Articolo a cura della giornalista pubblicista Ilaria Solazzo.
Su Amazon Prime la docuserie dedicata a Diego Armando Maradona: un viaggio nella vita personale e professionale del ‘Pibe de Oro’. Maradona, scomparso nel 2020, è per milioni di persone il più grande calciatore della storia, di certo quello che ha maggiormente mobilitato il popolo argentino, icona assoluta dello sport in Sudamerica, più di Messi e Pelè, ad esempio. Serie TV disponibile in 240 paesi di tutto il mondo, compresa ovviamente l’Argentina e l’Italia, le due grandi patrie del Pibe. Gli attori che interpretano Maradona in momenti diversi della sua vita sono Nazareno Casero (Historia de un Clan), attore 37enne argentino che dà vita El Pibe da giovane e interpreta Maradona “Mano de Dios”, Juan Palomino (Magnifica 70) è la versione adulta, e Nicolas Goldschmidt (Supermax) quella adolescente di Diego “Cebollita”. Juan Palomino è invece stato scelto per portare il personaggio negli ultimi anni di vita da quanto riporta il web. La serie tv ripercorre tutta la storia di Maradona, dall’infanzia povera a Buenos Aires fino alla conquista dei Mondiali e ai titoli col Napoli, dove ha vissuto la parte calcistica più importante della sua carriera coi club, in positivo e in negativo.
La serie è stata girata tra Argentina, Spagna, Italia, Uruguay e Messico. Per il ruolo di Claudia Villafañe, che il calciatore sposò nel 1989 e da cui divorziò 10 anni dopo, sono state selezionate due attrici. La prima è Julieta Cardinali mentre la seconda è un volto molto noto nel panorama delle serie tv. Stiamo parlando di Laura Esquivel, famosa per aver interpretato il ruolo della protagonista Patty, nella serie Il mondo di Patty. Dopo due documentari e il film del 2007 Maradona – La mano de Dios diretto da Marco Risi, uno dei più famosi calciatori argentini conquista anche il mondo delle serie tv: Maradona, con la sua vita divisa tra i successi sul campo e gli eccessi nel privato, è protagonista del ciclo di episodi di questo nuovo show prodotto da BTF Media, in associazione con Dhana Media e Raze e distribuito da Amazon Prime Video.
La serie su Maradona targata Amazon porta gli abbonati Prime Video alla scoperta della leggenda del calcio Diego Armando Maradona. Dall’infanzia alla sua carriera a cavallo tra Argentina, Spagna e Italia e mostra quanto il suo ruolo sia stato fondamentale nel portare la nazionale argentina a vincere i Mondiali del 1986 e la SSC Napoli a vincere due scudetti, una Coppa Italia, la coppa UEFA e la Supercoppa italiana. La serie tv su Maradona ripercorre tutta la vita del calciatore, dalle umili origini nella cittadina di Fiorito, in Argentina, suo paese natio, fino alla rivoluzionaria carriera al Barcellona e poi al Napoli. La serie narra il suo ruolo chiave nel portare la sua nazionale a vincere la Coppa del Mondo ai Mondiali del 1986 in Messico. Ciò che rappresenta il punto forte della serie tv su Maradona è la capacità della storia di andare oltre la figura del campione che tutti conoscono e di arrivare a scoprire l’uomo, presentando al pubblico tutte le sfaccettature della sua vita per arrivare forse a trovare la causa alla base dei suoi eccessi – dagli arresti per droga, al doping fino alle polemiche per la sua eccentricità. A prestare il volto ai genitori di Cebollita sono stati Rita Cortese e Mercedes Morán (Diarios de Motocicleta) che interpretano Doña Tota, Claudio Rissi e Pepe Monje (Amor en Custodia) che portano in scena Don Diego; Jean Pierre Noher e Leonardo Sbaraglia vestono i panni di Guillermo Coppola, e infine Peter Lanzani (El Clan) è Jorge Cyterszpiler. Per quanto concerne il cast Italiano invece troviamo Tea Falco (1992 e 1993) la quale interpreta Cristiana Sinagra; Giovanni Esposito (Cops – una banda di poliziotti) presta il volto a Corrado Ferlaino, il presidente del Napoli che portò Dieguito al club partenopeo. Tra gli interpreti italiani segnaliamo anche Tommaso Ragno (il Papa), Riccardo Scamarcio (Carmine Giuliano), Maria Vera Ratti (Fontana), Salvatore Misticone (Carlo Iuliano), Massimiliano Rossi (il padre di Cristiana Sinagra) e Gianfranco Gallo (l’ortopedico Giannini)… solo per citarne alcuni.
La regia, per quanto concerne gli episodi girati in Argentina, è stata affidata ad Alejandro Aimetta che ne è showrunner e sceneggiatore insieme a Guillermo Salmerón e Silvina Olschansky. Tra i produttori esecutivi troviamo invece Luis Balaguer, Francisco Cordero, Mari Urdaneta e Liliana Moyano. Gli episodi sono dieci, ciascuno da un’ora circa, e raccontano i diversi momenti della vita del calciatore, dalla gioventù all’età adulta.

