“Comunicato ORIZONTE CIVICO – La storia
Nella riunione del 27 c.m., tenutasi tra i consiglieri comunali e gli amici, che si sono spesi per noi nella passata campagna elettorale, abbiamo preso atto che l’attuale maggioranza ed il Sindaco,dopo tante voci di revoche e dimissioni, sono ormai irrimediabilmente divisi e lacerati, con pulsioni che sono di tipo personale e dí ambizioni varie. In questa latente crisi politico- amministrativa, da mesi noi consiglieri civici e non solo, abbiamo cercato di trovare una soluzione da condividere con il Sindaco e tutta la sua maggioranza per portare a termine la legislatura, scongiurando il commissariamento della Città, con tutte le sue negative conseguenze. Nonostante le diverse visioni, le progettualità, il modo di intendere la politica, la diversa impostazione culturale ed amministrativa abbiamo accettato di aprire una interlocuzione con il Sindaco.
Agli incontri, tenutisi nelle passate settimane, con il Sindaco Di Bernardo si era richiesto da parte nostra, come precondizione, di rendere pubblica la crisi politica-amministrativa in atto e di aprire un tavolo di confronto tra tutte le componenti della attuale maggioranza ed i consiglieri civici dell’ex Sindaco Andreotti. Crisi politica generata da Di Bernardo fin dall’inizio del suo mandato con le dimissioni dell’ex vicesindaco ed i continui cambi, ingressi ed uscite in maggioranza di consiglieri comunali ed assessori. La proposta era volta a ricomporre un quadro politico-amministrativo di “salute pubblica” per concludere l’attuale legislatura per il bene della nostra Città, per poi rimettere ogni decisione agli elettori. In tal senso, da noi non venivano avanzate richieste o rivendicati ruoli operativi all’interno dell’Amministrazione in sostituzione di assessori. A noi civici interessava il percorso politico per preparare un diverso orizonte politico-amministrativo.
Certo, il Sindaco ne avrebbe pagato un prezzo politico in tal senso e la perdita del suo ruolo centrale di gestore unico dell’Amministrazione. A nostro giudizio è più importante la nostra Città che salvaguardare le proprie ambizioni e il proprio potere amministrativo. Le interlocuzioni non hanno portato al risultato sperato, al contrario il Sindaco Di Bernardo ha “giocato” su più tavoli per salvaguardare il suo ruolo, come già aveva fatto in precedenza e di fatto non ha mai voluto aprire ufficialmente la crisi. Un amministratore poco credibile ed affidabile.
La soluzione alla crisi che ci veniva proposta era l’ingresso nella maggioranza e la sostituzione di assessori e consiglieri, per lui fastidiosi ed indigesti, attraverso un documento politico da sottoscrivere. Questo metodo, già sperimentato ed applicato in questa legislatura, a noi non interessava, non siamo la stampella del Sindaco né i rimpiazzi di assessori della sua maggioranza. Una crisi politica ufficiale alla luce del sole e la discussione che si generava, avrebbe permesso alla Città di capire e a noi di non apparire come “comprati” da qualcuno o riserve di qualcun altro. La crisi amministrativa, ha avuto una accelerazione con la revoca dell’Assessore all’Urbanistica Roncati da parte del Sindaco e le successive dimissioni dell’Assessore al Bilancio Rossotti, con probabili ulteriori defezioni. Questo è il momento al quale non volevamo arrivare ma scongiurare.
Di fatto, con le dimissioni degli assessori e l’uscita degli stessi dall’Amministrazione si determinava una nuova maggioranza nei numeri in Consiglio Comunale che non avrebbe permesso al Sindaco Di Bernardo di proseguire il suo mandato e dunque è giusto che ne prenda atto e stia sereno, anche a seguito della sua fallimentare gestione politica della legislatura, restituendo il potere decisionale ai cittadini.
STAY TUNED
I Consiglieri Comunali
Luciano Andreotti | Francesca Antonelli | Alessandro Cocco | Paolo Bellucci.
