Albano, centrosinistra nel caos e Borelli trema

Qualcuno vorrebbe il Sindaco nei panni del gladiatore Russell Crowe ma il rischio è che finisca col vestire la divisa del vigile Otello Celletti

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Fotomontaggio della redazione

La notizia del passaggio al gruppo misto, che non significa di per se all’opposizione, delle due consigliere comunali ex Viviamo Albano deve aver colto di sorpresa il quartier generale del Partito Democratico di Albano, perché solo così si spiega il caos in cui è precipitato il centrosinistra al governo della città.

La prima risposta da Palazzo Savelli è stata fatta circolare tramite alcune veline, riassunte in un retroscena pubblicato su una importante testata nella mattinata di sabato, in cui gli ambienti più vicini al Sindaco, definiti “fedelissimi”, puntavano il dito contro i “poteri forti”, fautori dell’inceneritore di Santa Palomba e cementificatori nello specifico, individuati come i burattinai della crisi, capaci di tirare i fili dei quattro consiglieri comunali dissidenti. Lo schema era chiaro: il Sindaco “senza macchia e senza peccato” che combatte, e per questo è disposto persino a cadere, armi in pugno, contro gli interessi più opachi che attentano al benessere della comunità. Una narrazione semplicistica ma con tratti di indubbio fascino, che però si muove più per preparare la campagna elettorale che per ricucire gli strappi, come se il cerchio magico di Borelli desse già per assodata la defenestrazione del Primo Cittadino, impegnandosi da subito nella ricostruzione di una immagine assai più battagliera rispetto al grigiore di questi anni. Come se il Sindaco volesse recuperare una propria autonomia politica che in tutta evidenza non ha mai avuto, in primis rispetto al suo partito.

Questa linea deve aver fatto sobbalzare, e non di gioia, qualche alto papavero “Dem”, perché già prima che il sole tramontasse, ci si è affrettati a smentire ogni “ricostruzione giornalistica”, definita prima dallo stesso Sindaco sui social “destituita da ogni fondamento”, quindi smentita anche dal Pd di Albano tramite una nota ufficiale.

bocciscreenschotIn questi casi però c’è sempre qualche “giapponese”, per l’occasione nei panni dell’intellettuale organico, che si ostina, per eccessivo entusiasmo o semplicemente perché non avvertito in tempo del “contrordine compagni”, che rilancia, parlando di un fantomatico “partito dei geometri”, argomentato in un post Facebook, prontamente cancellato, o fatto cancellare, non ci è dato sapere. Ma i social si sa, nascondono, non cancellano.

Un episodio in se trascurabile, ma utile a dimostrare che l’articolo non era frutto delle fantasie dei giornalisti, ma si limitava a riportare umori che attraversano certi ambienti, laddove la confusione regna.

Così il Sindaco da novello Russell Crowe impegnato nella gladiatoria lotta per il greendeal in salsa albanense, somiglia più ad una riedizione a colori di Otello Celletti, il celeberrimo vigile urbano interpretato da Alberto Sordi.

A spargere sale sulle ferite ci pensa anche il giornale “incriminato”, che in un pezzo di domenica mattina mette i puntini sulle i, dicendo che se “la politica fa bene a fare politica, si lasci ai giornalisti il ruolo dei giornalisti”, possibilmente senza tiratine di capelli, aggiungiamo noi.

Appurato che la crisi in atto non dipende dai giornali, è chiaro che la frattura interna alla maggioranza ed al primo partito di maggioranza, tocchi anche i temi più scottanti come rifiuti e urbanistica, ma viaggi soprattutto sull’equivoco di fondo su cui la maggioranza stessa è nata. Un Sindaco debolissimo, eterodiretto da Roma, ed una coalizione fondata su accordi elettorali con una serie di portatori di voti e di legittimi interessi politici di difficilissima composizione. Una marmellata resa ancor più indigesta dalla scarsa capacità di sintesi politica e amministrativa del Primo Cittadino, che unita alla distanza dal territorio di chi se ne è fatto garante, ha generato un progressivo sfilacciamento dei rapporti politici e personali, fino a giungere alla sostanziale paralisi della macchina amministrativa denunciata nella nota delle consigliere Faccia e Lucci.

Su queste pagine da circa due anni raccontiamo lo stato dell’arte, “passo dopo passo”, emerso in toto già con l’inopinato disarcionamento del prematuramente scomparso Assessore Sementilli, ecco perché oggi non c’è nulla di cui sorprendersi.

