Una mostra virtuale sull’artista di Livorno, tanto sfortunato in vita, quanto acclamato post mortem. Oggi, sono sue le opere più copiate dai falsari
Modigliani, on line le “stanze” con capolavori e memorabilia
Nella speranza che questo sia solo il primo modulo della mostra virtuale dedicata all’artista di Livorno, è fruibile on line, gratuitamente, “Nel segno di Modigliani”, all’indirizzo: www.nelsegnodimodigliani.it. Sul sito: www.istitutoamedeomodigliani.it.
Per celebrare il genio dell’allievo di Fattori nel centenario della scomparsa, Luciano Renzi, presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani, ha parlato di una virtual exhibition da ammirare soprattutto perché, in un momento come questo: “Non si può rinunciare all’arte, anche se musei, cinema e teatri sono chiusi. Perché è questa la vera essenza del nostro Paese”. Un’Italia che Modigliani rappresentava assai bene, visto che, in un momento in cui pittura e scultura si contorcevano e destrutturavano, lui tornava alle origini, riprendendo la lezione dei grandi maestri, dipingendo volti e persone (spesso sì, nude). Questo, senza avere troppa fortuna.
“Presentare al pubblico un tale progetto espositivo significa pure introdurlo in una grande operazione che ha richiesto parecchi mesi di preparazione, mesi di ricerche e di tanto impegno – ha spiegato Renzi -. Questa mostra è visibile gratis in tutto il mondo, con narrazioni in italiano e in inglese, con l’auspicio di poter aggiungere, via via, altri idiomi, come il cinese e lo spagnolo”.
Gli eventi in digitale non sostituiscono quelli dal vivo (non potrebbero!), ma è vero pure che questa nuova modalità di fruizione ha i suoi vantaggi: riunisce in un solo luogo un numero notevole di capolavori; consente collegamenti ipertestuali con approfondimenti su tanti aspetti e, soprattutto, hanno – avrebbero – lo scopo di “gettare un ponte verso i più giovani”, come ha sottolineato Roberto Pantè, direttore creativo della mostra: “Un modo per avvicinarli attraverso i mezzi che conoscono meglio. Le tecnologie, infatti, devono servire anche per far capire ai ragazzi che l’arte, il bello, non sono cose noiose ma espedienti imprescindibili per migliorare la loro vita”.
Da un punto di vista tecnico, si tratta di un percorso esperienziale unico, con voci narranti che accompagnano il cybervisitatore: sono queste il file rouge che cuce l’esperienza immersiva, figlia della ricerca filologica alla base di tutto. Ogni oggetto (e le foto dei circa 60 quadri ad altissima risoluzione: l’Istituto ha potuto fotografarli direttamente dai capolavori nei musei) si può investigare, perché il tour, organizzato stanza per stanza, contempla anche “oggetti parlanti”, su cui si può cliccare e che rimandano a link ipertestuali. Un’esperienza virtuale, dunque, che ognuno può fare in maniera autonoma, dando un peso personale agli spunti da approfondire, disseminati lungo il cammino al pc.
Attraverso il sito, s’entrerà nella casa-atelier di Modigliani: qui, la sua vita non solo artistica, con diversi aneddoti; la stanza dei ricordi e una “sala cinema”, appena prima di uscire.
Con tal genere di operazione, si cerca anche di scardinare lo stereotipo della fruizione esclusiva di pittura e scultura da parte di signore attempate o anziani critici, soffiando aria fresca su mostre che, seppure non live, sono uno sforzo culturale e economico notevole.
“Nel segno di Modigliani” è l’omaggio da parte dell’omonima associazione per celebrare il centenario del maestro: un prodotto realizzato durante il lockdown, in fieri visto che si arricchirà di altri materiali.
Soprattutto, perché: “Raccontare Modigliani e il suo tempo è come leggere un grande romanzo di formazione”, come ha spiegato Angelo Longoni, che un paio di anni fa ha curato la regia di una pièce con l’attore Marco Bocci nei panni del pittore livornese.




















