Prende ufficialmente il via mercoledì 9 luglio alle ore 21:00 presso la Sala delle Colonne di Villa Sforza Cesarini a Lanuvio la rassegna “Il Principe della Musica: Giovanni Pierluigi da Palestrina”, ideata e curata dal cultore e cineasta Marco Zarrelli, residente ai Castelli Romani, e promossa dalle biblioteche del Sistema Castelli Romani.
Questo primo appuntamento è dedicato alla figura di Josquin Desprez, celebre compositore franco-fiammingo del Rinascimento, definito “il padrone delle note” per la sua raffinatissima arte contrappuntistica.
Protagonisti della serata saranno il maestro Walter Testolin, tra i più autorevoli interpreti della polifonia rinascimentale – titolare della cattedra di Canto Rinascimentale e Barocco presso il Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento e Riva del Garda – e il prestigioso quartetto vocale De labyrintho, da lui fondato nel 2001.
In programma una preziosa selezione di brani sacri e profani di Desprez, tra cui il Kyrie e il Sanctus dalla Missa Faysant regretz, il celebre mottetto Ave Maria… virgo serena, e le indimenticabili chanson come El grillo e Mille regretz.
La serata si configura come una lezione-concerto: un’occasione unica per riscoprire la grandezza e l’attualità di Josquin attraverso un racconto avvincente, approfondito e appassionato, che guiderà il pubblico in un viaggio musicale tra spiritualità, mitologia e poesia.
Tutto ciò è reso possibile dalla creatività dei bibliotecari, dalla disponibilità dell’amministrazione comunale di Lanuvio e dal sostegno della Regione Lazio.
L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.
Sui dettagli dell’incontro lasciamo “il microfono” al direttore artistico, Marco Zarrelli:
«Il programma di questa lezione-concerto propone alcune gemme della produzione sacra e profana di Josquin Desprez (1450/51-1521).
Il genere musicale considerato più importante nel Rinascimento è la messa, che si articola in cinque movimenti (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei), corrispondenti a precisi momenti della celebrazione liturgica. I compositori del Rinascimento, non escluso Josquin, basano quasi sempre le loro messe su brani preesistenti, sacri o profani, sui quali edificano imponenti architetture paragonabili a cattedrali sonore. Della Missa Faysant regretz (che prende a modello la seconda parte della chanson Tout a par moy del compositore inglese Walter Frye) ascoltiamo il movimento di apertura (Kyrie) ed il quarto movimento (Sanctus, con la seconda parte Benedictus), corrispondente al momento nevralgico del rito della messa, quello della liturgia eucaristica.
Il mottetto è l’altro grande protagonista della musica sacra rinascimentale. Si tratta di un componimento di dimensioni ridotte rispetto alla messa (benché mottetti in più parti non di rado raggiungano dimensioni monumentali), che adotta testi tratti dalle Sacre Scritture, ma che non di rado mette in musica testi extra-liturgici (testi devozionali, poesie di argomento sacro in latino umanistico, encomi di sovrani e pontefici). La prassi rinascimentale non esita ad inserire nella liturgia anche quest’ultima tipologia di mottetti. Il mottetto trova pertanto spazio in tutte le celebrazioni liturgiche, anche in virtù della flessibilità del genere: sono da considerarsi mottetti anche gli offertori, gli inni, le lamentazioni, i magnificat, le litanie.
I mottetti Ave Maria … virgo serena e Tu pauperum refugium (seconda parte del mottetto Magnus es tu, Domine) si basano su testi extra-liturgici, ma che le fonti manoscritte documentano regolarmente eseguiti durante le funzioni liturgiche.
Il testo del mottetto Ut Phebi radiis è una vera e propria sciarada, su cui ancora oggi i musicologi si arrovellano. Il testo del brano e la musica di Josquin sono un vertiginoso tour de force che imparenta umanisticamente la scienza musicale con la mitologia classica e la religione cristiana, al contempo alludendo ad eventi storici del tempo di Josquin.
A seguire, ci inoltriamo nel territorio della musica profana di Josquin.
Il mottetto profano è anch’esso una composizione musicale in latino, ma di argomento non sacro: i testi sono tratti dalla grande poesia latina classica. Dulces exuviae musica i versi struggenti dell’Eneide di Virgilio, in cui la regina Didone lamenta sconsolata l’abbandono di Enea ed annuncia il proprio suicidio.
El grillo è uno dei brani musicali più celebri della storia della musica, pur nella sua brevità, ed appartiene al periodo romano di Josquin. Lo spumeggiante umorismo della musica ci fa conoscere un lato assai spiccato della personalità di Josquin, a cui tuttavia il Maestro si concedeva raramente.
Baisiez moy, En l’ombre d’ung buissonnet e la celeberrima Mille regretz appartengono al genere della chanson francese (Josquin, pur essendo nato quasi certamente in Belgio, era di lingua francese). Le prime due chanson presentano testi popolareggianti, cui la musica si adatta con amabile freschezza non priva di umorismo. Ciò non impediva che questo tipo di chanson fosse assai in voga nelle corti di sovrani e aristocratici.
Mille regretz, che conclude il programma di questa lezione-concerto, è uno dei brani favoriti dagli ensembles di tutto il mondo, stregati dal suo pathos quasi insostenibile.
Il che, a dire il vero, si può ben dire di tutta la musica del “padrone delle note”.»
Per approfondimenti sui contenuti del progetto, e il programma completo della rassegna, che ripartirà il 4 settembre da Nemi: www.bibliotechecastelliromani.it




