Il tema inceneritore è soltanto la cartina tornasole dello stallo. Una vicenda elettoralmente ghiotta, ma per cavalcarla senza cadere nel populismo, servirebbe la serietà propria di una classe dirigente, misurabile con i voti in aula e non con la propaganda dei “colonnelli”.

Quando il Consiglio Comunale ad esempio, su forte iniziativa del Consigliere Tedone della lista L’Altra Albano, è stato chiamato a votare un Ordine del Giorno, divenuto spunto per una circostanziata inchiesta giornalistica trasmessa da Report su RaiTre, in cui si chiedeva all’amministrazione di farsi portavoce presso la Regione della dichiarazione di “area a rischio ambientale” per la zona adiacente l’impianto, l’atto è stato approvato grazie alle opposizioni di centrodestra, poiché alcuni esponenti di maggioranza, tra cui il capogruppo della lista del Sindaco Identità e Bene Comune, uscirono dall’aula, motivando la presa di posizione con il rischio che il provvedimento condannasse quel territorio al mancato sviluppo, senza meritarsi per questo l’appellativo di “palazzinari”. Al contrario  votarono favorevolmente tra gli altri le allora esponenti di Viviamo Albano, contenitore il cui travaglio interno era noto al “palazzo” da tempo, in quanto già alle regionali del 2023 non tutto il gruppo sostenne la candidatura del Vice Sindaco e fondatore Andreassi alla Pisana in quota Italia Viva. Lo stesso Andreassi che in occasione del recente congresso di Azione è stato eletto alla carica di Presidente del partito di Calenda nel Lazio e componente dell’Assemblea Nazionale.

Proprio Azione è l’unica forza politica che con grande coerenza ha da sempre sostenuto l’installazione dell’inceneritore di Roma, voluto fortemente dal Sindaco Pd Gualtieri e sostenuto da Alessio D’Amato, che di Azione è segretario romano e del centrosinistra è stato il candidato Presidente di Regione.

Un quadro complesso quindi, che il Sindaco ha la responsabilità di non aver gestito politicamente,  non riuscendo a rappresentare Albano in una posizione unitaria e compatta, pur avendo dalle opposizioni più volte ricevuto disponibilità nei voti a sostenere l’interesse generale rispetto alle polemiche di parte.

Il centrodestra infatti assiste allo spettacolo, con lo stupore di chi neppure immaginava di ricevere simili assist.

“Il Sindaco parla di “effervescenza” politica e di consiglieri da ascoltare. Una definizione fin troppo edulcorata per descrivere una crisi politica evidente, che ormai non può più essere nascosta né minimizzata. Quando quattro consiglieri della maggioranza si dissociano, il problema non è l’opposizione: è un fallimento interno, politico e gestionale, che non può essere derubricato a semplice incomprensione. Il Sindaco dice di voler ascoltare, ma subito mette dei paletti: si può discutere solo se si resta “leali” al progetto votato dai cittadini. Ma è proprio quel progetto ad essere stato tradito nei fatti e nei principi, e oggi i cittadini assistono a uno spettacolo che genera solo sfiducia e distanza. La lealtà non si misura con l’obbedienza, ma con il rispetto delle idee, delle persone e degli impegni presi. Il confronto non si costruisce a colpi di post social, né escludendo chi dissente, ma aprendo spazi veri di dialogo, anche con chi ha opinioni critiche. L’opposizione non fa “campagna elettorale”: esercita un ruolo preciso, democraticamente affidatoci dai cittadini, quello di vigilare, denunciare, proporre. E continueremo a farlo con serietà, trasparenza e responsabilità. Se davvero il bene comune è la priorità, il sindaco e la sua maggioranza dovrebbero trarne le dovute conseguenze. Perché governare non è un privilegio, ma un dovere verso tutti i cittadini, anche quelli che non si limitano ad applaudire”. Questo il commento del Coordinatore e Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia Roberto Cuccioletta.

In queste ore dalla maggioranza si starebbe cercando di calmare le acque, in preparazione di una serie di “consultazioni” con tutti i gruppi della ex maggioranza, al fine di ricomporre il quadro. Chissà se il Sindaco in questo frangente svolgerà la funzione che al Quirinale è tenuta dal Presidente della Repubblica o gli verrà ritagliato il ruolo di “corazziere”.

Intanto a Corso Matteotti, sede del locale Circolo del partito di Giorgia Meloni, si preparano scorte di Pop-corn.