24, 25, 26 ottobre, ai Castelli Romani torna “Transiti” – Festival del pensiero e delle connessioni

Il disordine del tempo

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Ai Castelli Romani la terza edizione di Transiti – Festival del pensiero e delle connessioni dedicato a Mario Perniola

Forse non tutti sanno che è nel cuore dei Castelli Romani, precisamente a Monte Porzio Catone, che avvenne una delle più significative rivoluzioni “temporali” della storia: fu infatti nella suggestiva cornice di Villa Mondragone che Papa Gregorio XIII promulgò, il 24 febbraio 1582, la bolla papale con la quale introdusse il nuovo calendario destinato a cambiare il corso del tempo: il Calendario Gregoriano, che entrò ufficialmente in vigore il 15 ottobre 1582. Un evento storico, che influenzò il computo del tempo dell’intero occidente e di buona parte del resto del mondo.

Ed è proprio sul tempo e sulle sue diverse “versioni” che il prossimo 24 ottobre, e proprio a Monte Porzio Catone, si inaugurerà la terza edizione del festival internazionale del pensiero e delle connessioni “Transiti”.

«Dedicato alla memoria del professor Mario Perniola – è la riflessione del Presidente del Consorzio SCR, Giuseppe De Righi –, il festival è promosso dalle biblioteche del Sistema Castelli Romani in collaborazione con l’Istituto Toposofia, in un percorso diffuso nel territorio, che interessa ogni anno tre diversi comuni. Esso ha due obiettivi: i) divulgare e approfondire all’interno della comunità dei Castelli Romani il dibattito e le riflessioni sul nostro tempo generate dalle innovazioni tecnologiche e scientifiche; ii) concorrere a formare un’immagine nuova e diversa dei Castelli Romani, che si fondi su valori culturali di alta qualità. L’impegno del Consorzio – del CDA, della Direzione e della struttura tutta – si concretizza di anno in anno con proposte sempre innovative e di grande qualità, grazie anche al sostegno della Regione e al supporto dei Sindaci e delle Amministrazioni comunali.»

L’obiettivo scientifico è realizzato attraverso due principali criteri: l’approccio trans-disciplinare del dibattito, e la presenza di prestigiosi esponenti internazionali del mondo filosofico, scientifico e tecnologico. Il tema della terza edizione del festival – “Il disordine del tempo – Non uniformità, non linearità e tecnologie multitemporali” – presenterà le dimensioni non uniformi e non lineari del tempo attraverso le diverse interpretazioni ad esso attribuite dalle tecnologie e dai diversi ambiti disciplinari.

Il 24 ottobre il festival inizierà a Monte Porzio Catone, presso l’INAF – Osservatorio Astronomico di Roma, con una tavola rotonda sulle diverse caratteristiche del tempo nell’universo. Dalla relatività di Einstein alla meccanica quantistica, astrofisici e studiosi dello spazio analizzeranno, con un linguaggio comprensibile a tutti, le caratteristiche del tempo nei diversi contesti e nelle diverse spazialità del nostro universo.

La conferenza sarà seguita da una visita guidata esclusiva all’Osservatorio di Monte Porzio offerta ai partecipanti, su prenotazione.

Il 25 ottobre il festival si sposterà a Monte Compatri, nel Tinello Borghese, dove la mattina si affronterà il tema del concetto di tempo nelle filosofie mistiche orientali, attraverso una conferenza sul tema “Gli arresti di tempo”.

Nel pomeriggio, dopo la tavola rotonda sul tempo e la ritualità nell’opera di Mario Perniola, verrà proposto il tema delle temporalità dei non umani. Studiosi di diverse aree disciplinari mostreranno le caratteristiche e le varie durate del tempo nel mondo vegetale, in quello animale e nelle architetture geologiche.

Domenica 26 il festival concluderà le sue attività a Frascati, nella Sala degli Specchi, dove la mattina si parlerà delle possibilità offerte dalle tecnologie digitali e dall’intelligenza artificiale per far rivivere specie animali e vegetali estinte o per riportare in vita lingue antiche scomparse, come nel caso degli idiomi di alcune popolazioni dell’Amazzonia. La tavola rotonda avrà per titolo “Il futuro anteriore”, a sottolineare l’insolita  convergenza del futuro e delle nuove tecnologie con il passato.

