Partito Comunista Albano contro il progetto del nuovo Centro Commerciale a Fontana di Papa

Il Partito Comunista annuncia una denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale. Latium Vetus annuncia una denuncia penale per falso in atto pubblico

0
89

“ALBANO – IL PROGETTO BORELLI & LEGA DI NUOVO CENTRO COMMERCIALE A FONTANA DI PAPA

DECINE DI OPPOSIZIONI DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI E DEL PARTITO COMUNISTA

L’AREA È A RISCHIO INONDAZIONE

IL PARTITO COMUNISTA ANNUNCIA UNA DENUNCIA ALLA CORTE DEI CONTI PER DANNO ERARIALE

L’ASSOCIAZIONE LATIUM VETUS ANNUNCIA UNA DENUNCIA PENALE PER FALSO IN ATTO PUBBLICO

Il progetto dell’amministrazione Borelli & Lega di costruzione di un nuovo centro commerciale a Fontana di Papa scatena la ferma opposizione del Partito Comunista e del mondo delle associazioni di Albano e dei Castelli Romani.

La vicenda ha risvolti molto illuminanti.

La maggioranza di centro-sinistra del Comune di Albano Laziale, in pieno disprezzo delle regole della partecipazione (che vale solo per lo sport, ma non per il cemento), ha convocato di corsa la commissione edilizia e il consiglio comunale a metà luglio per approvare una variante al Piano Regolatore Generale che comporta la cementificazione di un’area classificata come “Paesaggio agrario di rilevante valore”, ad oggi coltivata a vigneto, nell’ennesimo gigantesco manufatto da destinare a centro commerciale, con le vigne tipiche dei Castelli Romani estirpate per far posto ad una marea di cemento e parcheggi.

Il Consiglio Comunale di Albano si caratterizza sempre per la sua lungimiranza: negli anni ’80 il 3° invaso della discarica di Albano è stato autorizzato su un’area a rischio frana, oggi il centro commerciale di Fontana di Papa è stata autorizzato su un’area a rischio alluvioni !!!!

Questa vicenda dimostra che la maggioranza di centro-sinistra ad Albano è stata costruita per rispondere a precisi accordi di cementificazione del territorio (già si vocifera di 6-9 nuovi Print Residenziali, altro che consumo “zero” del territorio!!!).

Va evidenziato che i consiglieri comunali che avevano chiesto il voto ai cittadini promettendo di impegnarsi per il “consumo zero del suolo” erano tutti misteriosamente assenti nella seduta della commissione e del Consiglio Comunale di metà luglio.

Inoltre, di fronte ai “mal di pancia” di alcuni consiglieri di maggioranza, il gruppo consiliare della Lega è andato subito in soccorso della maggioranza di centro-sinistra astenendosi.

Gli strani giochi di potere a Palazzo Savelli.

Le associazioni di Albano e dei Castelli Romani hanno prodotto le osservazioni e le opposizioni contro il progetto di cementificazione di Borelli & Lega, sostituendosi di fatto al ruolo istituzionale degli inconsistenti consiglieri comunali che avevano promesso un serio impegno per il “consumo zero del suolo”.

In particolare, l’Associazione Latium Vetus ha sottolineato che la delibera “è avvenuta in dispregio della normativa regionale L. R. 22/1997”, che limita i programmi integrati di intervento alle “zone agricole contigue ai perimetri urbani”. L’Assoziazione Latium Vetus ha evidenziato ai distratti consiglieri comunali che tutti i lati contigui alla particella n. 858 del fg. 28 del Comune di Albano Laziale risultano a destinazione agricola ed inoltre risultano essere non “contigui ai perimetri urbani”. L’Associazione Latium Vetus ha, infine, annunciato una denuncia penale per falso in atto pubblico nei confronti del responsabile del procedimento amministrativo, del dirigente firmatario della proposta di deliberazione e del parere di conformità tecnica e di tutti i Consiglieri comunali che hanno partecipato al voto della delibera.

Il Partito Comunista ha presentato le opposizioni contro la proposta di cementificazione di Borelli & Lega, anticipando la presentazione di una denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale nei confronti del comune di Albano Laziale.

