Claudio Bossi racconta i misteri del Titanic

0
1157
copertina
Gli enigmi del Titanic
copertina
Gli enigmi del Titanic

La scorsa primavera, scrissi per Meta Magazine un articolo sulla storia di Roberto Urbini, un giovanissimo cameriere italiano, nonché mio parente, che perse la vita nel tragico affondamento del Titanic, correlato da un appello rivolto a tutti coloro che sarebbero stati in grado di fornirmi maggiori informazioni su Roberto. (Per chi si fosse perso l’articolo in questione, può sempre trovarlo al seguente link: http://www.metamagazine.it/la-storia-di-roberto-urbini-scomparso-nella-tragedia-del-titanic/).

Grazie a questa richiesta di aiuto ho avuto il piacere e l’onore di essere contattata da Claudio Bossi, uno dei massimi studiosi ed esperti della storia del Titanic che ha arricchito con nozioni e documenti la memoria dell’Urbini e ha saputo emozionarmi con il suo vasto sapere riguardo quest’affascinante ed incredibile storia.

A questo proposito non ho saputo resistere dall’intervistarlo in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro Gli Enigmi Del Titanic uscito in tutte le librerie nel mese di novembre 2016 ed assolutamente imperdibile.

CLAUDIO BOSSI

Scrittore e storico, da anni si occupa di ricostruire la vicenda del Titanic. Considerato tra i più qualificati esperti internazionali della storia del celebre transatlantico, è chiamato a collaborare con giornali e riviste, radio e televisioni. Sovente tiene conferenze durante le quali illustra e testimonia fatti e misfatti di quella notte fatidica, in cui gente comune e gentiluomini scrissero, con le loro azioni eroiche o meschine, una pagina indelebile di storia. Autore del prestigioso volume “Titanic” (Giunti/De Vecchi Editore – 2012), ha collaborato e scritto “Si salvi chi può!” di prossima pubblicazione per i tipi de Il Saggiatore; è curatore dell’omonimo sito internet www.titanicdiclaudiobossi.com.

A Claudio Bossi, nel 2015, è stato conferito il Premio Nazionale Cronache del Mistero.

Salve Claudio, lei è uno dei massimi esperti della storia del Titanic e ha dedicato gran parte della sua vita allo studio di questo grande affondamento, come è nata quest’avventura che ancora oggi l’appassiona?

“Un’avventura che è iniziata molti anni fa e oggi per me il Titanic è un lavoro. Ho scritto centinaia di articoli e ora sto cimentandomi nell’attività di scrittore.
Ero un ragazzino, avrò avuto 11 anni e frequentavo la prima media. Una domenica pomeriggio la televisione mise in onda un film che s’intitolava “Titanic, latitudine 41° nord”. Ricordo che questo film mi aveva ossessionato a tal punto che, per diverso tempo, tempestai mio padre di domande, di quesiti su quella che mi appariva già una storia ricca di fascino e di leggenda. Ricordo anche molto volentieri il giorno in cui, qualche anno dopo, credo che fosse nel 1972, mio padre mi fece dono dell’allora unico libro scritto, in italiano, sull’argomento: “Il viaggio inaugurale del Titanic”. Questo libro l’avrò letto almeno una decina di volte, l’avevo letteralmente sgualcito che alla fine, in una delle sue periodiche pulizie mia madre aveva pensato bene per lei, male per me, di disfarsene. Oggi sicuramente quella sarebbe stata una vera e propria reliquia… Subito dopo ho frequentato la biblioteca della mia città (Gallarate, provincia di Varese; N.d.R.) cominciando a raccogliere i pochi articoli dedicati all’argomento, al punto che la passione andava via via sempre di più affievolendosi anche perché ritenevo di aver racimolato tutto sul tema. Quindi, in piena età adolescenziale, ho abbandonato il tutto preferendo andare dietro alle ragazzine. Poi mi sono sposato ed ero a tavola per fare colazione con la mia allora giovane mogliettina, quando il telegiornale del mattino del lunedì, pensate ricordo persino il giorno della settimana, dicevo che il telegiornale di quel lunedì 2 settembre 1985 diede la notizia che l’oceanografo Robert Ballard, che negli anni avvenire sarebbe diventato un mio grandissimo amico, aveva scoperto, a quasi 4000 metri di profondità nel cuore dell’Oceano Atlantico, il relitto della nave più famosa al mondo: quello del Titanic. In segno di giubilo battei i pugni sul tavolo e giurai a mia moglie che era giunto il momento di sapere e di saperne di più di quanto ne sapevano gli altri sulla storia di questa meravigliosa nave e della storia delle persone che vi erano a bordo”;

