L’assessore alla mobilità di Roma Eugenio Patanè, è intervenuto nel programma “Gli Inascoltabili” in onda su Radio Roma Sound.
Di seguito alcuni passaggi dell’intervista di Alessio Di Francesco:
“Se il taglio ai finanziamenti alla Metro C è preoccupante? Sì, perché si tratta dell’ultima tratta, la T1 che va da Piazzale Clodio fino a Farnesina. Vengono tolti questi 50 milioni ad un appalto che era già molto risicato, perché noi abbiamo dovuto tagliare delle opere connesse, come il parcheggio di scambio di Farnesina e un’opera di scambio dell’armamento di metro C, proprio per far bastare i soldi. Adesso ci è arrivata questa doccia fredda dei 50 milioni tagliati che sono come il classico sassolino che fa venire giù la montagna perché per approvare il progetto definitivo, siamo ancora nella legge obiettivo di Lunardi degli anni 2000, dobbiamo avere tutti i soldi, quindi anche se mancano 10 euro sostanzialmente noi non lo possiamo approvare perché se l’opera costa 10 miliardi ma mancano 50 milioni, noi purtroppo non possiamo approvare il progetto definitivo della tratta T1. La preoccupazione deriva dal fatto che noi avremmo dovuto approvare questo progetto entro la fine dell’anno e che poi nella seconda parte del 2026 sarebbero dovuti partire i cantieri delle due stazioni attinenti a questa tratta: Auditorium e Farnesina”.
Si può sbloccare questa situazione? Cosa sperate che possa succedere, vi state già muovendo in questo senso?
“Innanzitutto, dobbiamo rimettere sui giusti binari questa partita, perché io ho sentito anche alcuni esponenti, di governo e non, del centrodestra parlare di “rimodulazione” di questi fondi. Voglio dirlo con la massima nettezza, non si tratta di una rimodulazione, questi 50 milioni eran dei residui degli anni passati che non possono essere in alcun modo rimodulati quindi: o ci sono o non ci sono. In questo caso sono stati tagliati, e non ci sono più questi 50 milioni che servono a completare la T1. Ho sentito alcuni esponenti del centrodestra dire “sono stati rimodulati e spostati negli anni 28/29”, niente di più falso, Questi sono residui che non possono essere rimodulati, sono stati tagliati. Allora la cosa da fare è rimetterli immediatamente, cioè eliminare il taglio, perché al fine di poter approvare il progetto definitivo noi dobbiamo vedere la cifra completa, e io spero che ci sia una presa di posizione bi-partisan, in quanto questa è una cosa che non riguarda una parte politica, questo riguarda la città, e quindi per questo serve una presa di posizione. Sono molto contento che il ministro Tajani sia stato molto duro nei confronti di quegli uffici che hanno fatto questi tagli lineari nella metro C, spero che anche altri prendano le parti di Roma e la difendano su un’opera così strategica”;
Leggevo stamattina che c’è stato un taglio di due milioni e mezzo anche per l’acquisto di nuovi treni. A questo punto, sono a rischio altri finanziamenti o possiamo stare tranquilli?
“No, tranquilli no. Nel senso che noi abbiamo acquistato, come voi sapete, per la metropolitana B, 36 nuovi treni, due dei quali sono già arrivati, e adesso a novembre arriverà il terzo. Ogni treno costa intorno ai 9 milioni di euro. I primi 14 li abbiamo già pagati, adesso si tratta dei nuovi 16 che devono arrivare. Anche qui, i contratti sono stati sottoscritti per una determinata cifra. C’è una società che ha vinto con una determinata offerta e noi abbiamo sottoscritto un contratto. Ora, il contratto è 100 e tu mi togli 2,4. Io non posso rispettare il contratto e non ho l’intera cifra. Quindi diciamo è abbastanza singolare questo balletto che ogni anno si fa: da un lato ci danno i finanziamenti, io faccio le gare, assegno, c’è una società che si impegna a fare degli ordini del ferro, dell’acciaio, delle ruote eccetera, è evidente che nel momento in cui non c’è più tutta la cifra io sto venendo meno a un contratto. Quindi io spero che questa cifra possa essere rimessa. Questa è la realtà dei fatti”;
Dietro i tagli ai finanziamenti c’è anche una questione politica, sappiamo tutti che il governo ha preso degli impegni. Lei crede questi fondi siano stati distratti dalla mobilità, quindi dalla metro C, per destinarli al riarmo?
“Secondo me il collegamento è più con il ponte di Messina. Nel senso che tutti i risparmi che si stanno facendo sul Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si fanno a beneficio del ponte sullo Stretto, ma questo è un disastro per le altre città. Voglio ricordare che nella sola direzione del trasporto pubblico locale dal MIT cioè del Ministero, sono stati tagliati 300 milioni di euro. E se lei vede le infrastrutture che sono state tagliate, sono state tagliate in tutte le città. Questo vuol dire che noi spendiamo 15 miliardi e non abbiamo problemi a spendere 15 miliardi per il ponte sullo Stretto, e poi le nostre città, che hanno già sottoscritto dei contratti, che hanno già impegnato un sistema produttivo industriale sulla realizzazione dei nuovi treni, sulla realizzazione delle infrastrutture come quella della metro C, che sono pronte ad avviare i cantieri e a un certo punto gli si dice: contrordine compagni. E questo è un po’ preoccupante”;
Voi avete fatto tanto, c’è ancora tantissimo da fare per il trasporto pubblico a Roma. Quali sono i prossimi interventi e quando saranno operativi?
“Noi abbiamo delle situazioni diverse tra metro A, metro B e metro C, che devono essere sicuramente riportate a normalità e ancora non c’è una normalità. Diciamo che la metro A è quella che sta meglio di tutte, perché abbiamo cambiato tutto l’armamento e quindi oggi si tratta di lavorare sul sistema elettrico, sulle sottostazioni, sulle macchine, eccetera. La grossa cosa che dovremo fare nella prossima consiliatura è quella di cambiare tutto l’armamento di metro B e questo, diciamo, sarà impattante. Poi dobbiamo cambiare tutti i tornelli delle 75 stazioni delle metropolitane, perché noi ad oggi abbiamo a Roma dei tornelli molto bassi che consentono un’evasione tariffaria troppo importante per noi quindi dobbiamo montare tornelli alti 1 metro e 80, che sono impossibili da scavalcare, su questo noi abbiamo chiesto già il finanziamento nel bando al Ministero, speriamo non taglino anche quello. Sulla metro A abbiamo iniziato la riqualificazione delle stazioni, perché abbiamo fatto già Ottaviano, Spagna, Cipro e adesso iniziamo Anagnina, dovremmo farlo anche sulla metro B, perché quelle stanno messe parecchio male, quindi le prossime manutenzioni saranno queste”.



