—————————————–

Di seguito sono riportate le osservazioni di opposizione al progetto in oggetto predisposte dal Partito Comunista di Albano e consegnate via pec al Sindaco.

Osservazione n° 1 – La variante comporterà altro inaccettabile consumo del suolo sul nostro territorio

Il giorno 8 luglio 2021 la maggioranza di centrosinistra del Comune di Albano Laziale, grazie all’astensione di parte della minoranza e all’assenza ingiustificata di numerosi consiglieri comunali, ha approvato in Consiglio comunale il “Programma integrato proposto dalla società Alexander srl in località Cecchina per la realizzazione di una struttura commerciale”.

L’area oggetto dell’intervento è situata nel Comune di Albano Laziale nella località Fontana di Papa tra la strada regionale “Via Nettunense” e la strada provinciale “Via Campoleone”. Il lotto è costituito da un terreno avente superficie pari a 9.293 mq. Il soggetto privato proponente l’intervento in oggetto è la Società Alexander s.r.l. con sede legale ad Aprilia (LT), che ha acquistato il terreno sotto pandemia il 26/02/2020 (poco prima delle elezioni comunali di Albano).

L’intervento di variante riguarda la realizzazione di un gigantesco edificio commerciale, per una superficie coperta di 3.000 metri quadrati ed uno sviluppo di volumetria pari a 15.627 metri cubi.

L’edificio è costituito da un piano terra destinato prevalentemente ad attività commerciale e da un piano mezzanino destinato ad uffici.

Gli spazi esterni sono costituiti da un’area a parcheggio privato, da un’area privata destinata allo scarico e carico merci, da zone a verde privato, da un’area a parcheggio pubblico e da zone a verde pubblico.

Nel progetto è previsto che 2.309 metri quadrati di parcheggio e 284 metri quadrati di aree a verde saranno ceduti all’Amministrazione Comunale, così i cittadini dovranno pure pagare la corrente per l’illuminazione del parcheggio del centro commerciale e accollarsi la manutenzione del verde a servizio del centro commerciale.

Considerato lo scellerato consumo di suolo operato negli anni passati dalle amministrazioni comunali di Albano (vedi rapporti ISPRA), la variante proposta non è condivisibile in quanto comporterà altro consumo del suolo.

Lo scellerato consumo di suolo ha determinato negli anni gravissimi problemi di sensibilità ambientale con riferimento alle risorse idriche. Tale sensibilità è connessa anche alla presenza del vincolo di tutela dei laghi di Albano e Nemi (D.G.R. 445/09).

 

Osservazione n° 2 – La variante cancella un’altra area classificata come “Paesaggio di rilevante valore”

L’area oggetto della speculazione edilizia viene individuata addirittura come “Paesaggio agrario di rilevante valore”.

Ma cos’è un “Paesaggio di rilevante valore”?

  1. Il paesaggio di rilevante valore è costituito da porzioni di territorio caratterizzate dalla naturale vocazione agricola che conservano i caratteri propri del paesaggio agrario tradizionale.
  2. Si tratta di aree caratterizzate da produzione agricola, di grande estensione, profondità e omogeneità e che hanno rilevante valore paesistico per l’eccellenza dell’assetto percettivo, scenico e panoramico.
  3. In questo ambito paesaggistico sono comprese le aree in prevalenza caratterizzate da una produzione agricola tipica o specializzata e le aree di primaria importanza per la funzione agricolo produttiva anche in relazione dell’estensione dei terreni.
  4. La tutela è volta alla salvaguardia della continuità del paesaggio mediante il mantenimento di forme di uso agricolo del suolo.

Ad oggi il terreno risulta coltivato a vigneto.

Considerato lo scellerato consumo di suolo operato negli anni passati dalle amministrazioni comunali di Albano (vedi rapporti ISPRA), l’eliminazione di ulteriori aree classificate come “Paesaggio di rilevante valore” rischia di compromettere l’ambiente e il paesaggio originariovalori fondamentali tutelati dall’art. 9 della Costituzione stessacon danni incalcolabili all’immagine dei luoghi, al turismo e all’economia locale.