Il tema del pomeriggio sarà “il tempo nel cinema e nel documentario”, cui seguirà  un dialogo informale sul tempo tra due giganti del pensiero della comunicazione, uno italiano, il professore emerito Alberto Abruzzese, e l’altro portoghese, il prof. Josè Braganca de Miranda.

Il festival si concluderà con un dialogo sulle macchine del tempo, ossia sulle qualità tecnologiche della temporalità, affrontando il tema della non neutralità degli strumenti tecnici per la misurazione e la sua stessa percezione.

In chiusura, una conferenza sul tempo nella musica elettronica e un  concerto del musicista e percussionista Marco Ariano dal titolo “Tempo: Ritmo, divenire cose risonanti”.

Sguardi diversi e complementari sul tempo nella terza edizione di Transiti – Festival del pensiero e delle connessioni dedicato a Mario Perniola

17 Ottobre 2025 – L’Italia è, probabilmente, il Paese con il maggior numero di festival al mondo. Negli ultimi anni ne sono nati ovunque e su ogni tema: dalla filosofia alla tecnologia, dall’ambiente alla cultura, dalla musica allo sport. Un vero e proprio fiorire di iniziative che rappresenta un segnale positivo, espressione di una diffusa domanda di conoscenza, di confronto e di partecipazione in un’epoca segnata da incertezze e trasformazioni.

In questo vivace panorama culturale si inserisce il Festival del Pensiero e delle Connessioni “Transiti”, che giunge quest’anno alla sua terza edizione. Dedicato alla memoria di Mario Perniola e promosso dal Sistema Castelli Romani in collaborazione con Toposofia Istituto di Studi, il festival si distingue non solo per la qualità e l’originalità dei suoi contenuti, ma anche per due tratti fondamentali: l’apertura a visioni e pensieri internazionali, che favoriscono il dialogo tra culture diverse, e un approccio interdisciplinare, capace di intrecciare saperi e prospettive differenti.

La kermesse si svolgerà nei giorni 24, 25 e 26 ottobre rispettivamente a Monte Porzio Catone, Monte Compatri e Frascati.

«Le temporalità geologiche, quelle vegetali, animali e quelle prodotte dalla tecnologie digitali e artificiali sono il tema di questa terza edizione del festival» – sottolinea Massimo Di Felice, direttore scientifico della manifestazione.

Nella prima giornata, ospitata dal pomeriggio nell’Aula Gratton dell’INAF OAR, verrà affrontato il significato del tempo astrologico, ossia le diverse temporalità che si sviluppano a seconda della velocità degli astri e delle loro dimensioni. Tra i relatori Stefano Viaggiu (Un. G. Marconi), Arianna Foschi (Osservatorio Parigi – PSL), Catalina Curceanu (prima ricercatrice INFN Frascati), con Matteo Giovannetti (INFN Frascati) a fare da moderatore.

Il tema sarà il dibattito sorto all’interno dei cambiamenti climatici, che ha evidenziato un nuovo tipo di realtà, in cui le singole esistenze umane sono state messe in relazione con quelle delle altre specie, e soprattutto con le lunghe sequenze delle epoche geologiche all’interno delle quali si producono i cambiamenti del clima e i processi di adattamento ed evoluzione delle diverse specie viventi.

Sabato 25 – intera giornata – a Monte Compatri, nel Tinello Borghese, si parlerà delle diverse concezioni del tempo presentandone le versioni filosofiche, geologiche e animali, concludendo la giornata con l’eccezionale presentazione in anteprima mondiale del libro di Derrick de Kerckhove L’uomo quantistico, edito dalla Rai. Il dibattito sviscererà la questione del tempo delle nostre esistenze messo in relazione con quello dei minerali e dei cicli climatici, al punto da acquisire una inedita dimensione e una pluralità di significati. Animeranno il dibattito Francesco Sferra (Un. Orientale di Napoli) e Giacomo De Luca (Un. Tor Vergata). Nel pomeriggio i Perniola’s Studies su “Il tempo e la filosofia a partire da Mario Perniola” moderati da Enea Bianchi (Un. di Sao Paulo USP) saranno seguiti dalla Tavola rotonda I tempi dei non umani: il tempo animale, il tempo geologico e il tempo vegetale con interventi di Marco Brandano (Un. La Sapienza) e Graziano Ciocca (biologo e divulgatore scientifico per G.Eco), moderati da Silvia Surrenti (Un. Firenze).

