Non ostante le indiscrezioni circolate in giornata avessero lasciato fino all’ultimo qualche dubbio sul reale svolgimento, l’atteso Consiglio Comunale di Albano in cui si discuteva la mozione presentata da undici consiglieri delle minoranze, contenente un Ordine del Giorno di richiamo per il Consigliere Marco Alteri, autore del post facebook in cui usava epiteti offensivi verso i “menefreghisti” che non hanno votato i referendum, si è svolto regolarmente, aperto da un minuto di silenzio in omaggio alle vittime di Gaza richiesto da Luca Galanti.
Un dibattito intenso al termine del quale lo stesso Alteri ha chiesto “scusa” per l’interpretazione errata della sua “invettiva”, che a suo dire non voleva essere offensiva, ma soltanto stigmatizzare comportamenti a suo dire disdicevoli come l’astensionismo elettorale.
Preso atto delle formali scuse, i presentatori della mozione hanno inteso di non procedere con un voto in aula, sollecitando però ad Alteri la cancellazione del post incriminato.
“Accogliamo con favore le scuse, ancorchè tardive – ha sottolineato il Capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Ferrarini – ma per essere consequenziali, dimostrandone quindi la non strumentalità, chiediamo al Consigliere Alteri l’impegno di cancellare quel post, altrimenti saremo costretti a riconvocare l’aula”.
A rompere il silenzio che lo ha caratterizzato sull’intera vicenda, più volte sollecitato dagli interventi durante il dibattito, tra cui quello della Capogruppo del misto Laura Faccia, è stato il Sindaco Borelli, il quale ha rivelato di aver contattato l’esponente della lista “Identità e Bene Comune” nelle ore immediatamente successive alla pubblicazione del post, manifestandogli “l’inappropriatezza” dei termini usati. Borelli si è inoltre soffermato sulla necessità di controllare, anche in vista della prossima campagna elettorale, i linguaggi diffusi sui social, anche da chi gestisce pagine e gruppi in cui si parla di Albano.
Vigilanza sui linguaggi d’odio è stata chiesta in prima battuta da Federica Nobilio. L’esponente di Fratelli d’Italia, che ha puntualizzato come il dibattito dovesse essere un momento di riflessione per tutti, sull’uso dei social e sulla responsabilità di essere classi dirigenti e rappresentanti delle istituzioni, in un contesto in cui la comunicazione, in particolare sui social, è centrale nella formazione dell’opinione pubblica.
Anche il Consigliere e Coordinatore cittadino di FdI Roberto Cuccioletta si è soffermato su come certi atteggiamenti non aiutino gli scettici a partecipare alla vita pubblica della città, ma altresì ottengano l’effetto contrario.
“Abbassiamo tutti il livello di tensione sociale – è stato l’appello di Cuccioletta – perché le persone hanno bisogno di una politica capace in primo luogo di mantenere le promesse elettorali, vedendo i propri rappresentanti eletti agire in coerenza con esse”.
Ancora Laura Faccia ha incentrato il suo intervento sui giovani, ricordando come proprio Alteri sia il delegato alla “Città dei Bambini”, i quali hanno bisogno di esempi, per essere cittadini ed elettori di domani.
Su questi punti anche gli interventi di Marco Moresco per la lista Insieme per Pavona e Giovambattista Cascella a nome di Forza Italia.
L’unica voce a difesa di Alteri proveniente dai banchi della maggioranza è stata quella di Alessio Colini, che ha ricordato come nel passato altri e più gravi episodi sono accaduti anche all’interno della Sala Nobile di Palazzo Savelli, senza che nessuno chiedesse la convocazione di sedute straordinarie.
A distinguersi però è stato Aldo Oroccini, esponente di lungo corso della sinistra albanense e convinto sostenitore di questa amministrazione, il quale senza mezzi termini si è dissociato da quanto scritto e fino ad oggi rivendicato da Alteri, rimarcando come lui, da militante del Partito Comunista Italiano, sia stato vittima di discriminazioni politiche e personali in gioventù, ma non abbia mai perso di vista il senso del rispetto verso l’avversario politico, anche nelle occasioni più “cruente”, e soprattutto verso i cittadini.
Tirando le somme di questo caso, dopo aver assistito all’intero confronto in aula, resta l’amaro in bocca per due cose.
La prima è la pessima gestione politica e comunicativa dell’intera vicenda da parte del Sindaco e della maggioranza di centrosinistra. Sarebbe bastato che il Sindaco ribadisse pubblicamente il concetto espresso privatamente ad Alteri, che il caso non solo non sarebbe mai arrivato in Consiglio, ma sarebbe finito ancor prima di nascere. Un dilettantismo sorprendente per un Sindaco che maneggia con grande maestria i social, conoscendone la loro potenziale cassa di risonanza, nel bene e nel male. La sorpresa aumenta se si pensa che nessun dirigente politico del centrosinistra, nei giorni in cui montavano le polemiche, abbia sentito la responsabilità di convincere Alteri alle scuse, se non altro per proteggerlo da una sovraesposizione che, di tutta evidenza, ha dimostrato di non saper governare.
La seconda riguarda proprio Marco Alteri. Uscendo dall’aula si resta con il forte dubbio se lui abbia realmente capito l’errore fatto. Se così fosse sarebbe davvero un peccato, e questo dibattito un’occasione persa. Dietro le brutte parole emerge infatti una cultura politica ideologica, che pensandosi depositaria dell’unica verità, si sente investita della facoltà di giudicare chiunque si sottragga dalle sue logiche ed ai suoi dettami, un cittadino, ed una persona, di serie b.



















