
“E’ stato un successo – dichiarano i dirigenti del Partito Comunista d’Italia di Albano Laziale – l’iniziativa comunista che, a pochi mesi dall’appuntamento elettorale amministrativo, ha voluto testare se la città di Albano e soprattutto i cittadini, avevano ed hanno la stessa sintonia politica che fa dire ai comunisti che “qui c’è bisogno di un ruolo dei comunisti uniti. Qui c’è bisogno della sinistra unita. Qui c’è bisogno di fare argine contro una pessima destra. Qui si può stringere una forte alleanza, continuando un percorso politico e amministrativo già in atto, per governare con un centrosinistra ampio il Comune”. Giovannino Sanna, segretario dei Castelli PCdI, ha ricordato che “entro l’anno, la proposta di dare un unico Partito Comunista alle varie organizzazioni comuniste e ai singoli comunisti che sono restati chiusi da anni in casa, sarà cosa concreta. Auspichiamo che siano in molti a fare questa scelta”. Antonio Sbordoni, di Rifondazione Comunista di Albano ha sottolineato “l’importanza di aver svolto nel territorio, nell’arco della consiliatura al termine, un grande ruolo critico che non ha fatto mai smarrire la barra per ottenere risultati concreti: come per il Piano Antenne, come per la vicenda della discarica in cui abbiamo ottenuto che la Regione sia capofila della conferenza di servizi, così come per il taglio sociale che ha caratterizzato il lavoro della Giunta col grande contributo di Alessandra Zeppieri e di Salvatore Tedone”. Maurizio Aversa, responsabile PCdI Albano, ha sottolineato “il ruolo e il volto e la caratteristica principale che assumerà il Partito Comunista d’Italia: cioè quello di essere un partito operaio. Anche se in senso nuovo. Cioè con tante cellule, formate anche da soli tre iscritti, che nelle differenti e nuove realtà produttive (tutti i lavori di produzione polverizzati come lo sono oggi) saranno l’ossatura del nuovo partito dei lavoratori. Con attivisti, dirigenti locali e nazionali che provengono dal mondo della produzione.”. Da parte sua, il Sindaco di Albano Nicola Marini, nell’occasione, non si è limitato ad un saluto di circostanza ma ha dato un contributo: “dal punto di vista del lavoro politico ed amministrativo svolto insieme agli eletti comunisti, il giudizio è ampiamente positivo. Così come il rapporto politico basato sulla attuazione del programma. Gli stessi indirizzi, sono stati fondamentali per tenere la direzione di questo centrosinistra proprio a favore degli ultimi e difendendo i 400 posti di lavoro che sono all’interno delle controllate dal Comune”. Il giornalista palestinese, Bassam Saleh, ha tracciato la visione internazionalista del ruolo del Partito Comunista d’Italia, di cui egli stesso è promotore e firmatario dell’appello iniziale: “La necessità dell’unità comunista è nelle cose. La necessità di rapportarsi, dialogare, difendere i diritti dei cittadini è la stessa necessità che ci deriva dalla costatazione che né il Governo, né i parlamentari né i partiti liberistici sono credibili. Quindi occorre ridare al popolo, alle persone comuni, un punto di riferimento. Anche di opposizione, se non si governerà, ma serio e credibile. Questo lo possono fare solo i comunisti uniti.”. Un saluto e valutazioni politiche e amministrative sono venute anche da Vincenzo Rovere, esponente della Lista Riformista: “Spero che questa forte volontà unitaria dei comunisti abbia successo, proprio per dare respiro e continuità alla unità della sinistra e alla forte unità politica e amministrativa che il centrosinistra, con luci ed ombre ha messo in campo fino ad ora. Qualche errore lo abbiamo compiuto, siamo uomini che esercitando e non stando immobili, possono sbagliare. L’importante è che tra noi, e nel rapporto trasparente coi cittadini, non facciamo finta di nulla. Facciamo tesoro degli errori e modifichiamo i comportamenti. Ciò che alla fine conta è il rispetto reciproco delle idee e delle persone. La qualità del rapporto paritario che deve mettere tutti sullo stesso piano anche se in ruoli differenti. Dobbiamo con immediatezza distendere la nostra attività di comunicazione con tutti i cittadini”. Alessio Colini, segretario dell’Unione Comunale PD ha espresso grande apprezzamento per la riuscita della partecipata iniziativa e ha elogiato “i contributi che la presenza comunista ha dato alla passata coalizione in senso politico e alla Giunta in senso amministrativo. Tutto l’indirizzo della guida impressa dal Sindaco Marini, ha seguito, anche se non esclusivamente, proprio la massima attenzione ai temi sociali, ed è una scommessa che fin qui abbiamo vinto insieme. Per quanto attiene la vicenda di chi ha scelto altre cose pochi giorni fa, voglio dire qui perché è la prima occasione pubblica in cui posso commentare una domanda rivoltami da un giornale, e dare un monito. Se fosse vera la ricostruzione giornalistica che chi si è allontanato è tentato da elementi della destra nostrana e regionale, è chiaro che il significato sarebbe uno solo: questa coalizione fa paura alla destra e ad altri e si cerca quindi di minare la nostra unità. Noi non ci caschiamo. Non accettiamo provocazioni e toni alti. Noi continuiamo col nostro lavoro di costruire coi cittadini un rapporto sano per dare nuovo impulso a questa che è stata una amministrazione seria che ha rimesso i conti a posto – disastrati da giunte di destra – e che ora è pronta a dare miglioramento alla qualità della vita della città”. Infine, il prezioso contributo di Antonio Pisa, uno dei pionieri comunisti che nell’area dei Castelli romani hanno condiviso e pensato alla soluzione di ricostruire il Partito Comunista:”Sono un ex dirigente di Rifondazione. Con tanti altri compagni e compagne abbiamo deciso che la stagione che dovremo preparare è quella di un unico forte Partito Comunista. Senza più tante sigle che si intrecciano su medesimi temi e che non riescono però a fare dell’unità un punto di forza. Anche io sono stato amministratore, capisco ciò che state facendo. E’ importante che le divisioni a livello nazionale non siano punto di pregiudizio per fare un buon lavoro qui. E’ importante che i numerosissimi cittadini ed elettori che hanno votato comunista, che hanno votato a sinistra nelle precedenti consultazioni, possano nuovamente avere come riferimento i comunisti uniti, la sinistra unita, la coalizione di centrosinistra forte della condivisione del programma e della lealtà che vi unisce nella diversità”.
















