In un momento di profondo significato storico e spirituale per la città, l’Amministrazione Comunale di Velletri, su proposta del Sindaco, Ascanio Cascella, ha deliberato di ridenominare l’attuale via Metabo in “via Mariae”. La decisione, assunta con la Delibera di Giunta n. 289/2025, rappresenta uno dei gesti più simbolici e sentiti in vista della solenne proclamazione di Velletri a “Civitas Mariae”, che si terrà il prossimo 26 agosto.
La strada oggetto della delibera è l’arteria che conduce i cittadini e i pellegrini al cuore pulsante della fede veliterna: la Basilica Cattedrale di San Clemente, custode del venerato Santuario della Madonna delle Grazie, Protettrice della città. Il nuovo nome, “via Mariae”, dal latino “la via di Maria”, intende suggellare in modo tangibile e perpetuo il legame indissolubile tra Velletri e la Vergine Celeste. Non un semplice cambio toponomastico, ma l’iscrizione nella mappa cittadina di un percorso spirituale che la comunità ha intrapreso nei secoli e che ora trova il suo culmine.
“Questa non è una delibera come le altre, è un atto che nasce dal cuore e dalla storia della nostra gente”. – Ha commentato il Sindaco – “Intitolare a Maria la via che conduce alla nostra Cattedrale è un privilegio. In questo Anno Giubilare, mentre ci prepariamo a ricevere il titolo di ‘Civitas Mariae’, vogliamo lasciare un segno che parli alle generazioni future del nostro passato, della nostra identità e della nostra devozione. Via Mariae sarà il simbolo del cammino di ogni cittadino verso i valori fondanti della nostra comunità, un percorso di fede, cultura e speranza che da oggi si fa strada, letteralmente. È il nostro grazie alla Madonna e il nostro impegno a onorare questo legame per sempre.”
L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e religioso della città, voluto dall’Amministrazione in occasione dell’evento del 26 agosto.
27 Agosto 2025 – Proclamazione “Civitas Mariae” – 26 agosto 2025.
Discorso del Sindaco di Velletri, Ascanio Cascella.
“Eccellenza Reverendissima Mons. Stefano Russo,
onorati rappresentanti delle autorità civili, militari e dell’ordine pubblico, autorità religiose, appartenenti alle confraternite ed alle associazioni combattentistiche e d’arma,
distinti ospiti delle città gemellate che ci onorano con la loro presenza – mettendo a disposizione il vostro affetto e la vostra vicinanza in un momento tanto significativo per la nostra città –,
carissimi concittadini, è un grande onore – e una responsabilità commovente – porgere questo saluto in una giornata che scriverà una nuova e bella pagina nella storia di Velletri.
La proclamazione della nostra città come “Civitas Mariae” è molto più di un atto solenne: è un riconoscimento dell’anima civile, culturale e identitaria di Velletri.
Velletri oggi viene proclamata Civitas Mariae, perché nel suo DNA civico e culturale la devozione mariana non è un capitolo accessorio, ma una vera trama identitaria che, nei secoli, ha saldato istituzioni e popolo, momenti di prova e di festa, opere e gesti di carità. Sub tuum praesidium ha camminato la nostra comunità: non come formula, ma come stile di cittadinanza.
La nostra memoria comune torna al 26 agosto 1806, quando un violento terremoto scosse Velletri. Le cronache ricordano i crolli, ma anche – fatto singolare – l’assenza di vittime. Il Consiglio cittadino chiese di riconoscere Maria Madre della Divina Grazia come principale protettrice della città. Da quel voto nacque la Festa del Patrocinio ogni 26 agosto.
Oggi, 26 agosto 2025, in occasione del 219° anniversario del Patrocinio, la Sacra Immagine della Madonna delle Grazie entrerà nel Palazzo Comunale, sigillando ancora una volta il legame con la città.
“Un Paese senza memoria è un Paese senza futuro” scriveva Indro Montanelli.
Questa memoria, a Velletri, ha un volto: è il volto di Maria che unisce.
Tra i pilastri della devozione mariana rammentiamo come nel 1491 Velletri commissionò ad Antoniazzo Romano, una tavola della Madonna col Bambino, venerata come Madonna della Carità.