A novembre è uscito in libreria il suo ultimo libro Gli Enigmi Del Titanic, di cosa si tratta?

“Da oltre cent’anni la tragedia del Titanic pone molti interrogativi: enigmi e misteri che hanno creato un mito, scatenando la curiosità di milioni di persone. In una notte senza luna, il 15 aprile 1912 il Titanic, una nave definita “inaffondabile”, trascina con sé sul fondo dell’Oceano Atlantico oltre millecinquecento corpi e anime innocenti aprendo una serie di enigmi solo in parte risolti. Il libro si occupa di sottoporre ai lettori i molteplici dubbi che aleggiano intorno a questa triste vicenda”;

La causa principale dell’affondamento del Titanic è attribuita all’impatto devastante con l’iceberg ma secondo quanto rivelato nel suo libro, le motivazioni che hanno portato alla tragedia di quella notte del 1912 sono molteplici, che peso hanno le responsabilità umane, cosa ci hanno voluto tenere nascosto?

“Scoprirete leggendo il mio libro che a provocare quella catastrofe non fu solo la collisione con un iceberg, ma la singolare concomitanza di errori umani, di calcoli sbagliati, dove non mancano intrighi della finanza internazionale, truffe assicurative e, forse, qualche oscura manovra”;

A bordo della famosa nave scoppiò un incendio di cui molti non sanno, sa spiegarci cosa accadde?

“Anche di questo incendio che si è sviluppato a bordo del Titanic, e che forse ne ha accelerato i tempi del distacco delle lamiere collise dallo scontro con l’iceberg, se ne è parlato e scritto poco e ne ho ritenuto opportuno dedicare un capitolo del mio lavoro. Anticipo solamente che qualsiasi marinaio dell’epoca era ben cosciente di quanto poteva essere catastrofico un evento del genere, ossia un incendio che covava a bordo, in alto mare”;

Quanti italiani persero la vita e quanti si salvarono?  C’è qualche vicenda che le è rimasta particolarmente impressa?

“La nave aveva a bordo 1324 passeggeri, e l’equipaggio fu di 899 persone: gli italiani presenti furono 37 uomini ed una sola donna, di questi, sette furono veri e propri passeggeri. La maggioranza dei nostri connazionali furono camerieri, al soldo di Gaspare Antonio Pietro Gatti, che si faceva chiamare Luigi, direttore del fastoso Ristorante A’ la Carte di prima classe, quindi un italiano egli stesso. Era lui, il Gatti, l’abile gestore di quell’angolo di ricchezza e di delizia e fu lui ad arruolare personalmente i migliori camerieri, anche tra i nostri connazionali. Quindi la stragrande maggioranza dei nostri connazionali a bordo erano camerieri. Ecco perché tutti morirono nell’affondamento: il loro turno per l’accesso alle scialuppe di salvataggio fu consentito solo dopo quello degli altri passeggeri, quindi il personale di bordo fu ben lontano da effettive possibilità di salvezza. Vorrei aggiungere anche un doloroso particolare: forse le vittime italiane, furono anche di più. C’è da ritenere infatti che alcuni camerieri italiani vennero trasferiti all’ultimo momento al Titanic, senza che il loro nome venisse registrato. Dei 38 italiani, tra cui una sola donna, solamente tre furono i superstiti, Emilio Portaluppi di Arcisate (provincia di Varese), Luigi Finoli di Atessa (provincia di Chieti) e l’unica donna Argene Genovesi sposata in Del Carlo, di Montecarlo, provincia di Lucca. Un particolare di rilievo: la donna, rimasta vedova quella tragica notte, era in stato interessante e la figlia che nacque fu chiamata Salvata, proprio in memoria di quella tragica notte“;

