“Verrà presentato a Roma, lunedì 6 maggio, nella Sala Laudato Sì – Palazzo Senatorio, il libro “Lo smart working tra la libertà degli antichi e quella dei moderni” di Francesco Maria Spanò (ed. Rubettino)
Lo smart working è un istituto che trova maggiore applicazione laddove è possibile lavorare per obiettivi. Favorendo l’efficienza e il merito anziché la mera presenza del lavoratore sul luogo di lavoro, risulta anche un utile strumento per combattere la disparità di genere. Inoltre, una maggiore efficienza negli spostamenti dei lavoratori può portare a notevoli vantaggi in tema di sostenibilità ambientale, grazie all’inevitabile riduzione delle emissioni prodotte dai mezzi di trasporto. Non di minore importanza sono i benefici in termini di qualità della vita per il lavoratore, il quale potrà dedicare il tempo risparmiato in coda nel traffico ai propri affetti o ai propri interessi
Al contempo, la crisi riguarda anche lo spazio come dimostra il collasso contemporaneo di interi quartieri, all’interno di metropoli come San Francisco, New York e Londra, o i dati, degli investimenti immobiliari in Italia e in Europa, crollati del 74% a causa dello smart working che assottiglia gli spazi dedicati alle attività professionali svolte in presenza, privilegiando un mix tra lavoro agile e orari flessibili, più in sintonia con le nuove tendenze sia delle aziende che scelgono di lasciare i dipendenti a casa per ridurre i costi sia con le preferenze degli stessi lavoratori che sembrerebbero prediligere le scrivanie domestiche a quelle più tradizionali. Dopo il picco raggiunto nel 2020 e la successiva graduale riduzione, infatti, nel 2023 i lavoratori da remoto nel nostro Paese sono tornati a crescere, assestandosi a 3,585 milioni, e si stima raggiungeranno 3,650 milioni nel corso di quest’anno. Si tratta, come stima l’Osservatorio della School of Management del PoliMi, di un aumento del 541% rispetto al periodo pre-Covid.
Una nuova libertà socioculturale che coinvolge l’individuo nel suo esercizio principale – il lavoro – e, quindi, anche nello spazio mobile e in divenire della sua esistenza e autorealizzazione. Lo Smart working, che il libro vuole ridefinire in una chiave di lettura più ampia del termine, infatti, non si limita a un luogo o una tipologia di lavoro, ma indica un nuovo modo di vivere, che non riguarda solo il singolo, bensì l’intero tessuto sociale.
Di questo e di molto altro discuteranno, alla presenza del curatore: Roberto Gualtieri, Serena Sorrentino, Segretario Generale CGIL Funzione Pubblica, Roberto Speranza, Commissione Affari costituzionali, della presidenza del consiglio e interni della Camera dei deputati, Salvatore Monni, Professore ordinario di Politica Economica Università di Roma Tre, Keti Lelo, Vicepresidente Acos”. Lo rendono noto gli organizzatori


















