Borelli cerca il bagno di folla, ma dopo il Miralago è ancora più debole

Zingaretti da forfait, i comitati contestano il Pd e Borelli è sempre più prigioniero delle sue contraddizioni

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Borelli al Miralago 16 febbraio 2026
Borelli al Miralago 16 febbraio 2026

L’Hotel Miralago è il palcoscenico privilegiato di questa fase della campagna elettorale in vista delle comunali di Albano Laziale. Massimo Ferrarini ha inaugurato la stagione degli eventi, poco prima di Natale, con un soldout promosso per un semplice scambio di auguri. E’ stata quindi la volta di Luca Andreassi che, dimessi i panni da Vice Sindaco ha lanciato la sua candidatura a Primo Cittadino. Infine è giunto Massimiliano Borelli, che nella serata di lunedì 16 febbraio, ha voluto incontrare cittadini e militanti in una kermesse promossa dal Partito Democratico.

Eventi che negli auspici dovrebbero rappresentare una prova di forza per i candidati, e di entusiasmo per i sostenitori, ma nel caso di Borelli non tutto è andato come da copione, perché se si va ad analizzare nelle pieghe dell’incontro più di un punto parla di una prova di debolezza politicaper l’ex Sindaco.

Due infatti sono state fin qui le colonne portanti della narrazione borelliana: il vittimismo rispetto alle manovre di palazzo che lo avrebbero sfiduciato e l’essere lui il vero e unico simbolo della lotta contro l’inceneritore di Santa Palomba.

No Inc Manifestazione Borelli 16 febbraio 2026
No Inc Manifestazione Borelli 16 febbraio 2026

Sul primo punto la discesa in campo di Andreassi, che ha definito l’ultima legislatura come poco coraggiosa e tendente alla mediocrità, ha dissolto l’immagine di una compagine più unita che mai una volta liberatasi dalle zavorre rappresentate dalle anime critiche del centrosinistra. L’ex Vice Sindaco che non ha partecipato alla sfiducia, con la sua uscita dalla coalizione fa emergere un’alleanza che vede il Pd e poco altro, asserragliati più o meno convintamente, attorno alla figura di Borelli.

Ma è il tema inceneritore dove si sta consumando la spaccatura più dolorosa per la sinistra. L’assenza non annunciata di Nicola Zingaretti da Albano è infatti la plastica dimostrazione delle contraddizioni del Pd.

Ad anticipare le polemiche  con un post sui social nelle ore antecedenti l’incontro del Miralago era stato l’ex capogruppo de L’Altra Albano Salvatore Tedone, che tuonando contro il Pd ha parlato di “consociativismo” con la destra.

Proprio nel comizio di chiusura della campagna elettorale del 2020 a Piazza Pia però, Zingaretti aveva garantito il no all’installazione dell’impianto a nome dell’intero centrosinistra. Una dichiarazione rivelatasi ben presto improvvida, perché smentita dai fatti e dall’azione dello stesso Pd,che ha riproposto l’opera spostandone l’area di insediamento di qualche decina di metri. Una circostanza richiamata sarcasticamente anche da Massimo Ferrarini, candidato Sindaco del centrodestra, in un video pubblicato sui social.

Ad accogliere militanti e dirigenti “democratici” al Miralago inoltre c’era una battagliera pattuglia dei comitati no-inc, che al grido di “Fuori gli inceniritoristi da Albano” ha rovinato l’atmosfera celebrativa immaginata dagli organizzatori. Non sappiamo se il forfait di Zingaretti è stato causato proprio dalla presenza dei contestatori come sussurrano i più maliziosi, posto che in una occasione simile a Genzano l’entourage zingarettiano aveva minacciato denunce, ma sicuramente l’imbarazzo è palpabile, e la posizione di Borelli ad Albano ne risulta assai indebolita.

Se come vorrebbero alcuni accreditati osservatori infine Alessandra Zeppieri scioglierà la riserva, rispetto alla corsa solitaria de L’Altra Albano alle comunali di primavera, Borelli perderà anche quello che nei calcoli dei suoi strateghi doveva essere il principale cavallo di battaglia elettorale.