Lo stylist delle celebrità racconta la sua grande passione e talento anche nella musica, il pianoforte suo compagno di vita.

Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger, ha intervistato per noi e per voi lo stilista e make up artis Andrea Ubbiali, che ci ha svelato un suo segreto…

Cari lettori, oggi un’intervista davvero unica nel suo genere, siamo con Andrea Ubbiali e raccontiamo la sua vita sui tasti bianchi e neri di un pianoforte.
Andrea Ubbiali ha probabilmente imparato prima il nome delle note che l’alfabeto stesso. La sua bravura, classe e sensibilità musicale derivano da una vita realmente spesa di fronte la tastiera di un pianoforte, a capirne l’essenza, l’anima che si cela nello strumento e che risveglia la propria, quella umana. Andrea non è una persona che ama la notorietà, nel senso più “inutile” del termine. Pur essendo uno dei più straordinari artisti in Italia, vive la sua passione totalmente immerso nelle melodie del suo piano, prima di saper “vendersi” o “apparire”.
D’altronde, come vi accorgerete nell’intervista, basta conoscerlo e scambiare con lui due parole per avere già chiara l’idea di quanto il talento musicale rispecchi anche un altissimo valore umano.

INTERVISTA
Il pianoforte è uno strumento universale. “Universale” perché è diffuso, praticato e apprezzato in tutto il mondo, ma anche perché consente di suonare quasi tutto il repertorio globale musicale. Proprio così: qualunque sia il genere, l’origine o le sonorità del pezzo, il pianoforte sarà lo strumento giusto per riprodurlo. Il pianoforte, inoltre, è lo strumento più completo che esista. Infatti, da solo, è comunque in grado di produrre melodia, accompagnamento, ossia armonia, nonché diverse voci simultaneamente! Nessun altro strumento dispone di un tale potenziale. Per questo, il piano è uno strumento magico. Abbiamo rivolto qualche domanda ad un uomo dai mille talenti, l’artista Andrea Ubbiali.

ILARIA – Partiamo sempre dall’inizio: come ti sei avvicinato al mondo della musica?
ANDREA – Anni fa ero ancora a liceo , ho sempre amato il pianoforte e la sua straordinaria capacità di emozionare chi lo suona e chi lo ascolta, non per nulla viene definito lo strumento per eccellenza della “danza delle dita” umane . Ho frequentato una nota Accademia musicale di Bergamo per 5 anni specializzandomi in classico e moderno.
ILARIA – Ci sono state delle persone o dei maestri che hanno influito particolarmente nel tuo percorso di formazione e/o professionale?
ANDREA – Il mio insegnante che esercitava anche presso il conservatorio della mia città rappresentava il classico docente con il tipico rigore di chi insegna questa disciplina , prima di poter suonare una melodia al pianoforte a coda dovevo saperla suonare correttamente senza errori e spesso volavano bacchettate sulle dita anche solo al minimo errore, ma è proprio questo il senso della vera disciplina artistica.

ILARIA – A che età il debutto ed in che ruolo? Quali emozioni ricordi?
ANDREA – Ero appunto a liceo ho effettuato svariati saggi in svariati luoghi ma non amavo l’esibizione tanto che anche ad oggi preferisco suonare quando sono completamente solo in casa senza rumori, così riempi lo spazio che ti circonda di una straordinaria energia.
ILARIA – Quando hai capito che la musica avrebbe segnato profondamente la tua vita?
ANDREA – Da sempre ho sempre amato la musica , il teatro ed il balletto, ho sempre amato suonare uno strumento e sin dal primo momento ho saputo che sarebbe stato il pianoforte.

ILARIA – Quali melodie prediligi suonare quando sei dinnanzi a un pianoforte?
ANDREA – Dal classico al moderno, da Debussy sino a Ed Sheeran, scarico spesso spartiti moderni e li riscrivo completamente riadattandoli al mio senso e gusto musicale.
ILARIA – Quando suoni lascia che la melodia ti entri dentro. La musica per te è… ?
ANDREA – Vita ed espressione. Spesso suoniamo melodie che raccontano il nostro stato d’animo, non dimentichiamo che i più grandi compositori hanno regalato brani straordinari in momenti particolari della loro vita.
ILARIA – Perché il pianoforte è un po’ come il calcio in versione musicale?
ANDREA – Il calcio regala emozioni ai suoi tifosi, la melodia di un pianoforte è in grado di sprigionare energia all’interno di una stanza sino all’ambiente più lontano, natura compresa.

ILARIA – Il pianoforte ha i propri codici e la propria cultura. Il tempo ed il progresso, poi, hanno democratizzato la diffusione e la pratica di questo strumento. Raccontaci.
ANDREA – In pochi ad oggi ne sono interessati perché purtroppo la musica vira su altri generi ma non dimentichiamoci come spesso notiamo che anche i cantautori più giovani d’oggi suonano, studiano ed imparano al piano.
ILARIA – “La classica” è lo stile pianistico per eccellenza. Tra i grandi di questo genere non possiamo non ricordare Mozart, artista che fu anche uno dei più grandi geni della storia della musica. Tra i suoi lasciti troviamo 18 Sonate per pianoforte e 12 variazioni per pianoforte su “Ah vous dirais je maman”. Tu lo adoperi?
ANDREA – Non amo Mozart, preferisco Chopin e Debussy semplice gusto personale.
ILARIA – Il blues è uno stile adatto a una performance con il pianoforte?
ANDREA – Si ma non lo amo particolarmente, lo preferisco come strumento singolo.
ILARIA – Saluta i nostri lettori…
ANDREA – un abbraccio e ricordatevi che la musica, la vera musica, è vita.

Meta Magazine 2022 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente dallo stilista e make up artis Andrea Ubbiali alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).


















