Al via il 29mo Campo Scuola SOSS

Le parole di Riccardo Ricci, promotore del progetto rivolto agli studenti delle scuole del territorio

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Con una simulazione di evento sismico si mettono finalmente in gioco gli studenti di medie e superiori, che rinunciano volontariamente all’utilizzo dello smartphone durante il Campo Scuola.

Le Squadre Operative Soccorso Studenti continuano la loro offerta formativa alle scuole, e il 29° Campo Scuola apre anche ad allievi “singoli” e piccoli gruppi, per le scuole che non sono riuscite a coinvolgere intere classi.

Abbiamo incontrato Riccardo Ricci, da anni impegnato nelle iniziative per far uscire i ragazzi da una visione del mondo pessimistica ed egoistica, che spesso porta alla depressione e ad avere forti problemi a scuola.

Così i cosiddetti “fragili”, spesso vittime di bullismo e cyberbullismo, iniziano un cambiamento che li porta ad essere cittadini attivi e responsabili, pronti ad ogni evenienza, con ottima forma sia fisica che mentale.

Gli abbiamo chiesto cosa è cambiato dall’inizio del progetto Soss, arrivato ormai a questo 29° campo.

“In realtà sono molte decine di più i campi svolti: la numerazione attuale risale al periodo post-Covid, quando si è sentita ancora di più la necessità di fare prevenzione con gli studenti sui temi dell’isolamento e dell’iperconnessione al digitale, spesso diventata una vera dipendenza con l’abuso di social o videogiochi.

Tutti i professionisti coinvolti nel progetto, soprattutto presidi, medici, psicologi e docenti, hanno dato il loro importante contributo. Ancora oggi, ogni campo viene aggiornato sulle nuove dipendenze legate al digitale: neanche le grandi compagnie fanno mistero che i loro prodotti siano studiati apposta per creare assuefazione.

Di questo molti Stati in Europa e all’estero hanno preso atto da anni. Al di là dei paesi che limitano la rete per censura politica, è notizia recente che Danimarca, Spagna e Francia proibiranno i social prima dei 16 anni, come ha fatto tempo fa l’Australia. Ma è molto difficile che in Italia si arriva a questo a breve: solo per limitare l’utilizzo dei telefonini nelle scuole sono passati anni, e in moltissimi istituti le regole sono evase con stratagemmi di ogni tipo, a meno che il preside non se ne occupi personalmente e con energia.

Il tema della disciplina, ad esempio, viene immediatamente affrontato al campo, e tutti gli allievi dopo le prime spiegazioni sono più che contenti di alzarsi alle 7 per iniziare con la ginnastica (risveglio muscolare), e poi fare colazione e prepararsi per le attività. L’unico sistema per sconfiggere le droghe e le dipendenze è la forza e la buona disciplina, i ragazzi lo sanno benissimo, basta farglielo capire nel giusto modo.

Abbiamo quasi sempre ragazzi che a scuola sembrano disagiati, magari con patologie certificate di disgrafia, discalculia, giovani che ti fanno all’inizio del campo l’elenco delle loro malattie, quasi sempre anche psicologiche, e che dopo poche ore diventano locomotive inarrestabili, pieni di gioia di vivere e di far vedere a tutti quanto veramente valgono.

Il campo non è un’esercitazione militare, ma la mancanza dei genitori in un contesto di emergenza simulata porta a scoprire, ad esempio, l’importanza del compagno che ti aiuta, ma anche magari dimenticarsi, pur se solo per cinque giorni, di essere di famiglia benestante, con gli altri che ti risolvono tutti i problemi.

E poi ci sono quelli che dopo il campo continuano, che ci credono veramente, che diventano Aiuto Istruttori  e si mettono a disposizione dei più piccoli e fragili. La scorsa settimana il gruppo degli Ai dei Castelli è stato alla Comunità di Sant’Egidio a Roma a prestare servizio agli ultimi, l’esempio di chi ha veramente fede e fiducia nel cambiamento è parte integrante del percorso di formazione Soss, mentre il 7 marzo ci sarà chi affronta la sua prima notte in tenda sulla neve, sottozero, sul monte Livata, ma quelli saranno gli Aiuto Istruttori almeno di 6° livello, per gli altri solo una camminata sulle ciaspole e poi notte in rifugio con camino, polenta e cinghiale e stanze calde. Ognuno al suo passo, ma nessuno resta indietro.

Per questo 29° Campo abbiamo dato la possibilità, (è ancora possibile iscriversi), di partecipare a tutti gli studenti, dalle seconde medie alle quinte superiori. Si terranno corsi e lezioni personalizzate all’età dell’allievo, ma sempre con la caratteristica di far vivere l’allievo per i primi cinque giorni della sua vita interamente “disconnesso”, esattamente come accade per alcuni gruppi sportivi, escursionistici, religiosi ed educativi, dove la regola di staccare dal telefonino durante le attività è prassi consolidata.

La grande bellezza dei nostri campi, e il senso stesso delle Squadre Operative Soccorso Studenti, è proprio il vivere con allievi di ogni genere, che non hanno scelto uno sport o un’attività particolare: cioè con intere classi che, con le loro diversità religiose e di visione della vita, si trovano insieme ad affrontare una simulazione di evento critico, come un sisma di bassa intensità dove telecomunicazioni e internet sono assenti. Da quel momento in poi, assistiamo alla rinascita delle capacità individuali, al risveglio dell’intelligenza per mettere in pratica le tecniche previste dall’addestramento del campo, tutto in un’ottica di massima sicurezza, inclusione e accoglienza.

Non a caso, i campi più belli sono sempre quelli con allievi fragili o di età diversa, perché si attiva concretamente il concetto di Peer Education tra gli allievi e gli Aiuto Istruttori, che sono ragazzi come gli altri, ma con alle spalle anche più di 20 campi Soss, in grado ormai di gestire qualsiasi situazione di rischio”.

Per la partecipazione al campo, il referente è Silvia Argano (345.6344217): e basta un messaggio WhatsApp per richiedere informazioni.