Albano, FdI chiede più fondi per manutenzioni e decoro, il Pd fa mancare il numero legale

Scontro tra Ferrarini e la Segretaria Comunale durante il dibattito

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Palazzo Savelli - Albano Laziale

E’ andato in scena ieri ad Albano il Consiglio Comunale straordinario richiesto dai gruppi di opposizione sul tema delle pubbliche manutenzioni e sul decoro urbano. Argomento particolarmente caldo anche dopo gli ultimi fatti che hanno visto l’inopinato crollo di alcuni cornicioni di Palazzo Savelli, episodio fortuito che però per puro caso non ha provocato seri danni a persone e cose.

Da qui la facile battuta che è circolata tra molti cittadini critici sullo stato delle cose in città: “Albano cade a pezzi”. In effetti l’aspetto che salta all’occhio di chiunque abbia onestà intellettuale è di un periodo piuttosto critico per quanto riguarda le condizioni delle strade, di alcuni edifici, e di molte zone sia al centro che nelle frazioni.

Ecco allora che l’attesa attorno agli esiti della seduta di lunedì scorso è vieppiù cresciuta, forse anche oltre le attese degli esponenti di FdI, dei consiglieri Cascella, Moresco e Nardi, che se ne sono fatti promotori. Un’attesa che però è stata delusa, dato che l’assemblea si è sciolta con un nulla di fatto.

Con la maggioranza di centrosinistra che ha volutamente fatto mancare il numero legale al momento della votazione su un Ordine del Giorno che chiedeva l’aumento dei fondi a bilancio previsti per le manutenzioni pubbliche. Una decisione che non sarà piaciuta all’assessore Maurizio Sementilli, che in cuor suo pensiamo non avrebbe disdegnato avere un portafoglio assessorile più ricco, dopo essersi prodotto in un intervento in aula piuttosto aperto al coinvolgimento ed alle collaborazioni trasversali per affrontare i problemi in discussione. Viabilità, scuole, edifici pubblici, è lungo l’elenco di situazioni su cui sarebbe urgente intervenire.

Il Pd però non ha concesso nulla all’ex Vice Sindaco, attuale assessore ai rifiuti ed alle manutenzioni, neppure un premio per essere stato l’unico esponente di giunta ad avere avuto la voglia, o il coraggio, di intervenire in aula per confrontarsi con le opposizioni, su un tema sempre scomodo per chi governa.

E’ stato infatti proprio il capogruppo dem Alessio Colini, insieme al Consigliere di Patto Civico Umberto Gambucci, ad essersi seduto tra il pubblico, abbandonando i banchi della maggioranza, appositamente per fare mancare il numero legale, mandando così la seduta su un binario morto, impedendo di fatto che il Consiglio si potesse esprimere sul punto.

“Siamo consapevoli delle difficoltà e della coperta corta per chi amministra. A maggior ragione restiamo convinti dell’urgenza di attivare una seria programmazione sulle manutenzioni ed il decoro urbano – sottolinea il Consigliere e Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Roberto Cuccioletta – ci dispiace molto che il Pd abbia perso l’ennesima occasione per affrontare in modo serio e costruttivo un problema che non può più essere nascosto. Mappare le criticità, programmare gli investimenti e gli interventi, crediamo sia l’unico metodo efficace per governare i problemi. Evidentemente – conclude – le difficoltà politiche di questa maggioranza impediscono qualsiasi politica seria che si discosti dalla gestione quotidiana del potere”.

A margine della discussione sull’OdG, si è verificato anche uno scontro tra il capogruppo FdI Massimo Ferrarini e la Segretaria Comunale, che alle sollecitazioni politiche dell’esponente del partito di Giorgia Meloni sulla necessità che il Consiglio si esprimesse con una votazione, lo apostrofava, tra i volti piuttosto esterrefatti della maggioranza, con momdalità piuttosto inconsuete per un Dirigente Pubblico, per un attimo più simile ad un appassionato esponente politico di parte che ad un custode della legge.

Un episodio che auspichiamo possa essere rapidamente chiarito, nelle modalità più trasparenti, in modo tale da non poter mai rappresentare un precedente nei lavori d’aula.

Un clima piuttosto teso si era percepito sin da inizio seduta, quando l’opposizione ha sollevato dubbi, a tutela dell’ente, su alcune procedure per l’assegnazione di appalti su un bando PNRR destinato proprio alla ristrutturazione di Palazzo Savelli, sempre per voce di Ferrarini. Ma anche qui la maggioranza ha ritenuto di non intervenire, dichiarando la sede non idonea a discuterne.

Concludendo ci sentiamo di dare un consiglio, non richiesto, al Sindaco Borelli. E’ vero che chi non parla non sbaglia mai, ma è altrettanto vero che trincerarsi dietro al silenzio per intere sedute consiliari come l’ultima, e non è la prima volta che accade, in attesa di tempi migliori, non lo rafforza, non tanto agli occhi dell’opinione pubblica, abituata a seguirne le gesta sui social, ma soprattutto verso la sua maggioranza e la sua amministrazione. Magari a qualcuno potrebbe venire voglia di esercitare una qualche supplenza.