COMUNICATO STAMPA
Replica del Gruppo Consiliare “LISTA ANDREOTTI SINDACO” al Gruppo Consiliare “FARERETE” di Grottaferrata
Il comunicato diffuso da #FareRete (gruppo consiliare dell’ex sindaco Di Bernardo),pubblicato sul giornale online “Il Mamilio”del 2.03.25, rappresenta l’ennesimo tentativo di avvelenare e mistificare il clima politico cittadino attraverso slogan, accuse e una narrazione costruita per capovolgere la realtà. Si parla di “traditori”, di operazioni oscure, di manovre nell’ombra. Il sindaco Di Bernardo è stato un vero fuoriclasse a raccontare falsità e menzogne, ora cerca di giustificare e di far ricadere sui consiglieri che lo hanno dimissionato le responsabilità che sono solo le sue. Ma prima di ergersi a vittime, sarebbe opportuno aver fatto un serio esame di coscienza politico. La memoria, in politica, non può essere a corrente alternata. È bene ricordare che la signora Francesca Passini, già assesora ed oggi esponente di #FareRete, si recò dal notaio per apporre la sua firma per lo scioglimento del Consiglio Comunale allora guidato dal Sindaco Luciano Andreotti. Dimenticandosi che Lei firmava lo scioglimento del Consiglio stesso da Presidente del Consiglio in carica senza prima dimettersi. Un auto scioglimento dunque, Bel senso delle Cariche Istituzionali.
Un’operazione politica legittima, certo. Ma allora perché oggi si grida allo scandalo per strumenti che fanno parte della dinamica istituzionale? E soprattutto, chi fu il regista politico di quella stagione? L’attuale sindaco Mirko Di Bernardo, oggi lagnante, si era prodigato con i vertici del Partito Democratico a sciogliere il Consiglio Comunale della passata legislatura. Parafrasando dunque un semplice detto : chi di notaio ferisce, di notaio perisce.
Ma veniamo al punto politico vero, che nel comunicato si evita accuratamente di affrontare. Le dimissioni dei consiglieri Mazza e Vinciguerra non cadono dal cielo e non nascono da fantasiose ambizioni personali. Arrivano dopo una serie di decisioni unilaterali del Di Bernardo che hanno inciso direttamente sugli equilibri della maggioranza. L’assessore di riferimento del consigliere Mazza, Assessore Roncati, è stato dimissionato dal sindaco. Contestualmente, era imminente l’estromissione dell’Assessore Alberto Rossotti, punto di riferimento politico della consigliera Vinciguerra. Di cosa dovrebbero stupirsi oggi l’ex sindaco e il suo gruppo # FareRete? Si rimuovono gli assessori espressione di determinati consiglieri, si azzerano di fatto gli equilibri politici interni, si esercita un potere di revoca in modo unilaterale e poi ci si lamenta se quei consiglieri traggono le conseguenze politiche di quelle scelte? È incomprensibile, se non come tentativo di spostare l’attenzione. Non si può praticare un metodo decisionale accentrato, intervenire sugli assetti della Giunta senza una reale condivisione politica e poi gridare al tradimento quando emergono reazioni. La responsabilità politica delle conseguenze ricade su chi quelle decisioni le ha assunte. Il continuo ricorso a un linguaggio drammatico e moralistico serve solo ad alimentare uno scontro permanente e ad avvelenare ulteriormente il dibattito pubblico. Pur di stabilizzare una maggioranza traballante, il sindaco Di Bernardo non si è fatto alcuno scrupolo nel favorire l’ingresso in maggioranza di elementi politici provenienti della destra-destra. Innesti funzionali esclusivamente alla tenuta numerica dell’amministrazione Di Bernardo, non certo a una coerenza programmatica o identitaria. E in quel momento, dov’era l’indignazione di #FareRete? Dove erano le accuse di tradimento? Dov’era la difesa dei valori originari del progetto politico? Silenzio assoluto. Quando le operazioni servono a rafforzare il sindaco, diventano legittime strategie politiche. Quando invece qualcuno prende atto di un metodo accentrato e decide di non condividerlo più, allora diventa “traditore”. Questo doppio standard è il vero problema. Il continuo ricorso a toni drammatici e vittimistici, insieme ai toni trionfalistici di “una età dell’oro” narrata da questa maggioranza serve solo ad avvelenare ulteriormente il dibattito pubblico e a nascondere un dato politico evidente, la crisi nasce da un metodo di governo personalistico e dai fallimenti amministrativi, che ha progressivamente logorato i rapporti interni. La nostra Città si merita serietà, non frignanti autoassoluzioni. Chi governa deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Se si interviene sugli equilibri della maggioranza, se si revocano assessori di riferimento politico, non si può poi fingere sorpresa per le conseguenze. La politica è fatta di azioni e reazioni. E oggi chi si lamenta dovrebbe prima spiegare le proprie decisioni.
STAY TUNED
” lo dichiarano I Consiglieri Comunali
Luciano Andreotti | Francesca Antonelli | Alessandro Cocco | Paolo Bellucci




















