Valentino Rossi da qualche minuto ha chiuso la sua carriera nel mondo del motomondiale.

I ricordi vanno a piu di 25 anni fa alla sua prima gara in cui arrivò quarto: quella gara la vidi e ricordo questo vero e proprio bambino alto, dinoccolato, assolutamente in evidenti difficoltà su una 125 che era troppo piccola per lui.
All’inizio il problema di Valentino era la partenza, faceva fatica a partire bene, ma era l’occasione per vederlo rimontare da dietro.
Gara dopo gara.
Sono arrivate i risultati, le vittorie, i titoli e soprattutto Valentino Rossi è diventato un icona pop e mito vivente di se stesso.
Un mito disincantato esempio fuori e dentro il mondo delle piste, capace di vincere 9 titoli e in tutte le classi del Motomondiale.
E’ stato semplicemente il miglior pilota della storia del Motociclismo, non si offenda il mito vivente Giacomo Agostini o Nieto o altri grandi piloti.
E’ stato tutto, istrione, eroe, reietto, vincente e perdente.
Ha iniziato in Aprilia, ha avuto rapporti burrascosi con l’Honda, ha trovato la sua casa in Yamaha, non ha trovato il feeling con la Ducati per un binomio che tutti noi tifosi sognavamo che si coronasse con il titolo iridato.
Forse gli manca quel decimo titolo rubato da Marquez e dalla Dorna, probabilmente, forse, la Formula 1 e la Ferrari che era ed è sempre stato e sarà il suo sogno.
Amante anche delle 4 ruote ha avuto esperienze rally e soprattutto lascia la sua Academy, con cui sta ricostruendo un movimento motociclistico italiano che qualche anno fa sembrava in crisi profonda.
Grazie Vale!



















