
POLITICA – Dopo i risultati delle elezioni europee ed amministrative Meta ha chiesto al coordinatore provinciale di Forza Italia Adriano Palozzi di tracciare un bilancio dei risultati del suo partito e del centrodestra in generale.
Quale bilancio tracciare dopo l’esito delle elezioni europee ed amministrative per Forza Italia in generale ed in particolare sul territorio della Provincia?
“A livello nazionale il calo registrato dal partito è piuttosto evidente, c’è poco da dire. Stiamo attraversando una fase delicata e credo che si debba avere l’umiltà di sedersi intorno a un tavolo e analizzare con schiettezza le ragioni della debacle: una riflessione profonda, da condividere con tutte le forze del centrodestra. Il bilancio è sicuramente più positivo in provincia, in particolare ai Castelli, dove Forza Italia ha conquistato una vittoria straordinaria al primo turno, Marino, e due ballottaggi pesanti, Ciampino e Grottaferrata”
Ai Castelli Romani in particolare si votava per il rinnovo di alcune importanti amministrazioni locali, è soddisfatto dei risultati ottenuti in attesa dei ballottaggi?
“Frascati a parte, dove il centrodestra è mancato in coesione e unità, sono abbastanza soddisfatto. Come le dicevo, in quel di Marino – dove sono stato primo cittadino per otto anni – abbiamo vinto a spasso con oltre il 54% delle preferenze, strapazzando per l’ennesima volta un centrosinistra litigioso e inesistente. A Ciampino, da sempre roccaforte di centrosinistra, abbiamo conquistato uno storico secondo turno con il socialista Testa. La decisione di appoggiarlo è stata una scelta mirata e ragionata, basata su un ambizioso progetto comune di città. Diciamo un laboratorio aperto a tutte le forze moderate, partiti e liste civiche, e fuori da ideologie futili e precostituite. Anche a Grottaferrata siamo al ballottaggio al fianco di Fontana, uomo dalle straordinarie doti politiche pronto a governare un Comune falcidiato da un centrosinistra, le cui divisioni interne hanno portato impietosamente ad un doloroso commissariamento”.
Forza Italia per stessa ammissione dei suoi vertici nazionali ha ottenuto un risultato non soddisfacente, in particolare nella Regione Lazio sembrano ancor più forti le difficoltà per tutto il centrodestra ma per FI in particolare: quali le cause di questo arretramento secondo lei?
“A mio avviso le cause sono molteplici e le risultanze europee sono solo la punta dell’iceberg del problema. Certamente l’accanimento giudiziario nei confronti del presidente Berlusconi non ha giovato mediaticamente al nostro partito. Quello che ha fatto più male sia da un punto di vista umano che politico, è poi l’inutile spaccatura voluta dal voltagabbana e ingrato Alfano, che con la sua nuova creatura, Ncd, ha avuto lo sfacciato coraggio di entrare in maggioranza di governo. Disorientando così parte del nostro elettorato, che si è ritrovato davanti un partito di “centrodestra sinistra”. Di questo contesto ne hanno approfittato Renzi e Grillo, la cui politica urlata, però, ha fatto cilecca proprio alle europee. Chiaramente anche in Forza Italia bisogna fare mea culpa per non esser riusciti a intercettare completamente il disagio dei cittadini.
Cosa deve fare ora FI?
“Deve rinnovarsi nello spirito e negli uomini. Basta con le solite facce”.
Quali, se ci sono, i prossimi passi che da coordinatore provinciale porrà in essere per invertire la tendenza?
“Il lavoro da fare è tanto ma sono già parecchi mesi, ben prima della mia nomina a coordinatore provinciale, che ci stiamo impegnando per la creazione di una rete unita, coesa e forte di uomini e donne, pronti a rilanciare con umiltà e dedizione il partito sul territorio. Stiamo facendo del dialogo e del rinnovamento i principi ispiratori della nostra azione politica nella consapevolezza che solo consolidando il legame con la gente e ripartendo dal basso, sarà possibile la rinascita di Fi. Si tratta di una operazione che richiede tempo, pazienza e coraggio. E va al di là delle contingenti risultanze elettorali”.


