«La giornata di Frascati, l’ultima del Festival – osserva Giacomo Tortorici, Direttore del SCR – sarà incentrata sulle tecnologie digitali e il loro impatto, impensabile solo due o tre anni fa, su fenomeni come la resurrezione di specie e lingue estinte. Transiti sta sempre “avanti” di molto nel dibattito accademico su questi temi: nella prima edizione fummo tra i primi, proprio nell’ambito del nostro Festival, a parlarne, e oggi non si parla d’altro (anche se spesso a sproposito e senza cognizione di causa). Ma lo vedremo più diffusamente nel prossimo comunicato stampa».

Tutto pronto per “Transiti – Festival del pensiero e delle connessioni” dedicato a Mario Perniola.

Il protagonista della terza edizione: IL TEMPO

20 ottobre 2025  – Il grande protagonista di “Transiti 2025”, il festival “del pensiero e delle connessioni” che è oramai alle porte, sarà il tempo. Un’occasione unica per esplorare la complessità e la ricchezza di ciò che scandisce e attraversa le nostre vite, troppo spesso ridotto a una misura quantitativa, ma in realtà profondamente qualitativo e vitale.

Dal 24 al 26 ottobre, docenti e ricercatori provenienti da università di cinque Paesi e da oltre dieci Accademie italiane si confronteranno su una delle dimensioni più affascinanti e sfuggenti dell’esperienza umana.

Astrofisici, geologi, filosofi, sociologi, antropologi, esperti di tecnologie digitali, ingegneri e musicisti porteranno sguardi diversi e complementari, offrendo un mosaico di riflessioni sul significato del tempo.

«Parleremo – dichiara il direttore scientifico del Festival, il prof. Massimo Di Felicedella non uniformità del tempo nello spazio, che ci mostra come il tempo cambi a seconda dei diversi formati e della velocità degli astri, ma anche delle temporalità climatiche che scandiscono le diverse ere geologiche, all’interno delle quali abitano e vivono le specifiche temporalità delle specie animali e vegetali. Daremo ampio spazio alla “costruzione tecnologica” del tempo, attraverso l’analisi del tempo nella musica e anche mostrando come l’intelligenza artificiale stia oggi riportando in vita idiomi e specie animali estinte. Dimostreremo come il tempo che abitiamo, che costituisce la nostra esistenza, sia soltanto una delle diverse parti che costituiscono queste diverse e molteplici architetture del tempo».

Nell’ultimo comunicato stampa abbiamo descritto il programma e introdotto gli ospiti delle prime due giornate – che potete leggere sul sito web del Consorzio Sistema Castelli Romani, che lo organizza assieme a Toposofia Istituto di Studi, e sul sito web  www.transitifestival.it .

L’ultima giornata del festival, domenica 26 ottobre, ospitata nella Sala degli Specchi del Comune di Frascati, sarà dedicata a un dialogo sul tempo che vedrà protagonisti due tra i più autorevoli studiosi della comunicazione: Alberto Abruzzese, professore emerito, e José Bragança de Miranda, docente e saggista portoghese.

A seguire, la tavola rotonda conclusiva – “Le macchine del tempo” – affronterà il tema della qualità tecnologica delle temporalità, con gli interventi del prof. Massimo Di Felice (Università di San Paolo, Brasile) e del prof. Ricardo Dal Farra (Università di Montréal, Canada).

Si parlerà di come le tecnologie digitali stiano permettendo la resurrezione di specie  e lingue estinte con Giacomo De Luca (Un. Tor Vergata), Eliete Pereira (Un. Federal de S. Paulo), Luca Moroni (Un. Sapienza/Minerva), Michele Resta (Domyn).

Particolarmente interessante sarà il dialogo sul tempo tra due dei più importanti ricercatori della comunicazione e delle tecnologie: Alberto Abruzzese per l’Italia e Josè Braganca de Miranda per il Portogallo.

Nel pomeriggio Ivelise Perniola presenterà una esposizione sul concetto di tempo nel  documentario.

I lavori si concluderanno con una tavola rotonda internazionale sulle macchine del tempo e su come la nostra percezione del tempo sia tecnologica con Ricardo Dal Farra (Un. Concordia, Canada), e Massimo Di Felice (Un. Sao Paolo Brasile)

Il festival si chiuderà, sempre nella Sala degli Specchi, con la performance del percussionista e filosofo Marco Ariano, “Germen Concrezioni”, un’esperienza sonora e concettuale che traduce il pensiero in ritmo e materia.