Oggi l’eredità della Carità ci domanda di trasformare il titolo di Civitas Mariae in politiche di prossimità.
Ubi caritas, ibi civitas.
La Madonna del Rosario, lega Velletri alla tradizione domenicana che ci conduce alla costanza della memoria ed alla forza dell’impegno quotidiano.
La Madonna del Carmine, con la sua giovane comunità parrocchiale, ma antichissima come cuore popolare, è la Madonna che abita la vita di tutti i giorni.
Nel circuito urbano le chiese mariane disegnano veri itinerari che invitano a leggere la città come mappa di significati e come vera e propria città-santuario, un “santuario diffuso” della Vergine nel tessuto urbano e rurale che ci invita a visitarlo e scoprirlo come unicum nel suo genere.
La memoria mariana è quindi un fatto di cultura civica che ha insegnato alla nostra città la grammatica dell’appartenenza, del rispetto e della solidarietà.
Oggi questo antico legame tra cittadinanza, fede e memoria storica torna vivo con la solenne proclamazione a “Civitas Mariae”.
Quest’anno giubilare ha visto Velletri protagonista in diverse iniziative, accogliendo oltre mille giovani, nell’ambito del Giubileo dei Giovani: un’esplosione di entusiasmo, impegno e speranza che ha rinnovato la nostra città e ne ha energizzato lo spirito comunitario.
Papa Francesco ricordava: “i giovani non sono il futuro, ma il presente dell’umanità”. E questa città, nel proclamarsi “Civitas Mariae”, consegna a ciascuno di loro – ma anche a noi tutti – un patto: custodire e trasmettere un senso di appartenenza, radicamento e vocazione comune.
Velletri non è oggi chiamata a “scegliere” tra credenti e non credenti, ma a raccogliere e valorizzare una memoria che appartiene a tutti. Nessuno può sentirsi escluso da un richiamo che affonda in una storia condivisa.
Sempre lIndro Montanelli osservava: “Un popolo senza memoria storica non ha identità, e senza identità non ha futuro.”
Questa lezione vale per tutti noi. Ed è particolarmente attuale nel momento in cui Velletri si offre come un modello: città santuario diffuso, patrimonio di arte, storia, fede, cultura. Una città che richiama, che attira, che racconta.
Oggi non celebriamo solo una devozione religiosa, celebriamo la città, con le sue radici, la sua storia, il suo volto pluralistico.
Questa proclamazione, quindi, non divide: unisce.
Perché afferma che ogni cittadino – qualunque sia la propria sensibilità – appartiene a un disegno comune. Velletri è casa di tutti, e “Civitas Mariae” rafforza questo senso storico e condiviso.
Non possiamo celebrare questa giornata senza guardarci intorno, in un mondo che vive ancora in tensione e conflitto. Le ferite delle guerre, la disperazione dei popoli martoriati ci chiamano a un impegno reale.
Come ha più volte ricordato il Presidente Sergio Mattarella: “La pace non è mai un bene acquisito, ma è un impegno da coltivare ogni giorno.” E sant’Agostino ci ha insegnato che “la pace è la tranquillità dell’ordine.” Velletri, proclamandosi Civitas Mariae, mostra anche una vocazione civile: la costruzione di una comunità pacifica, responsabile, solidale.
Carissimi concittadini, illustri ospiti e amici delle città gemellate,
la proclamazione di “Civitas Mariae” è un dono che custodiamo con orgoglio e un impegno che ci chiama a costruire il presente.
Velletri è chiamata ad essere comunità che dialoga, che accoglie, che custodisce il proprio passato per trasformarlo in forza per il futuro.
Maria – nelle tante sue immagini amate qui – resta il simbolo civile e spirituale di questa vocazione: non di divisione, ma di identità condivisa.
Cicerone ci ammoniva: “Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae.” Che la storia ci illumini, la memoria ci unisca, la vita ci renda cittadini attivi e responsabili.
Grazie a tutti”. Lo dichiara il sindaco di Velletri Ascanio Cascella.




















