Marino, è scomparsa Annamaria Ascolese

“Siamo profondamente rattristati per la scomparsa di Annamaria Ascolese. Insegnante a Marino, donna coraggiosa e dalla grande caratura umana"

0
252
marinopanorama
Marino
E’ scomparsa Annamaria Ascolese, protagonista di un noto episodio di cronaca qualche tempo fa.
Le reazioni e i commenti dopo la scomparsa dell’insegnante marinese.
MARINO, PALOZZI(CAMBIAMO): “ADDOLORATI PER SCOMPARSA ANNAMARIA ASCOLESE”
“Siamo profondamente rattristati per la scomparsa di Annamaria Ascolese. Insegnante a Marino, donna coraggiosa e dalla grande caratura umana, Annamaria lascia un vuoto incolmabile per la nostra città e per la nostra comunità. Una vera tragedia per tutti noi. In questo momento di grande dolore, ci stringiamo alla sua famiglia e ai suoi cari”.

Così, in una nota, il consigliere regionale del Lazio ed ex sindaco di Marino, Adriano Palozzi.

VIOLENZA DONNE, ZINGARETTI: “PROFONDO CORDOGLIO PER LA MORTE DI ANNAMARIA”

“Esprimo il mio profondo cordoglio e quello di tutta la Regione Lazio per la morte di Annamaria, maestra di Marino, uccisa per mano di suo marito. L’ennesimo femminicidio e l’ennesima ferita alla nostra società, che deve spingerci con ancora più forza a combattere quella cultura fondata sul possesso che miete vittime e dolore. Alla famiglia e alla città di Marino la mia vicinanza e l’impegno a proseguire questa battaglia che reputo una priorità: dall’applicazione della Convenzione di Istanbul al coinvolgimento dei giovani e dei media, passando per il potenziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio. Serve agire un vero cambiamento di rotta sul piano culturale, che coinvolga tutti, nel profondo.” A dichiararlo è il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti

Omicido Ascolese, Lega: “Cordoglio ai familiari di Annamaria e alla Comunità di Marino

“La Lega si stringe nel cordoglio ai familiari di Annamaria Ascolese e all’intera comunità di Marino. Oggi piangiamo l’ennesima donna vittima della follia, della violenza e dell’incapacità di alcune persone di rispettare le scelte altrui. Per questo motivo occorre mettere subito in campo azioni concrete sul piano culturale, penso per esempio a campagne di sensibilizzazione e prevenzione, da promuovere magari nelle scuole, tanto care ad Annamaria che insegnava in un istituto elementare a Frattocchie. Perché agendo sulla formazione dei bimbi di oggi forse riusciremo ad educare all’affettività e al rispetto gli adulti di domani e a diminuire così i casi di violenza”. Così in una nota Tony Bruognolo, coordinatore Lega Provincia Roma Sud.

MARINO, L’APPELLO DEL SINDACO COLIZZA

“LISTIAMO A LUTTO LA CITTA’ DI MARINO, TUTTI GLI ENTI SOVRACOMUNALI E TUTTE LE CITTA’ IN SEGNO DI PARTECIPAZIONE ALL’IMMENSO DOLORE PER LA SCOMPARSA DI ANNAMARIA ASCOLESE”

Come è noto purtroppo Annamaria Ascolese, l’insegnante elementare fiduciaria del plesso A. Frank di Frattocchie, ci ha lasciato. Ha lottato con tutte le sue forze ma ha dovuto soccombere ad un destino che l’ha strappata alla vita con violenza omicida per mano della persona che le viveva accanto da anni.

“Oggi è un giorno triste – così si è espresso il Sindaco Carlo Colizza non appena appresa la notizia – ll miracolo che aspettavamo non si è verificato. Annamaria non ce l’ha fatta ed è volata in cielo. Oggi piangiamo l’ennesima donna vittima della follia, una vita spezzata senza alcun senso. Uniamoci nel lutto e nel coltivare il seme del rispetto della vita, del diritto di scegliere e di autodeterminarsi.  Dalla tragedia deve nascere la riflessione e, poi, l’azione culturale di diffusione affinché non scendano altre lacrime. Non appena conosceremo la data delle esequie verrà proclamato il lutto cittadino.

La nostra città si unisce al dolore della sorella Patrizia e della famiglia tutta di Annamaria, al dolore dei suoi colleghi e colleghe insegnanti dell’Istituto Comprensivo P. Levi, al dolore dei suoi alunni e delle loro famiglie, al dolore di quanti l’hanno conosciuta e hanno percorso l’ultimo tratto di vita insieme a lei, nell’impegno civile e politico che l’ha vista partecipare attivamente nel dar vita ad una lista che aveva come obiettivo la tutela della donna sotto ogni punto di vista.

