Urbanistica Castel Gandolfo, la presa di posizione di Marta Toti

"Le Liste civiche “Pesca” e “Castellani” hanno introdotto nel confronto pubblico sulla politica urbanistica della nostra città problematiche e criticità meritevoli di risposte concrete.

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Piazza della Libertà Castel Gandolfo
“Le Liste civiche “Pesca” e “Castellani” hanno introdotto nel confronto pubblico sulla politica urbanistica della nostra città problematiche e criticità meritevoli di risposte concrete.
L’assessore Bavaro ha deciso di scendere in campo e di giocare la partita, ma evidentemente, temendo l’avversario e non avendo argomentazioni valide, ha preferito buttare il pallone in tribuna.
Con ragionamenti astrusi cerca di convincersi o di convincere noi che il merito di avere dotato Castel Gandolfo di un Piano Regolatore Generale sia il suo, quando invece, come noto, sono state le precedenti amministrazioni ad aver pensato, ideato, programmato, progettato e infine adottato la Variante. L’odierno assessore ha avuto solo la “fortuna” di trovarsi al “posto giusto nel momento giusto”, avendo infatti preso posto in una tavola che altri avevano già completamente imbandito. E nonostante fosse già tutto “apparecchiato” è comunque riuscito a fare danni!
Per tornare ai suoi post su facebook ricordo all’assessore che negli anni dal 2000 al 2005 e dal 2008 al 2012 la Regione Lazio è stata governata dal centro destra.
Non voglio qui entrare nel merito del PRG (ci sarà molto tempo più avanti per farlo) ma voglio evidenziare il messaggio che con le sue parole ha mandato l’odierno vice sindaco ai cittadini ed a noi tutti, che a parer mio risulta essere di una gravità inaudita.
L’assessore Bavaro ha accusato l’ex sindaco di aver lasciato dormire nei cassetti della Regione l’approvazione del PRG, mentre lui e l’attuale sindaco ci sarebbero riusciti semplicemente tramite il proprio interessamento.
Delle due l’una: o l’assessore Bavaro mente sapendo di mentire oppure secondo l’attuale vice sindaco di Castel Gandolfo, la Regione Lazio a Giuda PD da circa 10 anni, nel definire l’iter dei PRG dei vari Paesi non terrebbe conto della data di trasmissione dell’atto (e dell’atto stesso), ma quanto, piuttosto, terrebbe conto del soggetto che va a “perorare” la causa. Dalle parole scritte dall’assessore Bavaro si evince, in sostanza, che la Regione Lazio non sarebbe imparziale e non darebbe uguali opportunità ai singoli Comuni, ma si farebbe trascinare nelle sue priorità di approvazione dall’appartenenza politica ovvero dalla corrente del PD di appartenenza dei singoli assessori, sindaci o amministratori.
Credo che quanto affermato sia di una gravità e di una pericolosità enorme che, se fosse vero, andrebbe contro a tutti i diritti costituzionalmente garantiti di parità ed uguaglianza (quelli che tanto piace sventolare alla sindaca)!
Si chiede che venga fatta chiarezza e per questo si provvederà ad inoltrare una interrogazione anche all’assessore all’urbanistica della Regione Lazio ed al Presidente della Regione Lazio.
Così come si chiederà di fare chiarezza sull’altrettanto ingiustificabile questione emersa sempre dal post dell’assessore Bavaro. Egli prosegue le proprie dichiarazioni sostenendo che il PRG sarebbe stato approvato dalla Regione Lazio prima di definire il PTPR (Piano Territoriale Paesistico Regionale); anche qui gli Enti preposti ci dovranno chiarire come sia stato possibile. Ci e gli domandiamo: Quanti altri Piani Regolatori dei comuni sono stati licenziati in carenza del PTPR? Come mai il PRG di Castel Gandolfo, che è stato approvato in assenza del PTPR, adesso è costretto ad essere adeguato entro due anni a quanto previsto dal nuovo PTPR? Perché la Regione ha concluso l’iter dell’approvazione in mancanza di un così fondamentale strumento Urbanistico? Caro assessore sono tante le spiegazioni che dovrete dare su questa vicenda, sul PEEP delle Mole e su altro ancora”. Lo dichiara Marta Toti
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