Nota stampa dell’Assessore all’Urbanistica di Grottaferrata Massimo Roncati
“Pare che nel panorama politico locale ci sia sempre spazio per un giallo, che sia estivo o meno cambia poco.
Questa volta l’investigatore è il Consigliere Letta, che – armato di link, sospetti e un’ammirevole fiducia nel thriller amministrativo – ci ha regalato un feuilleton sulla “misteriosa” doppia dichiarazione dell’Assessore Roncati.
Peccato solo che il mistero, alla fine, somigli più al finale di una soap pomeridiana che a quello di un noir.
Atto I – Il documento fantasma (che fantasma non era)
Il Consigliere Letta scopre che esistono due dichiarazioni: una del 26 luglio, giorno della nomina dell’Assessore Roncati, e una del 2 settembre.
Allarme! Intrigo! Sindrome da “Omicidio sull’Orient Express”, ma senza omicidio e senza Orient Express.
Peccato che la spiegazione sia talmente lineare da risultare quasi deludente:
- il 26 luglio l’Assessore firma ciò che deve firmare per assumere l’incarico;
- il 5 agosto il Comune invia a tutti i consiglieri e gli assessori – incluso lo stesso Letta – la richiesta di una dichiarazione annuale ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. 39/2013;
- il 2 settembre, rientrato dalle ferie, Roncati firma quella richiesta come previsto.
Fine. Applausi? No.
Per qualcuno, era più affascinante pensare a un complotto in due atti… pardon, due firme.
Atto II – L’enigma del protocollo ballerino
Letta segnala poi un’anomalia gravissima: il numero di protocollo sulla seconda pagina.
La seconda pagina.
La povera funzionaria comunale starà tutt’ora piangendo sulla tastiera, chiedendosi come potrà mai andare avanti la macchina amministrativa dopo un simile affronto all’ordine numerico.
Eppure – incredibile! – un protocollo in pagina due non invalida un bel nulla. Sconcertante, vero?
Atto III – Le dimissioni che c’erano ma non si vedevano
Il Consigliere Letta, poi, chiede che l’Assessore “mostri le dimissioni dai precedenti incarichi privati”.
Un’inchiesta degna di Sherlock Holmes… Se solo Holmes avesse dimenticato di chiedere gli atti all’ufficio nel modo giusto.
Perché – ed è qui che l’ironia raggiunge il suo picco narrativo – bastava un accesso agli atti completo e ben congegnato.
Oppure, più semplicemente, bussare alla porta dell’Assessore, che sarebbe stato disponibilissimo a mostrare al giovane investigatore quanto necessario per saziare le sue curiosità.
Anzi, ora pure più disponibile di prima… a condizione di ricevere un bell’articolo di scuse e la ripetizione delle stesse pubblicamente in Consiglio Comunale.
Richiesta ardita? Forse.
Inevitabile? Considerata la piega della vicenda, anche troppo.
Atto IV – Il colpo di scena (mancato)
E poi c’è il dettaglio finale:
due dichiarazioni con finalità diverse, entrambe corrette, entrambe valide.
Non proprio il materiale di un caso giudiziario internazionale.
Ma nell’epoca in cui basta una fotocopia storta per gridare allo scandalo, capiamo che per qualcuno “alzare polvere” può sembrare una missione politica.
Peccato che, stavolta, la polvere sia ricaduta esattamente dove era stata sollevata.
Sipario
Il risultato?
Dal tentativo di sollevare dubbi sulla trasparenza si è finiti per sollevare dubbi… sulla capacità di leggere due documenti e distinguere una dichiarazione contingente da una periodica.
E mentre Letta minaccia ombre e opacità, l’unica cosa davvero poco chiara rimane il motivo di tanto clamore attorno a firme, protocolli e documenti già conosciuti, richiesti a tutti e perfettamente in regola.
In altre parole: tanto rumore per nulla, e pure nulla di particolarmente originale”. Dichiara l’Assessore all’Urbanistica Massimo Roncati.



















