Nato a Roma il Museo dell’Arte Salvata

Nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, a Roma, taglio del nastro di un sito che ospiterà, a rotazione, reperti sempre nuovi

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Nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, a Roma, taglio del nastro di un sito che ospiterà, a rotazione, reperti sempre nuovi. Il ministro Franceschini: “Inauguriamo uno spazio per le nostre opere recuperate in giro per il mondo”
 

Sono soprattutto anfore con soggetti erotici, vasi con narrazioni mitologiche, teste votive e doni di nozze, i tesori ritrovati e “riportati a casa” dai carabinieri: tutti pezzi degnissimi, non fosse altro perché spesso protagonisti di rocambolesche storie di recupero.
Il nuovo Museo dell’Arte Salvata, voluto dal Ministero della Cultura e dal Comando dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (CCTPC), è stato inaugurato nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, a Roma: uno spazio monumentale (noto come “Il Planetario”) che, oltretutto, con questa iniziativa si spera di rilanciare.
Una struttura colossale, corredata da un allestimento di design che accoglierà stabilmente le “collezioni di rarità”, per raccontare il salvataggio dell’Arte nelle sue diverse forme.
Una “cosa utile e necessaria”, come ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Un Museo che vuole ricordare che l’arte va protetta, dall’incuria del tempo sì, ma anche dai traffici illeciti e dall’oblio.
Attualmente, e fino al 15 ottobre 2022, si potranno ammirare circa 100 opere perse e riavute, rientrate dagli States, tutte provenienti principalmente dall’Italia centromeridionale, d’epoca preromana.
“Un’idea davvero emozionante”, ha osservato Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei MIBAC. Quello dell’Arte Salvata sarà un luogo permanente con una collezione che ruota: qui, infatti, transiteranno le opere via via recuperate, prima di essere restituite ai musei di appartenenza. “Con il Comune di Roma stiamo anche pensando di collegarlo alle Terme di Diocleziano, per avere una sorta di ‘Isola della cultura’ vicino alla stazione Termini, posto dove, come si sa, passano milioni di persone ogni giorno”, ha spiegato il Ministro Franceschini.
Manufatti rinvenuti tra le macerie, o in seguito a calamità naturali e conflitti o dai grandi restauri. L’allestimento stesso del nuovo Museo (composto da teche modulabili) lo renderà uno spazio espositivo ideale, conformato alle necessità del momento, per accogliere sempre nuovi tesori, visto che le fruttuose indagini e ripristini permetteranno facilmente il turnover…
E se è vero che il patrimonio culturale di un Paese è l’espressione dell’identità del suo popolo, della sua memoria e dei suoi valori, è vero pure che tutelare e valorizzare queste ricchezze è sia un dovere istituzionale che un impegno morale. “Proteggere questi tesori la missione che ci è stata affidata: una difesa necessaria ora come nel lontano 1969”, ha detto con orgoglio il Generale di Brigata Roberto Riccardi, Comandante Carabinieri TPC.
In termini economici, ammontano a più di tre milioni di euro i beni riguadagnati, e quanto ora esposto è solo una parte del ‘bottino’: in esso, tra l’altro, menzione speciale per la grande giara chiusa da un coperchio dipinta 2600 anni fa con la scena dell’accecamento di Polifemo da parte di Ulisse e compagni dall’Odissea di Omero. Dopo, i capolavori saranno collocati tra il Museo Archeologico nazionale di Taranto, il Museo nazionale Archeologico di Cerveteri e Tarquinia e il Museo nazionale Romano.
Aperto al pubblico dal martedì alla domenica (ore 11-18), il Museo dell’Arte Salvata sarà ad accesso gratuito per i possessori del biglietto delle Terme di Diocleziano o di quello combinato per tutte le sedi.
Info: https://museonazionaleromano.beniculturali.it/