Street Art, il bacio al Trullo toglie il fiato

Ho incontrato Manuela Merlo "Uman", una delle artiste più rappresentative della rinascita dell'XI Municipio

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Artista poliedrica, con la capacità di trasmettere emozioni intense e, spesso, persino travolgenti. Stiamo parlando di Manuela Merlo, nota come “Uman” che, recentemente, ha firmato un nuovo murales sulla facciata di una delle abitazioni popolari del Trullo.

“Nel quartiere stanno prendendo forma le opere del progetto “The Street is Poetry” -ci spiega Gianluca Lanzi, Presidente dell’XI Municipio- che coinvolge un gruppo di grandi street artist. I temi al centro del progetto sono l’inclusione sociale, la condizione femminile, la bellezza dei luoghi che abitiamo e la sostenibilità ambientale. Un intervento di forte impatto visivo, ma soprattutto culturale e sociale, che impreziosisce il nostro Municipio e di cui siamo molto orgogliosi”. E la nuova opera di Uman si inserisce a pieno titolo in questo progetto.

Il Presidente Gianluca Lanzi e l’Assessore alla Cultura dell’XI Alberto Belloni

Un bacio gigantesco tra due donne bellissime e travolte dal sentimento. Almeno così appaiono a me che, da giorni, ogni giorno vado ad osservarle e a respirare quel sentimento. Uno slancio così squisito e potente da invadere tutto.

Ne ho parlato con l’autrice.

Manuela Merlo

Come nasce la tua passione per l’arte? Da piccola, da che ho ricordi, sono sempre stata con una matita in mano, disegnavo tutto quello che vedevo, invece di scrivere un diario, facevo dei fumetti di quello che mi accadeva, rappresentavo volti di tristezza, felicità o stupore secondo quello che provavo in quel momento, insomma, avevo l’esigenza di mettere su un foglio le mie emozioni, ecco, c’è sempre stata.

Perché la declini nella street art invece che in un’altra forma espressiva? In realtà la street art è solo una delle forme espressive che utilizzo, dipingo quadri ad olio su tela, uso i pastelli, amo ritrarre con grafite su carta, ma dipingo anche su vecchie tavole di legno o su skate usati, insomma, tutto per me è un supporto dove potermi esprimere, i muri sono immensi fogli bianchi e poterli dipingere è una grande soddisfazione oltre che un privilegio.

Ci racconti il tuo incontro coi Pittori anonimi del Trullo? Nel 2018, durante una passeggiata, ammirando le opere che già erano presenti, ho conosciuto Mario D’Amico dei Pittori Anonimi Trullo, è nata subito un’amicizia indissolubile ed una collaborazione, che ancora oggi dura e ci regala tante soddisfazioni.

Di che quartiere sei tu? Io sono nata e cresciuta a Torpignattara.

Perché hai scelto “Uman” come nome d’arte?Semplificando, amo i nomi corti e mi piaceva UMA poi ho notato che aggiungendo la N era l’anagramma di MANU, il nome con il quale mi hanno sempre chiamato tutti… e voilà!

Parliamo di quella meraviglia che è la tua ultima opera: il bacio. Rivisitazione moderna di quello di Klimt, a cos’altro ti sei ispirata? Come ti è venuta l’idea? C’è qualcosa di autobiografico? Te lo chiedo perché si sente il sentimento, toglie il fiato. Il tema sono le donne, in ogni forma e declinazione, il bacio è un’ode alla bellezza dell’amore universale, un ritratto delicato e potente che supera ogni confine, ogni pregiudizio e ogni norma sociale. È un gesto che sfida il tempo e l’intolleranza, che celebra la connessione profonda tra due anime, libere da ogni preconcetto, è un muro che non esclude nessuno ma include tutti, che non divide ma ha il coraggio di allargare gli orizzonti! O almeno questo è l’intento…L’omaggio a Klimt è un tributo all’arte come mezzo universale che arriva ai cuori di tutti. Ogni gesto di un’artista è autobiografico.

Quanto ci hai messo per realizzarlo? Ci sono voluti 5 giorni.

Qual è tua opera a cui sei più legata? Sono legata a tutte, ma ho un legame speciale col Trullo e alla prima che ho realizzato lì,

Chi sono stati i tuoi maestri? Sono ispirata da ogni cosa, dalla musica, dagli incontri che faccio, dall’arte del passato che vedo nelle gallerie e nei musei, dai miei viaggi, dalla natura, tutto mi ispira e da ogni esperienza imparo qualcosa.

Cosa sogni per la tua arte in futuro? Di continuare a dipingere ed emozionarmi sempre e spero che la mia arte regali emozione a chi la guarda.

“Cortili sparsi tra i vecchi palazzi di edilizia residenziale pubblica, una piazzetta, qualche negozio, gruppetti di persone che si conoscono da sempre e sempre si fermano a parlare, a volte a lungo sulle panchine, a volte su sedie portate da casa. Il quartiere Trullo a Roma è ancora così, un po’ anni ’50-’60, dove si sente parlare di calcio e di politica al bar, soffia ancora quell’aria popolare che altrove sembra in via di estinzione.

Ma è proprio qui, tra queste strade, che nasce la speranza, il cambiamento, la voglia di riscatto: dal basso, dalle persone che ci vivono. Questa voglia di non arrendersi mai ha preso le forme dell’arte e dei colori, dei pennelli.

Il quartiere proprio tra i propri abitanti ha saputo trovare le idee, la voglia e la forza, di dare vita a una forma di rigenerazione urbana originalissima.

Sono i Pittori Anonimi del Trullo l’anima dietro questa esplosione di colori. L’obiettivo che muove i loro pennelli è creare connessioni tra la gente, perché sappiamo tutti quanto sia anonima e solitaria a volte la vita nelle città. Tanto che spesso non ci si conosce nemmeno con chi abita nello stesso condominio, figuriamoci nel quartiere. I Pittori invece vogliono cambiare le vie dove vivono per renderle più belle per tutti, anche per chi è solo di passaggio e per dare un’alternativa al desiderio di fuggire altrove. Alle Istituzioni, il compito di incoraggiarli e di valorizzare il loro impegno” prendo in prestito le meravigliose parole di Cristiano Sollazzo, Presidente del Consiglio municipale, per restituire l’anima di un quartiere che cresce, si evolve, migliora, ci crede.

Ogni giorno.

Cristiano Sollazzo, Presidente del Consiglio municipale dell’XI