o deve effettivamente svolgerlo;
- Il rapporto educatore-bambino non è 1 a 8, bensì 1 a 7 come previsto dalla legge Regionale Lazio n.32 del 27 agosto 2011 sulle norme degli Asili Nido;
La polemica tuttavia non sembra placarsi e si raccolgono voci di genitori sul piede di guerra dopo le dichiarazioni di Brunamonti. Anche il Sindaco Nicola Marini, attraverso un post su Facebook, ha voluto sottolineare la professionalità e il lavoro quotidiano svolto dal personale del Nido esprimendo la propria solidarietà alle educatrici: “Non condivido che si punti il dito contro persone che fanno solo il loro dovere oltretutto in un ambito delicatissimo e difficile come quello dell’educazione all’infanzia. Molto spesso, anche in anni precedenti – scrive il Sindaco – le nostre educatrici hanno dato la loro disponibilità e hanno lavorato in giorni ed orari al di fuori dell’ordinario senza percepire alcun emolumento. Gesti del genere sono solo da apprezzare. Auguro al personale di servizio degli asili e alle nostre educatrici buon lavoro, esortandole a perseguire con la stessa professionalità, dedizione e impegno, confermando lo svolgimento degli eventi già in programma per le prossime settimane che, come avvenuto in passato, sicuramente incontreranno il favore delle famiglie e di tutti i cittadini”.



















