Per i Campi S.O.S.S. crescono gli apprezzamenti da genitori, insegnanti e dirigenti scolastici

Grande entusiasmo per i partecipanti che hanno concluso il ventinovesimo Campo scolastico S.O.S.S.

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Sono ormai molte le scuole che hanno richiesto agli organizzatori dei campi “Elettrosmog Free” di intervenire per fare finalmente una prevenzione efficace nei loro istituti, e ridurre al minimo le notizie che coinvolgono giovani studenti, che continuano purtroppo ad essere trasmesse ogni giorno nei telegiornali.

Uno dei responsabili del progetto, Riccardo, che avevamo già ascoltato all’inizio del campo, lo abbiamo sentito ancora per capire, a campo finito, cosa sta cambiando nelle nuove generazioni dei nativi digitali.

“Tutti gli insegnanti, maestri e Tutor che hanno partecipato a questo ultimo campo, che era in contemporanea con il Festival di Sanremo, hanno dichiarato senza mezzi termini che gli allievi partecipanti, in maggioranza del Liceo Landi di Velletri, sono stati perfetti, soprattutto la loro accoglienza verso gli allievi più fragili e quelli più piccoli (anche di 12 anni) è stata fantastica”.

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Anche il Liceo Classico Ugo Foscolo di Albano ha appena avviato la convenzione per l’Alternanza Scuola Lavoro con il progetto Soss, e la nuova preside del Liceo Scientifico Vailati di Genzano, con cui la convenzione è attiva da anni, è voluta passare di persona al campo per parlare direttamente con allievi, docenti e responsabili.

“Anche loro pensano che gli studenti siano eccezionali e che bisogna solo dare loro modo di esprimere quello che di buono hanno dentro. E’ anche il mio pensiero – sottolinea Riccardo – e quello di tutti i nostri responsabili, i giovani sono meravigliosi, hanno risorse impensabili, basta lasciare loro il modo di tirarle fuori senza paura di essere giudicati e derisi, di essere finalmente se stessi.

Per capire meglio, la prima sera di campo, spaesati e dopo una lunga escursione di oltre 10 km con gli amici di Arco di Diana, senza preavviso è stato chiesto loro chi era disponibile a portare cibo e vestiti ai senzatetto di Termini, affiancando altre associazioni. E’ stato necessario fare una piccola gara per scegliere chi portare a Roma. Tutto il razzismo e i luoghi comuni sull’area attorno alla sStazione Termini di Roma di cui tanto sentiamo parlare nelle cronache sono spariti, rimaneva solo la voglia di partecipare, che supera tutto, e quelli che sono andati avevano sorrisi, al ritorno, da togliere il fiato.

L’addestramento dei ragazzi Soss è addirittura superiore a quello militare di base, assomiglia molto alla preparazione dei volontari nelle aree difficili del mondo, abbiamo attinto molto dall’esperienza di missionari in India e Africa, o da amici come la Comunità di Sant’Egidio, e alcuni Aiuto Istruttori hanno già alle spalle più di 20 campi Soss, da quelli di primo livello, come questo, a quelli più impegnativi.

“La particolarità del nostro progetto è tutta qui, arrivati al campo i ragazzi lasciano tutto il superfluo (vestiti di moda, cellulari, comfort zone di casa e possibilità di spendere soldi) e gli viene dato quello che serve loro veramente, cioè la possibilità di mettersi in gioco in un contesto naturale e di vita semplice, dove prima di pranzare si ringrazia chi si è preso cura del cibo, (che alla loro età è una delle cose a cui tengono di più, è sempre impressionante vedere ragazzine di 16 anni riempirsi ridendo 3 o 4 volte il piatto e poi essere subito pronte alle attività notturne come se non avessero cenato, ma preparare il cibo da soli causa questo effetto).

Spesso a scuola, soprattutto nelle gite scolastiche molto costose, incollati al telefonino per condividere sui social lussi e altri confort, in camere di Hotel 4 stelle con ristorante annesso non possono fare altro che continuare a fingere di essere privilegiati, senza problemi e che non succederà mai nulla di imprevisto, ma questo molti ragazzi sanno benissimo che non è vero, il senso di paura e ansia che abbiamo visto tutti negli occhi di una turista solo perché è rimasta bloccata in aeroporto per due giorni per la guerra in Iran è lo stesso che si vede in ogni tragedia, dove molti ragazzi si bloccano o vanno in panico mentre aspettano “qualcuno da fuori” che intervenga e li aiuti”.

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I volontari della Protezione Civile e la Croce Rossa di Velletri, e tutti gli istruttori hanno spiegato proprio questo, hanno messo in condizione gli allievi di capire che lo stare fermi a guardare un episodio di violenza senza fare nulla, o filmare col telefonino un incendio molte volte non è la cosa migliore da fare, e campo dopo campo stanno formandosi gruppi di Aiuto Istruttori Soss che vogliono aiutare la loro scuola a migliorare nella sicurezza, soprattutto nel contrasto al bullismo e cyberbullismo, problema che le coinvolge tutte, statali e non.

“Per chi vuole informazioni siamo sempre a disposizione (393.9445951 – www.soss.it) ma penso sia importante almeno questa volta condividere alcune cose scritte dai professori e genitori a fine campo.

“Per il nostro Liceo è stato il primo campo SOSS e a conclusione dell’attività possiamo dire che sia stato un gran bel successo. I ragazzi si sono aperti all’esperienza con grande entusiasmo e alcuni di loro si sono detti pronti a continuare il percorso, mostrando genuino interesse per il mondo del volontariato, in particolare dopo gli incontri con Protezione Civile e Croce Rossa Italiana”. Ha dichiarato un docente.

Le attività del campo sono altamente inclusive e possono essere adattate per garantire la partecipazione di tutti. “Una delle nostre studentesse con disabilità si è messa in gioco ogni giorno nelle escursioni, nelle attività pratiche, nei giochi e anche aiutando in cucina. La sua presenza è stata una grande prova per se stessa ma anche uno stimolo per gli altri, che hanno saputo riconoscere in lei la stessa forza e le stesse fragilità, creando relazioni autentiche”. Sono le parole della Prof.ssa Tessa, insegnante di sostegno al seguito del campo.

Dello stesso tenore le parole dei genitori al ritorno dei figli:

“Ringrazio tutti, mia figlia mi ha raccontato ogni dettaglio. E’ stata un’esperienza bellissima, addirittura mi ha detto che voleva rimanere ancora altri giorni”

“Con anna siamo arrivati a casa allle 15:20,  abbiamo parcheggiato e siamo rimasti in macchina sino ad ora. Era un fiume di parole e di lacrime. Ho capito che e’ stata una esperienza forte, da cui ne esce sicuramente cambiata. Ringrazio tutti per l’opportunità, ma soprattutto i ragazzi, perché è accaduto ciò che speravo, ossia che avessero l’opportunità di riscoprirsi nel confronto con gli altri”.

“Stessa cosa mia figlia. Appena uscite dal campo non riusciva a distogliere lo sguardo da quel cancello. Una volta uscite ha iniziato a raccontarmi, senza prendere fiato, tutto ciò che ha vissuto in questi 5 giorni e infine sono fuoriuscite delle emozioni fortissime da parte sua. Sono veramente contentissima e fiera del lavoro svolto da tutti voi del campo S.O.S.S. Spero riusciremo a diffondere questo progetto a più scuole per trasformare i ragazzi di oggi in meglio”.

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