La storia d’amore tra Jack e Rose che ha commosso tutto il mondo raccontata nel film cult Titanic, ha una base di verità o è solo frutto della fantasia?

“La storia di Jack e Rose è frutto della fantasia del regista James Cameron. Però a me piace pensare che egli possa aver pensato anche al nostro italiano Emilio Portaluppi. Il Portaluppi era cresciuto sbozzando e lavorando la pietra e non ebbe esitazioni a seguire la strada di centinaia di migranti della Valceresia e nel 1903 partì per Barre, negli Stati Uniti. Portaluppi, qui in America, si sposò proprio in quell’anno con una concittadina, dalla quale ebbe una figlia. Nel 1910 si separò, moglie e figlia ritornarono in Italia. Ma nel 1911 Portaluppi fece un viaggio in Italia per rivedere la famiglia però nella primavera del 1912, decise di ritornare in America. Per il viaggio di ritorno acquistò un biglietto di seconda classe sul Titanic: si imbarcò a Cherbourg. Di quella notte del 14 aprile 1912 ricordava che era andato a dormire presto. Fu poi destato da un tremendo scossone. Certo è che i ricordi di quei tragici momenti possono confondersi e risultare discordi, ed è anche possibile che ai giornalisti abbia qualche volta inventato, qualche piccolo particolare. Di certo è che il Portaluppi fu salvato dalla Carpathia. Più avanti negli anni, ogni tanto trascorreva qualche vacanza ad Alassio, dove la fama di sopravvissuto del Titanic lo aveva preceduto, e dove ogni anno, il 15 aprile, era solito celebrare l’anniversario del naufragio. In realtà festeggiava il suo compleanno immaginando di avere 30 anni di meno. Lui che era scampato alla morte e quindi era rinato proprio quel 15 aprile del 1912 Ed ogni volta coglieva l’occasione per narrare la “vera” storia del “suo” naufragio. Ed ogni volta questa storia era arricchita da particolari inediti. E fu così che nacque anche la storia del suo salvataggio, operato dalla bella e ricca Lady Madeleine Astor, moglie del Colonnello John Jacob Astor, il proprietario del famoso Waldorf -Astoria di New York. Il Col. Astor era l’uomo più ricco del pianeta e la sua signora era una poco meno che ventenne affascinante e in stato interessante. Portaluppi non era certo tra gli uomini più belli: viso pacioccone, due occhi a spillo, le labbra corte e sottili, che lo facevano vagamente assomigliare a Enrico Caruso. Si parlò di una storia d’amore fra l’italiano e la giovane miliardaria americana. Fu amore corrisposto o solo una passione rimasta segreta? Nessuno potrà mai dirlo con certezza”;

Nel 1985 Robert Ballard scoprì il relitto del Titanic negli abissi dell’Atlantico, so che negli anni avete stretto una forte amicizia, ci rivelerebbe un aneddoto od una curiosità su Ballard e sul suo grande ritrovamento?

