“Durante l’ultimo Consiglio Comunale del 30 settembre, in occasione della presentazione del Documento Unico di Programmazione (DUP), le consigliere di opposizione presenti, Carla Carletti e Francesca Giusberti, hanno ripreso un tema che non può lasciare indifferenti: il nuovo parcheggio pubblico su via Pilozzo, privo di rampa per disabili.
Interrogato in aula, l’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Primavera, ha ammesso candidamente che la mancata realizzazione della rampa non è stata una svista, bensì una decisione consapevole. Secondo quanto dichiarato, infatti, il dislivello che separa l’area di sosta dal vicino Parco Gramsci, avrebbe comportato la perdita di un numero “troppo elevato” di posti auto, rendendo quindi “sconveniente” la costruzione di un percorso accessibile.
Una spiegazione che lascia sconcertati, soprattutto se si considera che nello stesso DUP si ribadisce con forza la volontà di “costruire una città inclusiva, senza barriere architettoniche”.
Le parole dell’assessore avrebbero dovuto, inoltre, far saltare dalla sedia la delegata alle politiche sociali Caterina Morani, che invece rimane impassibile.
Ma la questione non è solo politica, è anche giuridica. La Legge n. 13/1989 (“Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”) e il D.M. 236/1989 fissano criteri precisi per garantire l’accessibilità degli spazi pubblici e privati di nuova costruzione. Inoltre, il D.P.R. 503/1996 obbliga le amministrazioni pubbliche a rendere accessibili tutti gli edifici e spazi destinati all’uso collettivo. Principi ribaditi e rafforzati anche dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009), che sancisce il diritto universale a fruire senza ostacoli degli spazi pubblici.
Alla luce di queste norme, appare difficile giustificare la scelta di sacrificare l’accessibilità sull’altare di qualche posto auto in più! Per questo chiediamo che quest’opera venga subito adeguata, trovando le risorse per integrare una rampa o una piattaforma elevatrice.
Il dibattito è destinato a proseguire, ma resta il dato politico e normativo: la giunta, chiamata a programmare il futuro urbanistico della città, dichiara di voler abbattere le barriere. Nei fatti, invece, ne costruisce di nuove”. Lo rende noto i consiglieri di Opposizione di Monte Porzio Catone




