 

Osservazione n° 3 – Mancanza del parere della Sovrintendenza 

Si rileva che non risulta pervenuto il parere di competenza, ai sensi dell’art. 12, comma 2 del D.Lgs. 152/2006, di alcuni soggetti competenti in materia ambientale, tra cui, in particolare, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio.

 

Osservazione n° 4 – La variante impatterà pesantemente sulla rete commerciale e sui piccoli esercizi di prossimità

Questo nuovo centro commerciale impatterà pesantemente anche sulla rete commerciale dei comuni vicini (Ariccia, Genzano, Lanuvio).

La delibera manca dello studio di impatto dell’opera sulla rete commerciale di prossimità del comune di Albano Laziale.

La delibera non risulta essere stata condivisa con le amministrazioni comunali di Ariccia, Genzano e Lanuvio.

Sarebbe assolutamente opportuno creare una Unione di Comuni dei Castelli Romani per discutere e condividere tali scelte stategiche che hanno pesanti impatti sulla rete distributiva degli altri comuni, piuttosto che continuare a prendere decisioni così importanti in una specie di giungla anarchica guidata dagli interessi dei cementificatori.

La mancata pianificazione commerciale condivisa dei Comuni dei Castelli Romani comporta che sulla Via Nettunense, su un tratto di pochi chilometri da Pavona a via dei Piani di Santa Maria, sia già presente un numero estremamente elevato di strutture commerciali (13 strutture commerciali di rilevanti per dimensioni).

L’apertura di un ulteriore centro commerciale aumenterà la concorrenza tra loro per l’acquisizione di quote di mercato. Tale guerra commerciale avrà riflessi pesantissimi sulle condizioni dei lavoratori, costretti a turni ed orari sempre peggiori (aperture domenicali, notturne e in tutti i giorni di festa) e a meno diritti a causa del sempre maggiore ricorso alle cooperative esterne.

 

Osservazione n° 5 – Rischio inondazione

In base al P.A.I – deliberazione del Consiglio Regionale n. 17, del 04/ 04/ 2012 (BUR n.21 del 07/06/2012), l’area in questione ricade nelle aree sottoposte a tutela per pericolo d’inondazione con pericolo A1 secondo quanto previsto dall’art 7 comma2 della Norme tecniche di attuazione del Piano.

Non si capisce la completa scelleratezza dell’Ufficio tecnico e del Consiglio Comunale di Albano che in passato hanno autorizzato il 3° invaso della discarica di Roncigliano in un’area a rischio frana ed oggi autorizzano la costruzione di un centro commerciale in un’area a rischio inondazione.

Osservazione n° 6 – Il sopravalore derivante dal cambio di destinazione dell’area non è stato stimato, a danno dell’amministrazione comunale

Il progetto di Variante al PRG Vigente prevede la creazione di una nuova zona urbanistica destinata ad aree commerciali e servizi privati.

Il sopravalore derivante dal cambio di destinazione dell’area supera il milione di euro, ma il comune di Albano si accontenta dei metri espropriati per allargare lo svincolo stradale e di un’opera compensativa per soli 217.409,45 euro.

La legge italiana è molto chiara: all’ente locale spetta almeno la metà del sopravalore derivante dal cambio di destinazione d’uso del terreno.

Nei calcoli riportati nel programma dell’intervento manca “volutamente” ogni riferimento al sopravalore milionario del cambio di destinazione d’uso del terreno, che spinge il guadagno complessivo della vendita del centro commerciale a quasi 2 milioni di euro (secondo i calcoli stessi dell’ufficio tecnico del comune).

Per ridurre il valore delle opere compensative, il Comune di Albano si preoccupa inoltre di garantire alla società di costruzione un utile del 20% dei ricavi, dato assolutamente sovrastimato secondo tutte le statistiche di settore.

La verità è che il “regalo milionario” del cambio di destinazione d’uso del terreno comporta un incredibile incremento dell’utile per la società di costruzione e solo briciole per il Comune di Albano.

In merito al quest’ultima osservazione, il Partito Comunista anticipa che in mancanza di una completa revisione delle modalità di calcolo delle opere compensative a vantaggio del Comune, verrà presentata un’apposita e dettagliata denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale”. Lo rendono noto i Comunisti Castelli Romani

Print Friendly, PDF & Email