Buona la prima, per un “viaggio” avventuroso tra i depositi del Museo Nazionale Romano. Come l’astuto eroe omerico, accompagnati dall’eterno canto delle sirene (che permea gli ambienti), noi, moderni Ulisse, visiteremo l’omonima mostra che è anche un progetto di valorizzazione di quanto usualmente è lasciato in “giacenza”, allo scopo di (ri)trovare reperti straordinari.

Un patrimonio inaspettato, questo, che si svela agli occhi del visitatore attraverso il progetto “Depositi (ri)scoperti”: un ciclo di brevi esposizioni che farà conoscere al pubblico una gran quantità di opere solitamente al buio, alle quali ci si potrebbe rivolgere come a un museo alternativo con protagonisti: sculture, mosaici e bronzi, che, nei desiderata degli organizzatori, verranno, poi, via via musealizzati, mentre procedono i lavori di sistemazione dei nuovi spazi nelle maestose Terme di Diocleziano. Grazie al programma “Urbs, dalla città alla campagna romana” (finanziato dal Programma Nazionale per gli investimenti complementari al PNRR), infatti, il MNR potrà ampliare il percorso espositivo, contando anche sulla collaborazione tra pubblico e privato.

Fino all’8 gennaio 2023, qui, nella sala 11 bis, “Ulisse e gli altri”, attraverso pregevoli opere (benchè poche) e grazie a un ottimo allestimento multimediale, renderà bene l’idea di quanto ci stiamo perdendo del nostro patrimonio artistico. Una mostra in fieri, visto che le seguirà quella dedicata a “Gli altri” dal 14 gennaio (al 19 febbraio 2023). Gli “altri” popoli e culture che ruotano intorno ai Romani da sempre e che gli hanno insegnato la straordinaria capacità di rapportarsi con chiunque.
Viaggiatore per eccellenza, quale guida è più adeguata, dunque, di Ulisse per iniziare questo percorso alla scoperta di opere sconosciute, ora fruibili anche da persone con disabilità cognitiva. All’indirizzo https://museonazionaleromano.beniculturali.it/sito/wp-content/uploads/2022/11/Ulisse_e_gli_altri_linguaggio.-Easy-To-read.pdf si potrà scaricare la guida dedicata in linguaggio facilitato (realizzata dal Servizio Educativo del museo) per permettere la preparazione della visita e facilitarne la comprensione.
“Valorizzare e capitalizzare il nostro patrimonio culturale significherà affiancare, a questa, altre iniziative del genere – ha spiegato il direttore del MNR, Stéphane Verger -. Ma, per noi, un motivo d’orgoglio ulteriore è che, nel progetto, sia stato coinvolto tutto personale del museo”.
Migliaia, tra affreschi, oggetti in terracotta, in vetro e in bronzo, rinvenuti nel corso di più di un secolo di vita del Museo vicino alla stazione Termini, raccontano non solo l’antichità di Roma, ma anche la storia della sua trasformazione e dei suoi scavi. “Mi è capitato spesso di vedere numerose casse piene di manufatti di ritorno dai prestiti internazionali lasciati nuovamente nei depositi – ha continuato Verger -. Credo sia arrivato il momento di svelarne alcuni, rendendo accessibile un patrimonio tanto straordinario quanto inatteso”.
Il clou di “Ulisse e gli altri” è il mosaico in bianco e nero di fine II secolo d.C. (da un ambiente termale di Quarto di Corzano) che raffigura l’eroe legato all’albero maestro della nave per non cedere alle lusinghe della sirena che suona la lira in tunica corta, mentre i compagni remano con la cera nelle orecchie. Dell’opera si può godere anche attraverso un intrigante allestimento immersivo, che ragiona del suo viaggio verso Itaca, mentre altre figure che gli gravitano attorno narrano del suo ritorno, metafora stessa della vita, piena di incontri, di pericoli e di felicità.
Ulisse è lì, anche nella testa in marmo poco lontana dal grande mosaico, direttamente dal sepolcreto degli Statili: un uomo maturo, con chioma fluente e fitta barba, riconoscibile dal caratteristico pileus. Ma ci sono anche le “sue” donne e diversi spunti dalla mitologia: la protettrice divina, Atena (rappresentata da un busto dal suburbio di Roma) e l’amata moglie Penelope (in una testa in marmo del II secolo d.C.); ma pure Circe (un suo ritratto in marmo greco dal promontorio del Circeo) e un’urna con la scena della contesa per le armi di Achille (da Ostia Antica).
La mostra è stata realizzata grazie al sostegno di ANAGINA (Associazione Nazionale Agenti Imprenditori Assicurativi), mentre l’allestimento è di Contemporanea Progetti.
Info: https://museonazionaleromano.beniculturali.it/.




















