“Sicurezza a Monte Compatri: una questione che non può più essere rinviata
Caro Sindaco (caro si fa per dire), non ci siamo.
Da tempo Lei continua a rappresentare Monte Compatri come un luogo ideale, dove regnano concordia e sicurezza, e dove – a detta della Sua maggioranza – le offese e le tensioni sono semplici “questioni tra privati cittadini”.
Ma quando a essere coinvolti in tali fatti sono anche soggetti che ricoprono ruoli istituzionali, questo diventa inevitabilmente una questione pubblica e un problema che non può essere sottovalutato.
Lei appare più attento a rivendere come proprie azioni altrui – basti pensare alle operazioni pianificate dalle Forze dell’Ordine che la pagina ufficiale del Comune spaccia come “straordinarie” – che a costruire un reale percorso di sicurezza per la cittadinanza. Non a caso, molti cittadini hanno ormai colto questa distanza, fatta eccezione per i suoi più accesi sostenitori.
Dal tragico omicidio di Ivan Alexandru, avvenuto al capolinea della metro C di Monte Compatri–Pantano, la Sua risposta è stata limitata a due telecamere. E non ci dica che le altre installate da ATAC siano frutto della Sua volontà: la credibilità, su questo fronte, si è ormai persa da tempo.
I cosiddetti “raid” contro le occupazioni abusive si sono rivelati per quello che sono: specchietti per le allodole.
– A Casale Campanella le luci notturne sono visibili a chiunque, tranne che a Lei.
– Nel casello sgomberato sulla Casilina oggi si vedono persino panni stesi alle finestre.
Questo non è amministrare: è coprire con proclami le proprie mancanze e debolezze.
A ciò si aggiunge un altro dato evidente: il progressivo calo dei like e delle interazioni sui Suoi post, che sempre più spesso devono essere “spinti” attraverso l’appello diretto ai fedelissimi. Un segnale chiaro di un consenso che non è più quello di un tempo. Ugualmente significativo il numero esiguo di cittadini presenti all’inaugurazione del secondo stralcio dei lavori di Palazzo Altemps, cerimonia nella quale Lei ha anche “dimenticato” di ricordare che fu proprio una Sua denuncia a bloccare i lavori precedenti.
Le foto di gruppo con la Sua maggioranza mostrano soltanto i muscoli; ma è nelle riunioni interne che le discussioni animate sono ormai all’ordine del giorno. Da anni chiediamo un presidio fisso di sicurezza a Pantano. La Sua risposta? Il silenzio. Un silenzio assordante che rivela la sottovalutazione del problema e l’attenzione rivolta solo a qualche selfie di circostanza con la fascia tricolore.
Come ha sottolineato il coordinatore di Legati a Monte Compatri, Claudio Quaranta, «questa non è polemica sterile, ma un richiamo al senso di responsabilità: il tempo delle foto è finito, la nostra comunità ha bisogno di risposte vere, di sicurezza e di dignità».
Ebbene, tra poche ore saranno quattro anni da quando quella fascia Le cinge il corpo.
È giunto il momento di decidere:
– o sceglie finalmente di onorare quel simbolo lavorando concretamente per la sicurezza del territorio,
– oppure lasci che siano gli elettori, attraverso le urne, a valutare se la Sua azione amministrativa sia stata all’altezza del compito affidato.
Monte Compatri merita di più”. Lo rende noto Legati a Monte Compatri.



