Davanti all’ennesima tragedia che si è consumata sulla pelle di una donna, Annamaria Ascolese, vogliamo partecipare a questo momento di estremo dolore listando a lutto Palazzo Colonna, la nostra sede Municipale e la Casa dei Servizi di S. Maria delle Mole. I due edifici che rappresentano a livello istituzionale il Comune di Marino.

E rivolgo un appello a tutti i cittadini di Marino: esponiamo un drappo nero dalle nostre finestre nel giorno dei funerali di Annamaria, in segno di solidarietà e di vicinanza alla famiglia, soprattutto.

Facciamo sentire loro tutto il nostro affetto con questo gesto simbolico ed estendo l’invito anche a tutti i Sindaci dei Comuni vicini dei Castelli Romani, al Comune di Sarno da cui proveniva Annamaria, a tutti gli Enti sovra comunali e a quanti vorranno partecipare a questo grande momento di lutto per la nostra città.

 Spero  – conclude il Sindaco Colizza – che questo momento tragico spinga tutti a coltivare la cultura del rispetto per l’altro e la difesa della vita con al centro la persona umana”.

Giorgia Galli di Essere Marino, la coalizione per le amministrative di Marino a cui partecipa il PCI, ha redatto una riflessione sulla morte dell’insegnante Annamaria Ascolese.

Marino. Dolore, rabbia e determinazione: “Non si può continuare a morire così”.

“Dopo la vicinanza e la speranza nutrite nei giorni scorsi sulla sot di Annamaria Ascolese – dicono Mauro Avello di Essere Marino e Stefano Enderle del PCI Marino – dobbiamo fare  conti con l’esito ultimo della tragedia: il decesso di Annamaria. Per questo motivo, con la sobrietà che avevamo scelto già in precedenza, ci sentiamo di sostenere in toto, la riflessione – di testa e di cuore – che una nostra compagna della coalizione che unisce nelle idee e nell’azione i comunisti e tanti e tante esponenti di sinistra.”. Questa la nota condivisa, curata da Giorgia Galli di Essere Marino: “Non si può continuare a morire così! Queste le prime parole che vengono in mente pensando alla morte di Annamaria, ennesima donna morta per mano dell’uomo che aveva scelto come compagno di vita, uccisa da 4 colpi di arma da fuoco sparati dal marito, vicebrigadiere dei Carabinieri. Di questo leggeremo, di “una donna morta per femminicidio” ma Annamaria non è un numero, Annamaria Ascolese era una donna, una moglie, una figlia, un’insegnante, impegnata proprio nel combattere questo tipo di violenze e soprusi e che invece si è trasformata in vittima. Mogli, figlie, madri …. morte per mano di uomini che vogliono esercitare una qualche forma di potere decisionale sulle loro vite, retaggio culturale duro a morire, mentalità figlia dell’ignoranza e della società maschilista e patriarcale. – continua tagliente e precisa la nota esponente Giorgia Galli – Perché il femminicidio non è che la punta dell’iceberg di sopraffazioni, intimidazioni, costrizioni di assoggettamento fisico o psicologico a cui tante donne devono sottostare in ogni ambito della nostra società. Recentemente si è aperto un acceso dibattito sull’utilizzo delle parole, maschili e femminili, per definire una donna direttore d’orchestra; è uno specchietto per le allodole, un modo per non affrontare il vero problema che è quello di vivere in una società che non tutela le donne e che ha reso necessarie leggi per difenderle, per dare alle donne quei diritti che umanamente dovrebbero essere garantiti a tutti. È solo nel 1981, solo 40 anni fa, che si è abolito il matrimonio riparatore, che permetteva ad uno stupratore di sposare la propria vittima per evitare la condanna. Ancora più recentemente, nel 2009 la legge che istituisce il reato di stalking, nel 2011 la legge che impone le quote rosa nelle amministrazioni pubbliche, nel 2013 la legge sul femminicidio. “L’umanità è maschile e l’uomo definisce la donna non in quanto tale ma in relazione a se stesso; non è considerata un essere autonomo” scriveva Simone De Beauvoir nel suo celebre libro Il secondo sesso nel 1949, frase più che mai tristemente attuale, perché se lo Stato deve emanare leggi in difesa delle donne, vuol dire che nulla è cambiato da allora e che ancora oggi la donna non è vista come una persona degna di una propria esistenza. – quindi la compagna Galli così conclude – Che questo ennesimo atto di violenza verso una donna sia almeno da monito affinché donne e uomini imparino avere rispetto per l’altro, che sia di diverso genere, orientamento sessuale, etnia, estrazione sociale, credo religioso, per eliminare ogni forma di intolleranza, disuguaglianza e discriminazione.”.

Print Friendly, PDF & Email