All’Auditorium Parco della Musica della Capitale, fino a gennaio esposti Manifesti d’artista. 1522 – Roma per le donne

All’Auditorium Parco della Musica della Capitale, fino a gennaio esposti “Manifesti d’artista. 1522 - Roma per le donne” che promuovono i servizi antiviolenza

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All’Auditorium Parco della Musica della Capitale, fino a gennaio esposti “Manifesti d’artista. 1522 – Roma per le donne” che promuovono i servizi antiviolenza
Il colonnato della libertà

Saranno esposti fino a gennaio 2021 lungo il colonnato esterno dell’Auditorium Parco della Musica di Roma i “Manifesti d’artista. 1522-Roma per le donne”, opere di giovani artisti contro la violenza di genere che promuovono i servizi antiviolenza della città. L’iniziativa, voluta da Roma Capitale con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Fondazione Musica per Roma (e realizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura), è partita già il 23 novembre scorso, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in modalità on line, per poi proseguire, dal 7 dicembre, nello spazio esterno dell’Auditorium, aperto al pubblico.
Le 20 locandine degli studenti delle Scuole e Accademie d’Arte di Roma mettono in risalto il claim “Scelgo la libertà” e il numero nazionale anti violenza e stalking 1522. Perché se è vero che, all’apparenza, si tratta solo di quattro cifre, quelle stesse cifre esprimono tutto il potenziale dei Centri Antiviolenza di Roma Capitale, attivi h24 con consulenze specialistiche, protezione e supporto alle donne vittime di maltrattamenti, con percorsi individuali e servizi finalizzati alla riconquista della piena autonomia di vita. Purtroppo, la pandemia, tra le altre cose, ha anche accentuato la diffusione della violenza sulle donne e ora come ora, è davvero improrogabile dare un contributo alla battaglia, promuovendo iniziative come queste che aiutano a riflettere e a radicare – specie tra i più giovani – quel rispetto necessario alla crescita di una società il più civile possibile. Perché è fondamentale “non abbassare mai la guardia” e perché parlarne oggi significa già parlare al futuro. Questo progetto, da un lato, educa e sensibilizza le nuove generazioni sulla violenza di genere e, dall’altro, utilizza la forza comunicativa dell’arte per “arrivare” più direttamente alle persone. Questi, i titoli e gli autori delle opere: “Diario Polifonico” di Chiara Amici in collaborazione con la fotografa Antonella Fiorillo; “Supereroina di tutti i giorni” di Alessio Gennaro; “La lotta non è finita (riprendiamoci la vita!) di Valentino Chidiac; “Filo di Arianna” di Francesca Ansanelli; “Libera dal ratto” di Alessio Gennaro; “We Fight Back!” di Valentino Chidiac; “Solidarietà rosa” di Lucrezia Nicotra; “Svincolar(e…)” di Caterina Tahan; “Non mi nascondo” e “Violenza” di Alessio Corcio; “Fuori” di Eleonora Mossi; “Io sono, io posso”, proposta in tre diverse declinazioni, di Michela Angelucci; “Danzando” di Fany HU; “La Maddalena” di Mattia Trabalza; “Libel – La libellula” di Maria Grazia Splendori; “Non basta Archimede” di Gianluca Coppeto; “Mea Culpa” di Angela Matarozzi; “Tracce silenti” di Caterina Tahan.

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