“In un contesto sempre più competitivo tra territori, in cui le città sono chiamate a interpretare un ruolo attivo nel promuovere qualità della vita, attrattività, sostenibilità e cultura, Albano Laziale appare oggi priva di un progetto coerente per il proprio futuro. Questa è la preoccupazione che raccogliamo ogni giorno tra cittadini, esercenti, famiglie, associazioni: un senso diffuso di rallentamento, di occasioni non colte, di mancanza di direzione.
La città dispone di un patrimonio urbano e culturale di valore straordinario, che andrebbe gestito e valorizzato in modo sistemico, e non in modo episodico o frammentato. Basti pensare a Villa Doria, alle ville comunali, al centro storico, al circuito archeologico di cui l’anfiteatro romano è parte centrale: tutte risorse che, in assenza di una strategia di rilancio, rischiano di restare sottoutilizzate. Il loro stato di manutenzione, in molti casi, non è adeguato al valore che rappresentano per la comunità e per la storia della città.
Negli ultimi anni, anche in presenza di strumenti e opportunità straordinarie – come i finanziamenti europei del PNRR – non si è riusciti a impostare una visione d’insieme capace di tenere insieme qualità urbana, fruibilità degli spazi pubblici, mobilità, cultura e sviluppo locale. Il risultato è che la città non ha oggi un’identità riconoscibile in termini di proposta turistica, economica e culturale.
In particolare, il centro storico – che dovrebbe essere il cuore pulsante della vita cittadina – rischia di trasformarsi in una zona di passaggio, poco vissuta e poco curata, con ricadute evidenti anche per il tessuto commerciale. La mancanza di iniziative, eventi culturali e spazi attivi di aggregazione limita le possibilità di rilancio. Il commercio di prossimità, che rappresenta un presidio economico ma anche sociale, ne risente in modo crescente.
A questo si aggiunge una mancanza di programmazione territoriale sul medio-lungo periodo, che impedisce alla città di valorizzare appieno le sue funzioni culturali, ambientali e produttive. Un esempio su tutti è quello della mobilità urbana: la ciclabile finanziata con fondi PNRR, pur rappresentando un passo nella direzione giusta, è stata realizzata senza un piano integrato sulla sicurezza e sulla connessione con altri tracciati o servizi. In questo modo, si rischia di vanificare il potenziale di interventi che, in altre città, hanno contribuito ad aumentare la qualità urbana e la fruibilità degli spazi.
Anche il settore turistico richiederebbe una riflessione più profonda: la vicinanza a Roma, la presenza di luoghi di rilievo religioso e storico, la bellezza del paesaggio potrebbero fare di Albano un nodo importante del turismo culturale dei Castelli Romani. Tuttavia, manca una regia promozionale, un coordinamento degli operatori, un calendario di eventi continuativo e un sistema informativo moderno rivolto ai visitatori. Perfino momenti di rilevanza internazionale – come la presenza del Papa a Castel Gandolfo – non sono stati accompagnati da proposte coordinate che potessero generare ricadute durature sul nostro territorio.
In questo quadro, è evidente che la città ha bisogno di un cambio di passo. Ma questo cambiamento non si ottiene con piccoli interventi isolati o con iniziative estemporanee. Serve un piano di rilancio strutturato e credibile, in grado di mettere insieme competenze, risorse e una visione condivisa del futuro di Albano. Un piano che guardi alla manutenzione e al decoro, certo, ma anche alla vivibilità, all’economia locale, alla formazione, alla sostenibilità e all’inclusione.
Noi Moderati crediamo che oggi sia il momento di proporre una nuova agenda per Albano, che rimetta al centro la cura del territorio, la qualità della vita, il valore delle relazioni sociali e la capacità di fare sistema tra le tante energie presenti nella città. Un’agenda che non parta solo da ciò che non ha funzionato, ma che costruisca un progetto credibile, aperto alla partecipazione e capace di generare fiducia.
In questo spirito, continueremo a confrontarci con cittadini e realtà del territorio, raccogliendo proposte, evidenziando criticità ma soprattutto costruendo risposte. Albano può tornare a essere una città viva, attrattiva, rispettosa della sua storia e proiettata verso il domani. Serve solo il coraggio di imboccare un’altra strada”. Lo rendono noto Monderna e Colasanti di Noi Moderati – Albano Laziale




