“Bob Ballard è davvero una persona squisita e molto affabile. Ci siamo conosciuti un giorno di una calda estate americana del 1990: lui già famoso, io un modesto e umile ricercatore a caccia di informazioni preziose al mio lavoro. Sin dall’inizio del nostro rapporto di amicizia mi ha fatto sentire a mio agio e mi ha spesso confortato con preziosi consigli, soprattutto per la parte tecnica: in fatto di storia della nave potevamo competere… Su una cosa ci siamo sentiti in perfetta sintonia e cioè quella di reputare il sito del relitto del Titanic un monumento alla memoria e non un luogo da saccheggiare: la memoria di 1518 persone ce lo impone. Un sodalizio quello con Bob di lunga data spesso consolidato da contatti amichevoli ogni qualvolta si reca in Europa. Un aneddoto? Ricordo con simpatia quando mi disse: “Claudio, you have got qualities: soon I will be to ask an autograph!” Quasi una profezia… Circa il ritrovamento mi piace ricordare una sua frase: “Ho inseguito una leggenda: ora mi sento realizzato”;

Se per assurdo il fantasma del Titanic le parlasse, cosa vorrebbe chiedergli? C’è qualcosa rimasto completamente oscuro?

“Ho in testa troppe domande, tutte senza una risposta. Spero che il “mio amico fantasma” mi aiuti a dipanare la matassa e spiegarmi che cosa realmente accadde non solo quella notte”;

Lo scorso agosto ha collaborato a un musical sul Titanic in scena a Lugano in Svizzera, tra i protagonisti anche Suor Cristina, com’è andata questa esperienza?

“Una bellissima esperienza che mi ha offerto l’opportunità di conoscere il mondo del musical e soprattutto persone utili alla mia attività. Ho avuto modo di interagire con l’intero cast di attori spiegando loro i personaggi che interpretavano e anche il modo più corretto per “calarsi nella parte”. Una mia battuta poi è stata inserita nel copione… Certo poi bisogna dire, per dover di informazione, che un conto è il Musical e un conto è la “vera” storia”;

Dove verrà presentato il suo libro, è previsto un incontro a Roma? Qualche altro progetto in vista?

“Circa la mia venuta a Roma dobbiamo chiederlo alla casa editrice (Enigma Edizioni; N.d.R.). A Roma ci sono venuto giusto un anno fa per ritirare il Premio Nazionale Cronache del Mistero che mi è stato assegnato per la mia attività di ricercatore. Progetti? Tanti. Innanzitutto sono sempre impegnato nella mia attività di conferenziere portando in giro in diverse città, sia in Italia sia all’estero, così come alla radio e alla televisione, il “vissuto” del Titanic. E questo senza trascurare la mia primaria professione di scrittore. Attualmente sto portando a termine la traduzione di un libro, opera di una scrittrice americana, volume che narra le vicende di due ragazzi italiani, due fratelli (parenti del marito), che condivisero a bordo del celebre transatlantico vita, lavoro e morte. La pubblicazione sarà pronta per la prossima estate 2017 e verrà presentata a Fubine, provincia di Alessandria, luogo natale dei due ragazzi. Per la prossima fine primavera/inizio estate 2017 è programmata anche un’altra pubblicazione che vedrà la luce per i tipi della casa editrice Il Saggiatore: si tratta della storia del Titanic “raccontata” da una coppia di sposini italiani che erano a bordo della celebre nave. Poi sono già sotto contratto e sto scrivendo per un’altra iniziativa editoriale: data di pubblicazione verosimilmente fine anno 2017 e contemporaneamente sto effettuando ricerche per un volume che vedrà la luce per il prossimo 2018, in occasione del varo del Titanic 2”;

Provi a pensare a quel relitto che da più di 100 anni dorme nelle profondità marine, alla sua sconvolgente storia, ai suoi misteri ma soprattutto alle vite, ai sogni, alle speranze tragicamente stroncate…Ha mai provato davvero a salire sul Titanic?

“Metaforicamente io sono sempre a bordo di quella magnifica e superba nave”.

Ci saluti con una sua riflessione.

“Non sono affatto sorpreso dal fascino che il transatlantico Titanic continua a esercitare. Era un microcosmo dell’intera società; ogni uomo, donna o bambino a bordo di quella nave aveva una storia da raccontare e dunque c’erano oltre 2200 racconti individuali di corollario alla storia principale. Il Titanic conteneva quasi tutte le emozioni che l’esperienza umana può provare”.

 

Print Friendly, PDF & Email