Alcuni episodi sono stati girati a Napoli con attori locali e vengono mostrati ai telespettatori i luoghi, i quartieri, i locali nei quali Maradona è stato accolto, in quegli anni, come un eroe contemporaneo. La serie tv biografica realizzata da Amazon e dedicata a Diego Armando Maradona fa emozionare e commuovere tutti coloro che hanno amato e ancora amano El Pibe de Oro. Come per tutte le grandi produzioni, Amazon ha creato parallelamente dei profili social per la serie su Facebook, Instagram e Twitter, in cui si possono vedere altre immagini di Maradona: Sogno Benedetto e altri personaggi che hanno accompagnato il grande campione nella sua travagliata vita. Maradona: Sogno Benedetto ci racconta la storia del Pibe de Oro in una specie di lungo flashback. Il presente della storia è quello che vede Diego finire in ospedale dopo l’ennesima notte di bagordi: per un attimo gli spettatori possono pensare che si tratti delle sue ultime ore, in realtà ci si riferisce a un collasso che ebbe all’inizio del 2000, quando sembrava che il grande campione stesse morendo ad appena 39 anni. I telespettatori vengono proiettati avanti e indietro nel tempo come fossero sulla famosa macchina di “Ritorno al futuro”. La sua infanzia nel quartiere povero di Villa Fiorito, l’amico-rivale Goyo Carrizo che gli procura un provino per la squadra delle Cebollitas (le giovanili dell’Argentinos Juniors), il primo incontro con il futuro manager Jorge Cyterszpiler, l’incontro molto più importante con la futura moglie Claudia, la prima squadra dell’Argentinos Juniors conquistata nell’adolescenza, la sua fama che diventa sempre più grande fino a portarlo alla definitiva consacrazione con il Boca Juniors, la squadra del cuore di papà Chitoro… da quel momento inizia la parte più nota a tutti gli amanti del football, con il suo approdo in Europa al Barcellona e le prime difficoltà, gli infortuni, l’epatite, la stampa che gli sta sempre più addosso, le feste e gli eccessi. Nella quinta puntata si assiste al suo addio al Barça, prima di arrivare al Napoli per assurgere definitivamente nell’Olimpo degli dei calcistici. “Maradona: Sogno Benedetto” ci mostra un Dieguito che non dimentica mai le proprie origini e la propria famiglia amatissima, ci fa vedere che lui è sempre pronto ad aiutare i compagni e chi ha bisogno di lui, anche a costo di rimetterci in termini di salute oltre che di finanze. La serie non è un’agiografia di un Santo, ci vengono mostrati i numerosi tradimenti a Claudia inseriti in un contesto sociale e in un’epoca in cui erano praticamente giustificati dal suo essere “un uomo con certi bisogni”, come disse qualcuno. Ma anche di un uomo con certi precisi valori, come traspare quasi in controluce nei momenti in cui la serie ci mostra pezzi di storia recente dell’Argentina, dalla morte di Peron alla dittatura di Videla, dalla propaganda sulla guerra delle Malvinas-Falkland al coraggio delle Madres de Plaza de Mayo. Hanno saputo raccontare tutta la storia dall’inizio alla fine, riuscendo ad intercettare non solo gli appassionati e i tifosi, ma anche e soprattutto coloro che hanno solo vagamente sentito dire qualcosa sulla leggenda di Diego Armando Maradona. È un merito importantissimo, ottenuto grazie ad un mix quasi perfetto tra le vicende sportive, sicuramente affrontate, ma mai appesantite e quello che è davvero il focus di questa serie: Diego Armando Maradona, l’uomo. Dietro questa impresa c’è un lavoro di ricerca delle fonti, fatte di filmati, aneddoti dei protagonisti, racconti di strada, sensazionali e degni di un plauso enorme. Questa serie, in larga parte, trasmette un realismo straordinario, raramente visto in qualsiasi altro prodotto sportivo degli ultimi anni. Il merito va semplicemente al campione e alla sua vita incredibile, nel bene e nel male, talmente unica che raccontarla dovrebbe essere facile, un film naturale, un rigore a porta vuota. Diego Maradona è una leggenda del calcio argentino ampiamente considerato come uno dei migliori giocatori di tutti i tempi. Maradona ha portato le squadre di club ai campionati in Argentina, Italia e Spagna. Maradona ha rappresentato, per la comunità partenopea, ben più del classico sportivo capace di conquistare i cuori della gente grazie a un talento fuori dal comune. Maradona è stato insieme ribelle, sognatore e fuggitivo.
Maradona è sempre andato più veloce di tutto e tutti, non solo degli avversari. Scappò dalla povertà esordendo a soli 15 anni, 11 mesi e 20 giorni con l’Argentinos Juniors. La prima giocata? Un tunnel a tal Cabrera del Talleres Cordoba. Diego fu un elettrochoc per il calcio argentino di fine anni ’70. Quando andò via dal suo primo club, a 20 anni appena compiuti, aveva già segnato 116 gol. Passò velocissimo – ma tutt’altro che inosservato – per la sua squadra del cuore, il Boca, costretto a cederlo dopo appena un anno perché non poteva permetterselo. Scappò da Barcellona, ingrata. A Napoli fuggì da se stesso e da un giocatore talmente grande da schiacciare l’uomo. La sua vita che non finisce anche quando è terminata sulla terra, perché troppo profonda è la traccia che quest’uomo ha lasciato nei nostri cuori e in quel magazzino di immagini del web che si trovano on-line e che tutti ricondividiamo con il resto dell’umanità. Il suo soprannome esprimeva già la carica iconica di un mito del calcio: “El pibe de oro”, il ragazzo d’oro. Il calciatore piacque per la simpatia che manifestava verso i ceti più popolari, i deboli e gli umili e, naturalmente, per i brillanti risultati delle sue performance sportive.
Per tanti suoi tifosi e non, Maradona rimarrà il calciatore dalla tecnica straordinaria e un “VIP” dal cuore semplice, che nel 2020 si tagliò lo stipendio da allenatore per aiutare la sua squadra, il Gimnasia La Plata, durante l’emergenza Covid. Ai personaggi pubblici che entrano nel cuore di tanti fan, infatti, accade spesso un destino particolare: alla loro scomparsa sparisce l’essere umano con le sue cadute, i suoi personali abissi, e rimane semplicemente il mito, il simbolo, l’icona che continua e continuerà a emozionare anche le prossime generazioni.




















