Movida, sessismo e la banalità dei suoi interpreti

Se una ragazza consuma alcool nel 2021, allora questa è considerabile come poco di buono o dai facili costumi” oppure “se una ragazza offre da bere ad un amico maschio allora è solo per fargli avere un’erezione più duratura”, sono alcune delle dichiarazioni che il sig. Alfredo Paolo Peroso, vice coordinatore della consulta delle associazioni che operano nel settore della tutela del verde e del decoro urbano del municipio II, nonché presidente dell'associazione "comitato Amici di Porta Pia e piazza Caprera”,

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Colosseo Tricolore

Movida, sessismo e la banalità dei suoi interpreti

“Se una ragazza consuma alcool nel 2021, allora questa è considerabile come poco di buono o dai facili costumi” oppure “se una ragazza offre da bere ad un amico maschio allora è solo per fargli avere un’erezione più duratura”, sono alcune delle dichiarazioni che il sig. Alfredo Paolo Peroso, vice coordinatore della consulta delle associazioni che operano nel settore della tutela del verde e del decoro urbano del municipio II, nonché presidente dell’associazione “comitato Amici di Porta Pia e piazza Caprera”, ha proferito durante l’incontro avvenuto a Piazza Bologna riguardante la crescente preoccupazione riguardo la movida nel II Municipio. Come si può immediatamente capire, la correlazione tra movida e sessismo è completamente forzata e messa li tanto per generalizzare il comportamento del genere femminile, alimentando una lotta di genere assurda, in un periodo storico dove è importante continuare a lottare per promuovere la parità dei sessi. Queste sono dichiarazioni sconcertanti e offensive, avvenute con la benevolenza del consigliere Corsetti e degli altri organizzatori, i quali invece di intervenire hanno applaudito, sono degne di una mentalità sessista e retrograda che opera due pesi e due misure: una donna o una ragazza che consapevolmente beve un drink e magari per gentilezza lo offre a un amico, non deve essere travisata come una persona che si presta sessualmente e non giustifica la retorica maliziosa che la relega a oggetto sessuale e ad ammaliatrice che vuole sedurre una “vittima passiva”.
Inoltre teniamo a sottolineare che siamo negli anni Venti del 2000 non del 1800 e le ragazze sono libere e capaci di gestire le proprie scelte sessuali; inoltre è la medicina stessa a smentire le sue supposizioni sugli effetti dell’alcool, che in realtà causa l’effetto opposto, ma a quanto pare la retorica senza fondamento è una via più facile per chi preferisce alimentare uno scontro generazionale fine a se stesso piuttosto che ragionare su come conciliare il divertimento serale con la tranquillità dei residenti.
Il problema non è dare lezioni di moralità alle ragazze, ma trovare un piano di gestione funzionale della movida notturna e della sicurezza del quartiere dopo l’orario di chiusura dei locali. La Del Bello, da 5 anni alla presidenza del II Municipio, per la carica che ha, avrebbe facoltà di meglio gestire i Vigili del Municipio e mandarli nei maggiori punti di ritrovo, ma è evidente, vista la situazione, che nella gestione serale di Piazza Bologna, ha fallito. Ovviamente, a nome di “Ad Maiora”, ci dissociamo completamente d queste dichiarazioni sessiste e maleducate, invitando il consigliere quantomeno a giustificare l’ “appoggio” a queste parole, che sono completamente contrarie anche alle ideologie del partito che il consigliere rappresenta.