La corte polacca in Campidoglio

Fino a settembre 2025, Maria Casimira e la famiglia reale Sobieski ai Musei Capitolini di Roma per raccontare la loro vicenda umana intrecciata a quella della Capitale

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Forse non tutti sanno che, se re Giovanni (Jan) III Sobieski di Polonia, spronato anche dalla straordinaria moglie, non fosse sceso in guerra, fermando l’avanzata ottomana a Vienna, la storia dell’intero Occidente sarebbe stata diversa. Dopo, però, il re morì e la vedova, per sfuggire anche alle battaglie di successione al trono (come farà più tardi, la nipote, Maria Clementina, moglie di Giacomo III Stuart), si recò a Roma.

Oggi, di quel potere restano soprattutto le immagini: ai Musei Capitolini (nelle sale al terzo piano di Palazzo Caffarelli), Maria Casimira de la Grange d’Arquien torna da protagonista attraverso l’esposizione di circa 60 opere (alcune inedite), a cura di Francesca Ceci e Jerzy Miziołek (con Francesca De Caprio), e l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

La mostra: “Una Regina polacca in Campidoglio: Maria Casimira e la famiglia reale Sobieski a Roma” è chiamata a inaugurare “Campidoglio-crocevia di culture”, ciclo di eventi, a cura della Sovraintendenza Capitolina, dedicate a personaggi, popoli ed accadimenti internazionali, che hanno visto il Campidoglio leader nel tempo.

Ora, dopo diversi secoli, nel luogo-simbolo dell’Urbe si potranno approfondire le vicende della nobile straniera e della sua famiglia negli anni in cui esercitò una profonda influenza sulla vita culturale della città, che la accolse per quasi 15 anni, patrocinando importanti eventi presso la loro corte a Palazzetto Zuccari, in piazza Trinità dei Monti.

Numerose le testimonianze monumentali dei Sobieski conservate in chiese, palazzi e musei romani, tali da tracciare un vero e proprio itinerario: dal Vaticano alla chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a piazza della Repubblica, a San Luigi dei Francesi. Ma nel museo in Campidoglio, attraverso un percorso di 5 sezioni, si incontrano quadri, lettere a firma autografa, pregevoli stampe, sculture, epigrafi; i documenti che accennano alla presenza della regina nell’Accademia dell’Arcadia (prima donna ad essere annoverata tra i suoi membri) e un busto d’armatura ussara della cavalleria polacca che partecipò alla succitata battaglia del 12 settembre 1683.

Della coppia reale, sono esposti pregevoli dipinti appositamente restaurati dall’Istituto nazionale del patrimonio culturale polacco all’estero, Polonika.

Un esempio? L’imponente ritratto del re Jan III Sobieski a cavallo e sullo sfondo la città di Vienna liberata, sormontati da un putto con stendardo in lingua, che ne fa supporre un’originaria provenienza proprio dall’Italia.

“Una Regina polacca in Campidoglio” è un modo per “mettere in scena” una monarchia e il suo potere “esiliato”: ogni singolo oggetto, le melodie barocche tratte da opere settecentesche dedicate (e mai più eseguite da allora) che riecheggiano negli spazi e perfino la riproduzione della volta affrescata della cappella del Palazzetto Zuccari concorrono a tal fine. La sovrana senza regno parla a tutti, interrogando sul valore, le dinamiche, la rappresentazione della politica – all’epoca come oggi -, proponendo punti di vista alternativi.

L’esposizione conta alcune riproduzioni tattili e un articolato programma di eventi collaterali (convegni, concerti, conferenze e visite guidate) supportati dall’Ambasciata di Polonia, dall’Istituto Polacco di Roma e dall’Accademia Polacca delle Scienze.

L’evento è promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio dell’Ambasciata di Polonia, dell’Istituto Polacco di Roma e dell’Accademia Polacca delle Scienze a Roma e è realizzato con l’Università di Varsavia (cattedra di Archeologia). Partner, l’Istituto nazionale del Patrimonio Culturale Polacco all’Estero-Polonika e il Museo del Palazzo Reale di Jan III Sobieski a Wilanów.

Intanto, l’occasione potrebbe essere quella giusta per visitare anche la mostra su: “Tiziano, Lotto, Crivelli e Guercino. Capolavori della Pinacoteca di Ancona”, sempre ai Capitolini, fino al 31 agosto 2025.

Info: www.museicapitolini.org