Sport, Cuccioletta (FdI) denuncia “Albalonga costretta a giocare a San Basilio”

Il Consigliere e Coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia individua le responsabilità dell'Amministrazione Comunale in merito al degrado del Pio XII

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Recentemente lo sport è stato inserito direttamente nella Costituzione Italiana, ma una vera e propria cultura sportiva, fondamento indispensabile per tradurre le parole in fatti concreti, fatica ad affermarsi nella politica, soprattutto quando si parla di enti locali.

La delega allo sport solitamente è confinata ai vari ed eventuali al momento della distribuzione degli assessorati, e questo determina inevitabilmente l’assenza di programmazione e di una visione seria delle azioni da intraprendere su questo campo, di importanza capitale non solo per lo sviluppo e la crescita personale, ma soprattutto per il suo valore sociale, educativo, di salute e benessere della persona.

La città di Albano purtroppo non fa eccezione, anzi in un quadro che fa passi avanti, anche se ancora troppo lentamente, vede le politiche dello sport all’ultimissimo posto tra le priorità della Giunta Borelli.

Come da copione, la delega allo sport è stata utilizzata come strumento di redistribuzione di potere, poiché al primo scricchiolio politico interno alla maggioranza ed al Pd è stata la prima a cambiare di mano, passando da Vincenzo Santoro al giovane Luca Galanti, senza però che si noti un cambio di passo concreto, sia per quanto riguarda la governance, sia sull’impiantistica, sia sul versante delle politiche per lo sport di base.

Ad alzare il velo su questi temi è il Consigliere e Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Roberto Cuccioletta, che solleva in particolare il problema della storica società calcistica albanense.

“Per la prima volta nella nostra storia, l’Albalonga sarà costretta a giocare lontano dal proprio Comune, a San Basilio. Non accadeva mai, eppure oggi succede per colpa di un’amministrazione che ha lasciato il Pio XII chiuso e abbandonato, incapace di eseguire gli adeguamenti normativi necessari”.

Senza una programmazione che interessa l’impiantistica sportiva infatti è impossibile progettare politiche capaci di mettere le società dilettantistiche del territorio in grado di programmare a medio e lungo termine le attività, costringendo le famiglie all’incertezza.

“Lo sport – continua Cuccioletta – ad Albano è stato dimenticato e i centri sportivi restano in uno stallo senza fine, mentre settembre è ormai alle porte. Il sindaco e la sua giunta continuano a ignorare ciò che per una comunità significa avere impianti sportivi vivi e funzionanti. Albano merita di più: lo sport è vita, identità e orgoglio, non un optional da sacrificare all’indifferenza politica”.

Uno dei simboli di questa inerzia è rappresentato anche dalla palestra “Collodi”, una struttura ai limiti dell’impraticabilità, che da anni versa in uno stato pietoso, dimenticata da chi avrebbe il dovere di garantire luoghi salubri e moderni a chi pratica sport, inclusi i disabili, che si vedono negare doppiamente il loro diritto a fare sport.