Pagamenti cashless internazionali: le città del sud restano indietro

L'analisi dell'Osservatorio Turismo Cashless

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Nell’attuale panorama dei pagamenti, il denaro contante sta gradualmente cedendo il passo a soluzioni digitali e cashless, una tendenza che emerge con evidenza dall’analisi dei dati relativi alle transazioni digitali effettuate anche nel nostro Paese. Il trend, trainato da tecnologie sempre più avanzate ed efficienti, prosegue velocemente un po’ ovunque, tuttavia, un’analisi dell’Osservatorio Turismo Cashless 2023 di SumUp rivela che le città del Sud rimangono ancora indietro rispetto al resto del paese in questo cambiamento di paradigma.

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Il rapido aumento dei pagamenti digitali

Secondo l’Osservatorio Turismo Cashless 2023 di SumUp, l’Italia ha sperimentato un aumento significativo dei pagamenti digitali da parte dei turisti internazionali nell’ultimo anno. Durante la primavera del 2023, circa il 26,3% dei pagamenti digitali sono stati effettuati utilizzando carte internazionali, segnando un incremento del 32,5% rispetto allo stesso periodo del 2022.

La classifica dei turisti più inclini ai pagamenti cashless e contactless vede gli statunitensi al primo posto, con il 24,2% delle transazioni internazionali. Seguono i turisti britannici (14,6%) e irlandesi (12,1%), ma anche spagnoli e svizzeri sono in forte crescita, contribuendo rispettivamente con il 6,8% delle transazioni cashless.

La possibilità di pagare senza contanti sembra dunque essere sempre più apprezzata anche nelle attività commerciali fisiche, in virtù dei numerosi vantaggi che questi strumenti oggi riescono a garantire ai consumatori. In questi anni, d’altronde, si è visto soprattutto sul web un netto incremento di carte ed e-wallet per l’acquisto di prodotti fisici e servizi digitali, non soltanto per una questione di praticità ma anche per ragioni di sicurezza: questi metodi di pagamento, infatti, sono oggi coperti da sistemi di crittografia avanzata che li rendono una soluzione ottimale in molti ambiti, incluso per esempio quello dell’intrattenimento e del gioco online, dove le società che si occupano di gaming e casino sono state tra le prime a stringere solide partnership con i maggiori operatori finanziari per consentire l’uso di slot di tipo Megaways e altri svaghi protetto sotto ogni punto di vista.

Dove prevale l’uso del cashless

Stando a quanto riportato nell’indagine sopra citata, a fronte di un generalizzato aumento nell’uso dei metodi di pagamento cashless, il gap tra nord e sud resta ancora piuttosto elevato. Le città italiane del Nord e Centro mostrano infatti la più alta percentuale di transazioni digitali provenienti da carte internazionali. Venezia è in cima alla lista con un impressionante 45,1%, seguita da Firenze (44,7%) e Siena (44,4%). Altre località, come Bolzano (43,7%), Imperia (40,5%), Como (40,4%), Verbano-Cusio-Ossola (40,3%), La Spezia (39,8%) e Aosta (36,1%), dimostrano però anch’esse una netta tendenza all’abbandono dei contanti.

Il Centro Italia, con Roma (35,7%), si posiziona più in basso nella classifica, ma è comunque sopra la media nazionale, tuttavia, è nel Sud Italia che si registra un ritardo più significativo nella transizione verso il cashless. Città come Crotone (12,6%), Caltanissetta (12,9%), Avellino (13,2%) e Catanzaro (13,7%) occupano infatti le ultime posizioni nella classifica delle transazioni digitali.

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Il sud resta indietro, ma cresce rapidamente

Se le città del Sud sono evidentemente in ritardo nell’adozione del cashless, emergono tuttavia segnali positivi che fanno ben sperare per un rapido recupero rispetto al resto del Paese. Il meridione, infatti, pur registrando dati in valore assoluto ancora bassi, sta facendo segnare una crescita significativa nei pagamenti digitali. Proprio Crotone, con un +76,5%, e Isernia (+73,1%) sono le città che mostrano la più alta crescita delle transazioni cashless, il che suggerisce che la tendenza si sta diffondendo anche in queste regioni.

Dal punto di vista dell’uso dei pagamenti cashless nei diversi settori economici, la maggiore crescita si registra nella ristorazione, con un aumento del +50,8%, seguito da fast food (+40,4%) e caffè e ristoranti (+37,4%). I turisti internazionali contribuiscono notevolmente a questo trend, con il 54,7% delle transazioni che riguardano gli hotel e il 54,5% che coinvolge i taxi. Il settore dell’ospitalità, inoltre, è presente anche in quarta e quinta posizione con bar e club (29,3%) e caffè e ristoranti (29%).

In sintesi, sebbene l’Italia stia abbracciando sempre di più i pagamenti cashless, c’è una disparità regionale evidente e, mentre il Nord e il Centro del paese si stanno adeguando rapidamente, il Sud sta cercando di colmare il divario. Con la crescita dei pagamenti digitali e l’innovazione continua nei servizi finanziari, il futuro dell’Italia sarà indubbiamente sempre più senza contanti.